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PARMA: Affaire SPIP

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Affaire SPIP: un mistero nei dintorni di Piazza Garibaldi

Ho una convinzione ferma: quando scoppia uno scandalo e’ perché qualcuno smette di accontentarsi della giusta mercede, ovvero di una remunerazione corretta, ma corrompe la politica, o il suo sottobosco per ottenerne un guadagno enorme. La SPIP, a parte il fatto che dovrebbe essere piu’ trasparente, tutti sappiamo dov’e’. Molto più misteriosa e’ invece la mitica REIG, società controllata da una fiduciaria, con sede in vicolo Politi a Parma.

La ricerca sul Web

Non avendo elementi ho cercato qualche riferimento, in primo luogo utilizzando il web. Google e’ sempre il miglio amico in qualsiasi ricerca. Basta Scrivere REIG e appare subito un primo riferimento: VILLA EDEN, il noto fitness center del Barilla Center. Dopo una lunga ricerca tra le pagine del sito di Villa Eden, ci si imbatte alla voce Corporate Member. Il testo del sito recita: “Abbiamo il piacere di presentarvi i nostri sponsor nonché CORPORATE MEMBER del VILLA EDEN HEALTH CLUB Parma, che ringraziamo per la bellissima collaborazione”.

Nell’elenco degli sponsor ecco apparire il primo riferimento alla fantomatica REIG:

R.E.I.G. Srl – Vicolo Politi 7 – 43100 – Parma – Tel. 0521 281538 – Fax 0521 384177

La cosa strana e’ che il riferimento web porta ad un’azienda la Promozione Progetti srl, con sede in Borgo Ronchini. Strano, molto strano. Eppure i numeri di Telefono sono gli stessi che il sito di Villa Eden riferisce alla REIG.

La cosa piu’strana e’ che il sito della Promozione progetti risulta in costruzione, con l’ultimo aggiornamento il 7 luglio 2006. Molto strano per un’agenzia immobiliare.

Un altro riferimento a REIG porta ad una società argentina di produzione cosmetici. Credo che non c’entri nulla.

Continuando la ricerca, mi imbatto anche in un’altra società, la REIG Capital Group di Andorra, una società importante, con diversi settori di attività tra cui l’agricoltura, la moda (proprietaria del marchio Azzaro), la finanza e la gestione patrimoniale, le attività immobiliari.

Mi affiora il sospetto che qualche parmigiano megalomane si sia voluto dotare di un nome affine ad una delle piu’ importanti società finanziarie del noto paradiso fiscale di Andorra.

Sono forse andato fuori strada. Ritorno sul sito di Villa Eden. Ricordo un indirizzo di posta elettronica personale, che mi ha lasciato qualche dubbio. Vado a rivederlo. Eccolo p.borettini@promozioneprogetti.it. Segue una ricerca rapida sul Web. Mi imbatto in uno studio di consulenze finanziari indipendenti, lo Studio Borettini, ops… dimenticavo Santa Vittoria srl, come invece appare sull’elenco telefonico. E’ quello stesso Studio Borettini che organizza convegni universitari con la prolusione di sindaco e presidente della provincia e che si presenta con lo slogan: Studio Borettini SRL Tutela del Risparmiatore.

I luoghi degli affari parmigiani

Come ogni giallo che si rispetti deve esistere un luogo del delitto. Vado a vedere i posti. Vicolo Politi, Borgo Ronchini, Via Mistrali. Alle volte basta un’occhiata per afferrare qualche indizio. Il primo luogo in cui sono passato in bicicletta e’ stato l’edificio posto al numero 7 di vicolo Politi. Un vecchio edificio, giusto di fianco al grande caseggiato in cui si trova uno dei ristoranti storici di Parma, cioè l’Osteria del Tribunale, quasi dirimpetto proprio al tribunale di Parma.

In quel palazzo hanno sede uno studio legale, lo studio tecnico di un noto architetto cittadino e uno studio di commercialista, Andrea Galvani, tra l’altro presidente del collegio dei revisori della STU Pasubio, con la sua società TEOR srl, nonché importante commercialista cittadino. Oltre ad un importante azienda edile cittadina, due importanti clienti dello studio Galvani sono la REIG e la ALGOL srl, come recentemente evidenziato nell’articolo inchiesta pubblicato dall’Unità in data 21 maggio ’07, a firma di Maurizio Chierici.

