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Nuovo Tardini, da venti associazioni petizione contro il progetto 

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Arianna Belloli
“Ci mobilitiamo insieme dopo aver visto terminare un finto percorso partecipativo che ancora una volta dimostra la mancanza di trasparenza e rispetto per la cittadinanza. Vogliamo difendere il bene comune”

Venti associazioni cittadine uniscono le forze contro il progetto di rifacimento dello stadio Tardini.

Lo fanno presentando una petizione con cui si chiede in particolare di rimettere in discussione l’esistenza del pubblico interesse nella proposta di demolizione e ricostruzione.

A illustrare i punti della petizione i rappresentanti delle associazioni che si sono riuniti venerdì pomeriggio nei portici del Grano di fronte al palazzo municipale.

Diversi i punti su cui le associazioni si soffermano per bocciare la proposta anche alla luce di “elementi essenziali, concernenti in particolare gli aspetti economico-finanziari del progetto e la situazione economica del proponente, emersi soltanto dopo la delibera del Consiglio comunale del 24 gennaio 2022”, scrivono le associazioni.

“La petizione ha raccolto il supporto di tantissime associazioni, non solo di residenti del quartiere Cittadella – sottolinea Anna Kauber di Comitato Tardini Sostenibile –. Rappresentiamo una fetta della cittadinanza che ribadisce come questo progetto non sia di interesse pubblico. Ci mobilitiamo insieme dopo aver visto terminare un finto percorso partecipativo che ancora una volta dimostra la mancanza di trasparenza e rispetto per la cittadinanza. Vogliamo difendere il bene comune”.

Andrea Locatelli dell’Osservatorio stadio Parma si sofferma invece ad analizzare i documenti presentati dalla società Parma Calcio 1913 in vista del percorso partecipativo che si è concluso giovedì 19 gennaio a Palazzo del Governatore. “Pagine piene di retorica – commenta – e foto prese da internet. Nessun approfondimento sul piano economico finanziario e sugli impatti ambientali; nessuno studio scientifico. I dati sulla viabilità sono estrapolati dal famoso questionario diffuso dalla società nel 2021, di cui però non è dato sapere in quanti hanno risposto e quindi quanto sia ampio il campione esaminato. Inoltre, non ci sono rassicurazioni sul piano economico considerando che negli ultimi 18 anni il Parma Calcio 1913 ha cambiato proprietà otto volte, con due fallimenti in mezzo”.

“La politica al governo della città non si è ancora resa conto forse che siamo in emergenza ambientale e sociale. Non c’è più tempo per rimandare – dichiara Roberta Roberti di Parma Città Pubblica –. Il 2050 lo dobbiamo costruire oggi e questo progetto non guarda alla sostenibilità futura. Ancora una volta si nota il rapporto ‘malato’ tra pubblico e privato senza tutelare davvero l’interesse pubblico. É la stessa filosofia che stiamo vedendo anche per il progetto cargo dell’aeroporto, i poli logistici di Fontevivo e Medesano, il nuovo prosciuttificio sotto al castello di Torrechiara. É arrivato il momento di unire le forze per opporci”.

“Parma ha deciso di aderire alla sfida per la neutralità carbonica entro il 2030 – sottolinea Marta Mancuso di Legambiente – ma in questo progetto non vediamo nessuna analisi che vada in quella direzione. Un parcheggio sotterraneo inoltre non cambia la mentalità dei cittadini rispetto al trasporto per la fruizione degli eventi”.

Roberti ricorda che il via alla raccolta firme si terrà domenica 22 gennaio  alle ore 10 al circolo Castelletto in via Zarotto 28.

“Tutti i cittadini potranno venire a firmare, muniti del proprio documento di identità. Saranno anche consegnati i moduli a tutti coloro che vorranno collaborare nella raccolta delle firme per cercare di coprire tutti i quartieri”.

Le associazioni promotrici sono: Ada, Artetipi, Comitato Tardini Sostenibile, Delegazione Fai Parma, Fiab Parma, Fridays for Future Parma, Fruttorti, Gruppo Fai Giovani Parma, Isde Ass. medici per l’ambiente, Italia Nostra sez. di Parma Legambiente Parma, Manifattura urbana, NoCargoParma, Osservatorio Stadio Parma, Parma Città Pubblica, Parma Etica, Parma sostenibile, Sodales, Wwf Parma e Ok Club.

