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Messico, candidato ucciso a poche ore dal voto. Sfida al femminile per la presidenza: Sheinbaum contro Galvez

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Sheinbaum e Galvez le due candidate. (Photo by Alfredo ESTRELLA / AFP)
Sheinbaum e Galvez le due candidate. (Photo by Alfredo ESTRELLA / AFP)

Roberto Da Rin
Il 2 giugno 99 milioni di elettori sceglieranno la donna che succederà al presidente Amlo

Gli Apache chiamavano i messicani “nakaiye”, “quelli che vanno e vengono”. Gli ultimi indiani d’America, che ancora oggi vivono in riserve in Arizona e Nuovo Messico, sono pronipoti di guerrieri abilissimi e impavidi, che possedevano anche ottime capacità analitiche, almeno in campo sociologico. I messicani vanno e vengono e il tema migratorio, 300 anni dopo, rimane dominante nelle elezioni presidenziali che si svolgono oggi in Messico. Dove, comunque vada, sarà una donna a occupare lo scranno di “presidente” e guidare la seconda economia latinoamericana (la prima è il Brasile): le due candidate in corsa sono Claudia Sheinbaum, ex sindaca della Capitale, progressista del Partito Morena, e Xochitl Galvez, candidata di un raggruppamento di centrodestra. Entrambe di 61 anni, entrambe ingegnere. I sondaggi non assegnano invece alcuna probabilità di vittoria a Jorge Alvarez Maynez, che guida il Movimiento Ciudadano, una lista più centrista.

Due 61enni, entrambe ingegnere

Sheinbaum è accreditata come la probabile vincitrice, anche per essere la “delfina” del presidente in carica Andres Manuel Lopez Obrador (Amlo). L’economia messicana registra una crescita discreta, senz’altro superiore a quella di altri Paesi latinoamericani. Il pil del 2023 è cresciuto del 3,1% e quest’anno, pur in flessione, dovrebbe avvicinarsi al 2,4 per cento. Il Messico di Amlo ha beneficiato del nearshoring americano, ovvero la ri-localizzazione vicina agli interessi commerciali di Washington. L’Amministrazione Biden ha rimodulato la propria politica commerciale favorendo i Paesi del continente americano, a svantaggio della Cina. Per questo il Messico è diventato, nel 2023, il primo partner degli Stati Uniti, scavalcando la Cina. Non solo, con un tasso di disoccupazione molto contenuto (2,6%) e un incremento dei salari reali del 100% (dal 2018 a oggi) e con 36miliardi di dollari di investimenti diretti dall’estero, Amlo incassa risultati che piacciono all’establishment dell’intero continente.

La ferrovia inter-oceanica

Un altro punto a favore del presidente uscente Amlo è il Corredor Transistimico, un gigantesco progetto infrastrutturale che dovrà collegare i due oceani, Atlantico e Pacifico. Una ferrovia che potrebbe diventare concorrenziale, secondo i finanziatori del progetto al Canale di Panama che Amlo definisce «saturo», comunque in difficoltà per la scarsità di acqua necessaria al suo pieno impiego. Un primo tratto è già stato inaugurato lo scorso dicembre e Amlo lo ha magnificato così : «Progetto sognato da secoli da presidenti, re, politici e governatori». Lungo il tragitto della ferrovia verranno costruiti 12 poli industriali, strategici per l’economia del Messico. Eppure l’emergenza messicana è la violenza che attanaglia il Paese e ha provocato 180mila morti in 6 anni, un drammatico record che genera, per un presidente di sinistra la più dolorosa delle conseguenze: alcuni giuristi messicani configurano il problema come un “pilastro che vacilla” e che mette in dubbio l’esistenza stessa di uno “stato di diritto”.

L’emergenza “sicurezza”. Candidato ucciso poche ore prima del voto

La crisi di sicurezza e il potere sempre più pervasivo dei Narcos sono un punto chiave.

Un candidato alle elezioni locali è stato assassinato nel Messico occidentale, poche ore prima dell’inizio delle votazioni. Si tratta di Israel Delgado, 35 anni, ucciso sabato sera vicino a casa sua. Delgado aspirava a diventare incaricato delle finanze e del controllo interno del consiglio comunale di Cutzeo. Lo ha dichiarato l’ufficio del procuratore dello Stato di Michoacan. 2 giugno 2024
Fonte Link: ilsole24ore.com