Me ne sono andato poi presso la sede operativa della REIG, che si trova in Borgo Ronchini, in quello orrido palazzo restaurato con uno squallido oblò che si affaccia su uno dei pochi borghi caratteristici sopravvissuti alla furia rinnovatrice che si e’ abbattuta in varie riprese sulla città. In quella sede due società. La PromozioneProgetti e una società di messaggistica rapida.

Poco lontano al numero 4 di Via Mistrali si trova lo studio Borettini, o meglio, quella che dall’elenco telefonico sembra chiamarsi Santa Vittoria srl. Nel rientrare verso Via Cavour percorro Piazzale Cesare Battisti. Giusto a quattro passi dallo studio Borettini, c’e’ una targhetta che mi ha incuriosito, quella di Banca Esperia, il private Banking di Mediobanca e banca Mediolanum, che, come vedremo, e’ direttamente coinvolto nella questione.

L’indagine di Maurizio Chierici: il primo squarcio di luce

Maurizio Chierici, peraltro mai querelato per questo scrive: “Come Algos, anche la Reig opera nel regno del mattone. Si occupa di insediamenti produttivi e di logistica. Scopre all´improvviso che i proprietari dei campi attorno ad un insediamento satellite, dove sono cresciuti capannoni industriali e di artigiani, hanno voglia di vendere. Chissà perché la Spip (nome della società del quale il comune di Parma ha il 56 per cento delle azioni) non se ne è accorta. La Reig si opziona i terreni e a fine marzo, poche settimane dal voto, il consiglio comunale sente il bisogno di allargare la area Spip prevedendo il fiorire di nuove imprese. La maggioranza compatta guidata dal sindaco Ubaldi e dallo assessore Vignali incarica il vecchio presidente democristiano – tante storie finite nel berlusconismo – di comprare la società che ne detiene i diritti. E la Reig passa di mano, anche se per il momento non si muove da vicolo Politi. Operazione che la amministrazione provinciale (centrosinistra, socia di minoranza) ritiene anomala. Perché le fiduciarie sono gusci senza nomi e certe clausole insolite impongono la caparra di 1 milione e 700 mila euro da pagare alla Reig, più 2 milioni e 800 mila euro, acconto sul prezzo di cessione. Se lo affare non va in porto 3 milioni e 500 mila non tornano più. La Reig costa 12 milioni e 800 mila euro, ma è oberata dal mutuo che serve a comprare i terreni: 16 milioni e qualcosa. I milioni dell´affaire diventano 29. Disattenzione pesante. Solo disattenzione?”

Lo stesso articolo di Maurizio Chierici continua: “Qualche trapianto ha una certa importanza. In Vicolo Politi, stradina del centro storico, ci è lo studio di due commercialisti dei quali Vignali è o è stato socio in una piccola società. Più o meno la stessa età, generazione molto attiva: tutti impegnati a revisionare i conti di imprese domiciliate ovunque, qualche volta nella sede del Grande Costruttore in prima fila nelle opere pubbliche della città. I fili dei soci-amici che hanno ospitato nello studio un passaggio del codice fiscale vagante si intrecciano coi fili di Vignali oltre i confini della provincia. Nel 2005 la Argos srl (società che «gestisce aree di immobili strumentali alla logistica») lascia la sede dello ormai mitico vicolo Politi di Parma per stabilirsi nello studio legale Dla, in Cordusio, Milano. Capitale sociale modesto: 10 mila euro la cui proprietà è interamente nelle mani della Debora International domiciliata in Lussemburgo. Niente di strano: è uno dei tanti tesoretti italiani in letargo nel paradiso dei silenzi. Vignali che ne è revisore dei conti non teme i viaggi: resta al suo posto a Milano e resta in Lussemburgo. Curioso che il vicoletto Politi, quasi un buco, si trasformi nel cuore pulsante del futuro della città. Per ennesima combinazione anche una nuova società a responsabilità limitata di nome Reig arriva nel Vicolo delle meraviglie, stesso ufficio, soprattutto lo stesso numero di telefono col quale il futuro sindaco Vignali figura nel registro dello Ordine dei Commercialisti. Uno dei soci contitolare dello studio – Massimiliano Vignetti – sindaco supplente della Algos, deve essere un’altra vittima delle segretarie distratte: anche per lui due codici fiscali, uno mal ricopiato sbagliando sempre la età. Ringiovanito di tre anni. Terzo titolare Andrea Galvani, sindaco effettivo di molte aziende, soprattutto immobiliari, tre fanno parte delle holding Pizzarotti, costruttore impegnato nella modernizzazione di Parma. Galvani presiede anche il consiglio sindacale della Stub, società incaricata di ridisegnare la città: nuova stazione ferroviaria, sottopassi, quartieri da ricostruire. Impegno gigantesco deciso dalla giunta Ubaldi.”