L’obiettivo minimo è il raggiungimento di mille firme cartacee, indispensabili per ottenere entro 60 giorni – ai sensi dell’art. 58, comma 3 dello Statuto comunale – che la petizione venga inserita all’ordine del giorno del Consiglio comunale.

Il testo integrale della petizione

Al Sindaco di Parma, Michele Guerra

al Presidente del Consiglio comunale di Parma, Michele Alinovi 

al Consiglio comunale di Parma 

Petizione ai sensi dell’art. 58, comma 3, dello Statuto comunale 

PREMESSO 

-che il 24/01/2022 è stata approvata dal Consiglio Comunale, con 20 voti favorevoli, 7 contrari e 4 astenuti, la delibera con cui è stata dichiarata di pubblico interesse la proposta di rifacimento e gestione dello stadio Tardini da parte della società Parma Calcio 1913 Srl (PG 90350 del 21/05/2021);

-che anche qualora dichiarato il pubblico interesse l’Amministrazione è sempre libera di stabilire con scelta insindacabile se rinviare o non procedere all’esecuzione dell’opera; 

RITENUTO 

-che la proposta del Parma Calcio 1913 dichiarata di pubblico interesse è stata presentata il 21/5/2021;

-che l’ing. Michele Gadaleta è stato nominato RUP con Determinazione del Direttore Generale del 26/10/2020; 

-che la nomina del RUP non poteva riferirsi al progetto, non ancora esistente, del Parma Calcio 1913, ma solo a quello, all’epoca agli atti del Comune di Parma, presentato il 9/9/2020 dalla società Progetto Stadio Parma Srl; 

che è prevista la nomina del RUP per ogni singola procedura, gara, affidamento o acquisto; 

che l’ing. Michele Gadaleta non aveva quindi alcun titolo a esercitare la funzione di RUP per il progetto del Parma Calcio 1913; 

CONSTATATO 

che Parma Infrastrutture Spa non ha partecipato alla Conferenza dei servizi né è stata convocata. La società era un attore essenziale sia in quanto concessionaria del Tardini fino al 2050, sia in quanto concedente lo stadio al Parma Calcio 1913 fino al 2025. Era, in particolare, importante ai fini dell’esito della Conferenza dei servizi e della dichiarazione del pubblico interesse conoscere l’esistenza, il contenuto e lo svolgimento del rapporto di sub-concessione con la società di calcio; 

ATTESO 

che la deliberazione consiliare dichiarativa del pubblico interesse non ha considerato che in virtù dell’art. 4 DM 25/8/1989 sono richiesti per lo stadio Tardini circa 23.000 mq di parcheggi posti in prossimità o a confine dello stadio; 

che i parcheggi scambiatori non sono posti in prossimità o a confine dello stadio e sono inoltre destinati a soddisfare gli spostamenti pendolari per motivi di lavoro; 

che è evidente e insanabile l’assenza di parcheggi vicini o nelle immediate vicinanze dello stadio voluti dalla normativa sulla sicurezza degli impianti sportivi; 

PRESO ATTO 

che la deliberazione consiliare dichiarativa del pubblico interesse non ha valutato che il problema della sicurezza, secondo quanto dichiarato dal Questore di Parma nell’ambito della Conferenza dei servizi, coinvolge “tutto il perimetro urbano all’interno delle tangenziali”; 

CONSIDERATO 

che nel corso della Conferenza dei servizi gli uffici tecnici di Comune e Provincia, oltre ad altri enti interpellati, hanno sottolineato gravi e insanabili criticità del progetto sotto il profilo urbanistico, ambientale, economico-finanziario e sociale. In particolare, tenuto conto della previsione di inserire nello stadio funzioni commerciali aperte sette giorni su sette e di utilizzare l’impianto anche per eventi di natura non sportiva, sono state messe in evidenza forti criticità in materia di aumento del traffico e dell’inquinamento acustico e dell’aria, grave e ulteriore carenza di parcheggi ed elevati rischi di sicurezza urbana e incolumità pubblica poiché l’impianto si trova immerso, senza soluzione di 

continuità, in un tessuto urbano residenziale altamente edificato, non modificabile, a elevata densità abitativa, con carenza strutturale di spazi e vie di esodo adeguate. A ciò si aggiunga che le funzioni commerciali previste nell’impianto avranno un impatto negativo sugli esercizi commerciali già presenti nell’area; 