Che strani nomi queste società

Algos, Reig, Teor, Santa Vittoria… strane sigle di società domiciliate presso lo stesso commercialista. Nomi strani, apparentemente degli acronimi… oppure qualcosa di piu’, che può apparire agli occhi di chi abbia un po’ di dimestichezza con la cultura classica. Ne ho parlato con alcuni amici per cercare di capirci qualcosa di piu’ e soprattutto per andare oltre uno strano senso di inquietudine, che derivava da vecchie conoscenze liceali. In particolare mi sembra che quei nomi posseggano per varie ragioni, una profonda e strana negatività intrinseca. Proviamo a vederli uno dopo l’altro.

La definizione di Algos me la ha fornita un filosofo, Fabio desideri dell’Università’ di Firenze, che mi ha fornito un suo articolo dal titolo emblematico: “Sul senso del dolore”. Verso la fine del testo si legge: “Algos è un termine ricorrente soprattutto in Omero (92 occorrenze) e nei tragici (22 occorrenze in Eschilo, 17 in Sofocle e 44 in Euripide) [le restanti 18 occorrenze presenti nel Thesaurus della Lingua greca si distribuiscono in vari autori del periodo classico ma con la frequenza di una o due presenze (3 in Platone)]. Nei contesti in cui compare o ha il significato di essere oggetto del paschein oppure si presenta come ciò che afferra l’animo ( e non solo quello dei mortali, ma anche quello degli dèi). Rispetto al termine odynè che indica un dolore acuto e lancinante generalmente ben localizzato, algos è il dolore che afferra la totalità del corpo e dell’anima.”. Il dolore assoluto e’ un nome piuttosto strano per una società immobiliare, decisamente inquietante.

REIG invece e’ una parola norvegese, che significa fila, riga e deriva dall’antica radice sanscrita REG o REI. una volta mi e’ venuto in auto un docente universitario, questa volta un filologo romano, che nel suo articolo “Il solco e il verso. Il luogo della metafora” scrive: “La radice *reg- indicava un movimento in linea retta. I derivati hanno significati diversi a seconda dell’idea messa in evidenza. L’idea di «movimento, estensione» si trova nel greco oregô «tendere, estendere», orguia; l’idea di «linea retta» in sanscrito rjú- «retto», ráji- «linea, fila», avestico erezu «retto, dritto», rastem «in linea retta», latino rego «dirigere in linea retta», rectus, regio «direzione (in linea retta), linea retta», gotico raíhts, antico islandese rettr, anglosassone riht, antico alto tedesco reht «retto, dritto», medio basso tedesco reke «fila, ordine»; donde nelle lingue germaniche, anglosassone racu «letto di un fiume», inglese rake «strada, solco, rotaia», norvegese dialettale raak «traccia; solco; fila» [IEW 855-856]… La radice indoeuropea rei- porta il senso di «graffiare, rompere, tagliare» [IEW 857]; continua nel latino rima «spaccatura, crepa, fessura», anglosassone raw, ræw «fila» (<*roi-ua), inglese row «fila, riga, linea», lettone riêwa «crepa, solco», irlandese medio roen «strada». La stessa radice con diversi allungamenti, reip-: latino ripa «riva di fiume», frisone riffel «solco»; reis-, svedese rista «tagliare, graffiare, scalfire», antico svedese rista «scalfire (rune)», antico islandese ristill «vomere», medio alto tedesco rist «vomere, manico dell’aratro»; reik-, sanscrito rekha, lekha «spacco, fessura, rottura, riga, linea», gallese rhwyg «rottura, spaccatura, fenditura, fessura», medio alto tedesco rihe «linea», tedesco Reihe «fila», anche antico alto tedesco riga «linea, riga», medio alto tedesco rige «linea, fila, canale d’irrigazione artificiale», tedesco Riege «squadra, sezione», norvegese reig «fila, riga», lituano riekiù, riekti «arare (un campo) per la prima volta».”

Mai nome fu cosi’ azzeccato. Tirare righe e arare sono attività preliminari alla realizzazione dei cantieri del futuro insediamento SPIP.

L’ultima società ha invece un nome che mi pare piu’ familiare. Teor e’ infatti un pese friulano, ma anche l’usuale abbreviazione che si usa in tutta la letteratura scientifica di teorema. Solo questi sono i riferimenti a questa strana parola. Un primo strano riferimento salta fuori nell’antico Gaelico, con il significato di trinità o di Dio.

Ripensando ai nomi e al vecchio articolo di Maurizio Chierici, salta fuori un po’ di luce nel buio pesto in cui mi trovavo, desideroso di capirci qualcosa. Ripenso alle dichiarazioni di Maria Teresa Guarneri e di Giorgio Pagliari riprese in questi giorni da Polis e L’Informazione di Parma.

L’indagine di Polis Quotidiano

Uno squarcio di luce sulla vicenda viene gettato dalla interessante indagine pubblicato il 10 Giugno da Polis Quotidiano dove viene fatta l’intera cronistoria della REIG. “Ma torniamo alla Reig che lancia il primo vagito, invece, nella data in cui i fanti attraversarono il Piave, il 24 maggio del 2005. La sua ragione sociale altro non è che la sigla dei nomi di battesimo dei soci fondatori: Renato Rivieri, Elio Cabassi, Ivan Mazzali e Giorgio Marchesi. Il 4 aprile del 2006 la Reig passa di mano e viene acquisita da Paolo Borettini, operatore immobiliare come i primi, che aumenta il capitale dividendo l’impegno con alcuni soci e trasferisce la sede. Dallo studio di Branchi la porta nello ufficio di Andrea Galvani, in vicolo Politi 7. Ma è allo indomani del Santo Stefano dello stesso anno, il 27 dicembre 2006, che di fronte al notaio Massimiliano Beffa gli stessi soci della Reig conferiscono la loro proprietà ad una fiduciaria milanese, la Duemme Servizi Fiduciaria.

A quel punto si perdono le tracce di chi agisce dietro la società a responsabilità limitata: possono essere le stesse persone che hanno solo dato incarico alla Duemme di gestire le loro quote, o altri soci che possono subentrare schermati dalla stessa di fiduciaria che non può rivelarne l’identità. Siamo così arrivati alla vigilia della operazione con la Spip: è il 9 gennaio del 2007, quando viene formalizzato il preliminare di compravendita quote tra le due società con le quali la Spip si impegna ad acquisire la Reig per la cifra di 12,845 milioni di euro cui si devono aggiungere le spese sostenute da gennaio ad oggi di quanto previsto nei contratti preliminari e somme eventualmente dovute allo amministratore.

Lo accordo deve perfezionarsi entro il prossimo 15 luglio, ma, altro elemento certo, anzi già pagato sonante, sono 4,5 milioni di euro che la Reig ha il diritto di trattenere qualora la Spip decidesse di rescindere lo accordo: 1,7 milioni a titolo di caparra e 2,8 come acconto «Il caso di mancata sottoscrizione da parte della Promittente Acquirente (la Spip, ndr) del contratto definitivo di cessione delle quote presso il notaio, la detta aperte perderà l’importo versato a titolo di caparra confirmatoria (1,7 milioni di euro). La Promittente Venditrice (la Reig) inoltre tratterrà a titolo di penale, la somma di euro 2.800.00,00 già percepita a titolo di acconto prezzo senza pretendere nulla altro a titolo di risarcimento danni», questo si legge nel preliminare di compravendita.”.