che i Consiglieri sono stati chiamati a deliberare senza aver potuto prendere visione della relazione dell’Advisor in merito alla sostenibilità economico-finanziaria del progetto. Il documento dell’Advisor ha evidenziato con ricchezza di argomentazioni e dati la NON sostenibilità economico-finanziaria della proposta di rifacimento e gestione dello stadio Tardini. Tenuto conto che l’equilibrio economico finanziario di una proposta di finanza di progetto è la condizione primaria e ineludibile di qualunque rapporto di partenariato pubblico-privato, sorprende e preoccupa che la Conferenza dei servizi abbia potuto esprimersi invece favorevolmente, eludendo così i pesanti rilievi formulati dall’Advisor. La conoscenza di quell’atto era quindi indispensabile ai Consiglieri per esprimere il proprio voto sul pubblico interesse. Omissione quindi gravissima, non solo perché i Consiglieri hanno diritto di esercitare la propria funzione con conoscenza degli atti, ma anche perché, conoscendoli, possono anche influire, nell’intervento orale, sul parere e sul voto del Consiglio; 

che lo Stadio Tardini costituisce un bene patrimoniale di grande pregio per il Comune di Parma — il suo attuale valore a libro cespiti è di 55,6 milioni di euro — e che la proposta avanzata dalla società Parma Calcio 1913 ne prevede la concessione a titolo gratuito per 90 anni, il che prefigura non solo un danno erariale, in quanto il contributo non trova giustificazione nel PEF, ma anche un impegno di durata talmente spropositata da non consentire una adeguata valutazione delle future evenienze; 

che la dichiarazione di pubblico interesse è stata effettuata senza che fosse stimato l’ammontare del contributo comunale rappresentato dal valore del diritto di superficie dello stadio “rifunzionalizzato” per 90 anni; 

che la collocazione centrale dello stadio, il suo utilizzo a fini commerciali e terziari e la durata della concessione inducono a ritenere che il contributo comunale copra sostanzialmente il costo dell’intervento e che quindi il rischio a carico del Parma Calcio 1913 sia talmente tenue da non giustificare il ricorso alla finanza di progetto; 

che le procedure di finanza di progetto (Comunicato Presidente ANAC del 12/1/2022) risultano imperniate su un sostanziale monopolio del promotore e su una diffusa assenza di concorrenza in quanto il promotore assume il totale controllo degli interventi da realizzare sia sotto il profilo progettuale che economico con possibili ricadute negative nella fase di esecuzione (varianti, riequilibrio dei costi, ecc.); 

che vi è assoluta carenza di motivazione sulle ragioni per le quali è stato ritenuto “opportuno” dichiarare il pubblico interesse nonostante l’inattendibilità del piano economico finanziario; 

che la situazione economica del proponente Parma Calcio 1913 risulta essere ulteriore motivo di preoccupazione: la società Parma Calcio ha registrato 87,5 milioni di perdite nel 2021 e la previsione è che chiuda l’esercizio 2022 con oltre 100 milioni di perdite. Dalla ricostituzione del club nel 2015 alla fine del 2022, il Parma Calcio avrà registrato oltre 285 milioni di perdite economiche totali, di cui circa 200 milioni soltanto negli ultimi 2 esercizi annuali. In assenza di conferimenti in conto capitale da parte dei soci per ripianare le ingentissime perdite, a fine 2022 i debiti del club si attesteranno oltre i 250 milioni. 

Tutto ciò premesso, ritenuto, constatato, atteso, preso atto e considerato, i firmatari, ai sensi dell’art. 58, comma 3, dello Statuto comunale, 

CHIEDONO 

che, in virtù dei nuovi elementi esposti nel preambolo della petizione, venga inserita all’ordine del giorno del Consiglio comunale una nuova messa in discussione della esistenza del pubblico interesse della proposta di rifacimento e gestione dello stadio Tardini presentata dal Parma Calcio 1913; 

che venga valutata l’esistenza e l’attualità di tale pubblico interesse, alla luce della nuova documentazione emersa all’attenzione del Consiglio comunale, dei nuovi elementi addotti nel preambolo e della preoccupante situazione economica del proponente Parma Calcio 1913; 

che sia contestualmente messa al voto la salvaguardia e il pieno e duraturo mantenimento in esercizio del plesso scolastico Puccini Pezzani, scuola essenziale e baricentrica per il suo quartiere che accoglie circa 640 alunni, garantendo di inserire nella pianificazione comunale tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria necessari alla piena funzionalità dell’istituto, dimostrando la ferma intenzione dell’Amministrazione comunale di anteporre la funzione pubblica essenziale di una scuola e le esigenze delle famiglie del quartiere all’interesse economico del privato Parma Calcio 1913.

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