La Duemme Servizi fiduciari e le società fiduciarie

Le ipotesi fatte inizialmente sono completamente verificate. Il problema e’ ora comprendere che cosa sia la Duemme Servizi Fiduciari. Anche questa volta ci viene in aiuto internet. Una breve ricerca su Google ed ecco, come d’incanto ci si illumina d’immenso. Duemme fa parte del gruppo Banca Esperia, il gruppo Bancario creato dalla Joint Venture di Mediobanca e Banca Mediolanum. Il sito aziendale descrive la società in questo modo: “Duemme Servizi Fiduciari è la società del Gruppo Banca Esperia che offre ai Clienti un’ampia gamma di servizi fiduciari. L’offerta si estende dalla semplice intestazione fiduciaria di beni, alla gestione di mandati fiduciari complessi, tra cui escrow agreement, patti di famiglia e patti di sindacato. Nell’ambito dei mandati fiduciari complessi dedichiamo particolare attenzione al servizio di account aggregation, di cui siamo leader in Italia. L’account aggregation è un”attività volta all’analisi aggregata del patrimonio complessivo del Cliente attraverso un reporting periodico e regolare con cui si esegue il monitoraggio delle performance e delle variabili di rischio/rendimento dell’aggregato composto dai singoli mandati conferiti a diversi gestori.”

Che cosa sono i servizi fiduciari? La spiegazione a questo problema si trova direttamente nel sito della Duemme: “intestazioni fiduciarie e mandati fiduciari: le intestazioni fiduciarie sono servizi fiduciari che consentono di conseguire la tutela della riservatezza del patrimonio e della persona attraverso il mantenimento dell’effettiva proprietà dei beni, in capo al Cliente fiduciante; i mandati fiduciari sono la legittimazione formale dell’esercizio dei relativi diritti, che viene trasferita a Duemme Servizi Fiduciari. ”

A cosa può servire un fiduciaria? La risposta ci viene fornita sempre da sito di Banca Esperia:

  • costituire uno degli strumenti, nel contesto normativo italiano, per la tutela del patrimonio e della persona in ambito: finanziario, societario e familiare.
  • mantenere la riservatezza sull’effettivo proprietario di valori mobiliari i quali vengono intestati alla fiduciaria in modo che i terzi non possano assumere informazioni sui beni del fiduciante;
  • assicurare la riservatezza nelle iniziative imprenditoriali, evitando tensioni concorrenziali, spendita del nome, distorsioni di prezzo;
  • realizzare il coordinamento del controllo di partecipazioni assicurando l’attuazione di patti di sindacato azionario e/o parasociali in genere;
  • permettere il passaggio generazionale di beni di famiglia assicurandone la continuità gestionale (“patti di famiglia”);
  • garantire il trasferimento di valori mobiliari e partecipazioni, e gestire il buon fine delle compravendite anche attraverso patti di escrow;
  • amministrare equity plans o stock option plans per i livelli manageriali delle imprese.

Il rapporto fiduciario, la garanzia dell’anonimato e la strenua difesa di Paolo Buzzi

Il rapporto fiduciario garantisce quindi il completo anonimato delle persone e delle società che operano dietro al copertura di questo strumento tutelato dalla legge italiana.

Nessuno saprà mai chi si nasconde dietro la REIG. Imprenditori? Politici? Capitali di oscura provenienza? Riciclaggio? Ogni ipotesi può essere perseguita. Ogni ipotesi che viene avvalorata dalla strenua difesa che Paolo Buzzi sta facendo dell’affare del secolo a vantaggio di pochi anonimi cittadini o società. Molto strana anche questa cosa. Tanto strana da fare sorgere spontanea una domanda. Che interessi sta difendendo il signor Buzzi? Quelli dei cittadini? Quelli di qualche imprenditore locale o nazionale? Quelli di qualche gruppo di interesse legato alla politica? Quelli di qualche realtà non confessabile?

Dietro una fiduciaria ci può stare assolutamente di tutto, come testimoniano le carte delle varie commissioni antimafia che si sono succedute nella storia repubblicana. Anzi spesso le fiduciarie sono state lo strumento ideale per il riciclaggio del denaro di provenienza illecita. Spero e credo che non sia questo il problema, ma che si limiti alla speculazione di non meglio identificati soggetti economici (anche politici?) locali e non.

Mafia e fiduciarie

In questo ambito ci viene in aiuto al ricerca svolta dal Centro Siciliano di Documentazione Antimafia “Giuseppe Impastato”. Lo riporto semplicemente, perché non saprei trovare parole piu’chiare di queste per esprimere il pericolo costituito dalle fiduciarie nei confronti della trasparenza dei mercati finanziari e immobiliari.

“Dagli anni ’70 in poi lo sviluppo del traffico di droga ha prodotto un’esplosione dell’accumulazione illegale e l’uscita dalla dipendenza dei gruppi mafiosi dal denaro pubblico. Ciò ha scatenato una forte conflittualità interna e una feroce conflittualità esterna che ha assunto i caratteri di una gara egemonica, con l’abbattimento degli ostacoli al processo di espansione.

L’incremento dell’accumulazione illegale, il ruolo dei gruppi mafiosi siciliani nei traffici internazionali a dimensione planetaria, l’affermarsi di altri soggetti criminali sulla scena mondiale, con caratteristiche sempre più omologhe, e i rapporti sempre più complessi con i contesti economico-sociali, rendono necessario uno sforzo d’analisi che richiede strumenti adeguati. Una ricerca sulla “mafia finanziaria” deve verificare le seguenti ipotesi ed analizzare i seguenti processi:

a)     la finanziarizzazione dell’economia, cioè la centralità egemonica del “complesso finanziario-industriale”;

b)     la portata e l’articolazione dell’accumulazione illegale;

c)     la simbiosi tra capitale legale e illegale assicurata dall’opacità del sistema finanziario internazionale;

d)     l’omologazione tra le grandi criminalità organizzate che, pur mantenendo aspetti specifici delle culture di provenienza, svolgono le stesse attività, in particolare il traffico di droga, e hanno di fronte gli stessi problemi: riciclaggio del denaro “sporco”, reazione alla repressione, rapporto con il contesto sociale e con gli ambiti istituzionali, locali, nazionali e internazionali.

La simbiosi tra capitale bancario e capitale industriale indicata dal concetto di “capitale finanziario”, non è un fenomeno nuovo, anzi può considerarsi uno dei “luoghi classici” della letteratura marxista, da Marx a Hilferding e a Lenin. Così pure sulla “mondializzazione” dell’economia, con l’internazionalizzazione della produzione di merci e l’esportazione del modo di produzione capitalistico, abbiamo una significativa letteratura. Il problema è che oggi capitale bancario e attività imprenditoriale non sono più la faccia “parassitaria” e quella “produttiva” del capitalismo; la forma holding ha celebrato il matrimonio tra finanza e impresa: un matrimonio palese ma con una notevole dose di “segretezza” e di incontrollabilità.

I caratteri del “complesso finanziario-industriale” possono così sintetizzarsi:

1)     incontrollabilità, o grandi difficoltà di controllo, delle attività bancarie internazionali. Le crisi recenti di istituti bancari, come il Banco Ambrosiano, hanno mostrato le gravi carenze o la quasi inesistenza di vigilanza internazionale e su tale strada solo negli ultimi anni si cominciano a muovere i primi passi;

2)     opacità o scarsa trasparenza. Il segreto bancario, nonostante alcune eccezioni, derivanti dall’Organized Crime Control Act (OCCA), introdotto nel 1970 negli USA, e dalla legge antimafia italiana del 1982, continua ad essere la regola generale, e la tendenza verso la liberalizzazione dei servizi e una configurazione sempre più imprenditoriale e sempre meno pubblica dell’attività finanziaria rischia di accentuare questo carattere di opacità. Anche l’unificazione del mercato europeo può rappresentare un ulteriore aggravamento dell’opacità, solo parzialmente limitato dalla recente direttiva sul riciclaggio del denaro sporco;

3)     affermazione di strumenti bancari adatti all’attività internazionale e alla compenetrazione del capitale bancario con attività imprenditoriali, come le commercial banks degli USA, le merchant banks britanniche, le banche d’affari;

4)     innovazione finanziaria e sempre maggiore articolazione delle strutture finanziarie: società finanziarie, società fiduciarie, titoli atipici ecc. sono i prodotti più noti del proliferare di nuovi strumenti e intermediari creditizi, in gran parte suscitato dalla volontà di sfuggire al controllo;

5)     uso di tax havens (rifugi fiscali) che permettono l’evasione fiscale e rendono possibili operazioni di prestidigitazione finanziaria, coprendo le compenetrazioni tra attività illegali e legali;

6)     l’intreccio tra interessi economici e interessi politico-militari che in molte situazioni (per esempio l’America Latina) si configura come strategia reazionaria, con connotati fascisti e colonialisti.

Questi caratteri del sistema, o di parti non secondarie di esso, spiegano fenomeni come le attività di personaggi come Sindona, Calvi, Gelli e favoriscono il formarsi di canali di comunicazione tra capitali illeciti e leciti.

L’accumulazione illegale per la sua stessa natura è difficilmente quantificabile, ma negli ultimi anni si sono proposti dei criteri di “stima” che per quanto “grossolani”, come riconoscono gli stessi autori, possono darci un’idea della sua portata.

In Italia una stima dell’economia illecita è stata fatta dal Censis: si indica un valore complessivo dell’ordine di 100.000 miliardi di lire l’anno, di cui la voce più consistente sarebbe il traffico di droga per un valore di 30.000 miliardi. Se si tiene conto che dal 1982 al 1989 il valore dei beni confiscati in attuazione della legge antimafia ammonta a 886 miliardi di lire, si ha un’idea del gap esistente tra strumenti di accertamento fermi alla “mafia imprenditoriale” e articolazioni della “mafia finanziaria”.

I problemi che abbiamo davanti, di analisi e di individuazione delle politiche adatte a fronteggiarli, sono enormi, e vanno dal tema del proibizionismo delle droghe, che conferisce ai soggetti criminali il ruolo di operatori oligopolisti, a quello del segreto bancario, che permette la simbiosi tra capitale legale e illegale. Ovviamente tali problemi si legano alle caratteristiche della società contemporanea, sempre più complessa ma non per questo in conoscibile e immodificabile.

Studio Borettini: una società poliedrica

Rientro a casa. Mi rimetto un attimo su internet a fare qualche ricerca. P. Borettini chi e’ costui? Un amico con cui avevo parlato in piazza mi ha detto una frase sibillina dicendomi che si tratta di uno dei nuovi ricchi di Parma e un buon giocatore di golf.

In primo luogo mi interessa comprendere meglio la mission dello studio Borettini. Ancora una volta il sito e’ molto chiaro: “Lo Studio Borettini Tutela del Risparmiatore si occupa di consulenza finanziaria indipendente offrendo alla clientela, privata ed aziendale, una consulenza che minimizza i conflitti di interesse e pone al centro delle scelte le esigenze del cliente. Nello svolgere il suo lavoro non si sostituisce alla banca. La banca è solo un “negozio finanziario” da utilizzare come strumento operativo. Il cliente può tranquillamente continuare a servirsi della sua banca di fiducia o di qualsiasi altro canale a cui è abituato. Per i suoi servizi, infatti, non ottiene un compenso da intermediari finanziari, ma è direttamente remunerato dai clienti assistiti. Questa attività, da poco introdotta in Italia, può contare di una solida tradizione liberale in paesi anglosassoni e del nord Europa, dove il Consulente Finanziario Indipendente viene ritenuto come l’unico attore autorevole nel mondo della consulenza per gli investimenti.”.

Faccio qualche ricerca sul Golf. Mi trovo nuovamente nel sito da cui sono partito, cioè quello dell’VILLA EDEN trovo un riferimento preciso, cioè la classifica di un torneo di Golf, giocatosi presso il Golf Club La Rocca, in cui un certo Paolo Borettini figura primo lordo in categoria Medal, con uno score di 79. Google e’ sempre un investigatore fidato ricercando le parole Borettini, golf e classifica, si scopre che lo Studio Borettini organizza anche tornei di Golf oltre ai convegni di cui abbiamo già parlato con la presenza del Presidente Bernazzoli e del Sindaco Vignali. Poi in vari tornei si trova un coppia Borettini E. – Borettini P. sempre con ottimi piazzamenti. In particolare domenica 7 ottobre 2007 si e’ tenuto il trofeo di Golf sponsorizzato dallo studio Borettini, presso il Golf Club di Canossa, in cui la coppia Borettini Paolo e Borettini Edoardo si classifica al settimo posto. Lo studio Borettini ha profondamente a cuore il fitness. Nello studio si trova la pubblicità alla Comfort Zone delle Terme di Monticelli. L’affare si fa preoccupante. Da un lato la Reig e’ Partner della confort con la mail di p.borettini@promozioneprogetti.it, mentre sul sito della società di consulenza finanziaria si trova la pubblicità alla confort zone delle Terme di Monticelli. Possiamo dire che si tratti di un gruppo societario che ha fortemente a cuore il benessere dei suoi clienti.

Il convegno sul rischio finanziario e la presenza della Casta locale

Non solo lo studio Borettini ha anche organizzato il 27 ottobre 2007 presso l’aula congressi della Facoltà di Economia il convegno con cui sono stati presentati i dati dell’indagine “Atteggiamenti e comportamenti dei risparmiatori di Parma rispetto al rischio associato agli investimenti finanziari”. All’importante convegno era presente tutta Casta parmigiana, rappresentata dal sindaco Pietro Vignali e dal Presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli. Strana città Parma tutte le istituzioni presenti al convegno organizzato dalla persona che ha avviato la piu’ grossa speculazione edilizia che si sia mai avuta in città. Destra e sinistra compatte per riconoscere il ruolo emergente di questo curioso e poliedrico imprenditore.

In conclusione

Mi dispiace che il sindaco, Pietro Vignali, al quale peraltro mi lega un rapporto di parentela sia coinvolto in questa vicenda. Mi dispiace davvero, ma ora capisco i motivi per i quali ha dovuto lasciare il vecchio fido Nando Calestani sulle braci ardenti, scaricandolo senza firmare le garanzie per l’inverosimile mutuo con cui l’operazione SPIP – REIG indebiterebbe in modo irreversibile tutti i cittadini di Parma in modo ben piu’ dannoso di quanto non accadrebbe con la metropolitana. Non credo che possa firmare. In Italia esistono ancora alcuni reati, anche se Berlusconi prima e Mastella poi stanno cercando di fare in modo che non ve ne siano piu’ a carico dei membri della Casta.

Il tribunale e’ infatti assai vicino a Vicolo Politi, dalle finestre della sede della Argos, della Reig e della Teor si vede bene la facciata del tribunale.

Alle volte anche il Golf e il fitness servono ad effettuare qualche collegamento. E le fortune miliardarie di qualche nuovo ricco gettano uno squarcio fosco, sulla società di Parma.

LINK: files.meetup.com/208457/indagine%20SPIP.doc

4 COMMENTS

  1. Nell’articolo l’autore ha inserito erroneamente lo studio Borrettini consulenza finanziaria e società collegate Santa Vittoria srl e Monte Mario che non hanno nulla a che fare con l’affaire SPIP, ma trattasi di omonimia del nome Borrettini. Pubblico qui di seguito l’email ricevuta da Duilo Borrettini che puntualizza questo. E’ altresì vero che nei miei articoli sulla SPIP non ho mai citato lo studio Borrettini di consulenza finanziaria. Luigi Boschi

    "Ciao Luigi,ho visto ripubblicato un articolo che era apparso su alcuni blog
    qualche tempo fa e che fa riferiemento a me e ad alcune mie società (tra
    cui Santa Vittoria (Vittoria era mia moglie) e Monte Mario (Mario è uno
    dei miei figli) nonchè Studio Borettini, confondendo me e le mie
    società con personaggi con cui io non ho mai avuto rapporti, siamo
    semplicemente omonimi.Ti prego quindi di provvedere in merito". Duilio Borrettini