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Parma Gestione Entrate non ha versato al Comune 700mila euro

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Parma Gestione Entrate aveva “dimenticato” di versare al Comune oltre 700mila euro di multe e tasse già riscosse, una somma accumulata in diversi anni di trattenute irregolari di somme piccole e grandi. Lo affermano i nuovi amministratori della società pubblica di riscossione nei documenti del Bilancio consuntivo 2015 appena approvato. La parte maggiore della somma è stata finalmente pagata a Piazza Garibaldi nelle settimane scorse, ma restano ancora 110mila euro da versare.

Ma non solo: Gestione Entrate ha inviato molte notifiche di riscossione oltre i termini di legge, con il rischio ora di dover pagare lei contravvenzioni per altri 700mila euro. Un conto che pesa – anche se indirettamente – su tutti i parmigiani, visto che la società è pubblica, controllata dal Comune con il 60% del capitale (il restate 40% è della privata Ica srl).

Come noto, Pge è stata al centro di una bufera nei mesi scorsi, scoppiata dopo la notizia di un’inchiesta della magistratura parmigiana che ha portato alle dimissioni di tutto il consiglio di amministrazione presieduto da Enrico Tosi e la nomina di un nuovo cda composto da Emanuele Favero, Federica Simonelli e Andrea Bertora. Questi sono stati nominati col compito di aprire il coperchio. Ed ecco cosa ne è uscito.

“Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficianti ed appropriati – si legge nella relazione dela Collegio sindacale di Pge – per relazionarvi sui seguenti aspetti di rilievo: nell’esercizio 2015 le somme riversate al Comune di Parma nelle varie decadi, relative alle sanzioni del codice della strada ed alla concessione dell’occupazione permanente di spazi e aree pubbliche (Cosap), non sono state corrispondenti al totale riscosso da Parma Gestine Entrate, bensì al totale degli incassi “quietanzati”. In base alle informazioni raccolte durante l’attività di vigilanza abbiamo constatato che, le diverse circostanze che non sempre permettono il tempestivo abbianemento di ciascun incasso all’atto relativo, hanno portato nel tempo all’accumularsi di imposti “sospesi” dal riversamento periodico, per i quali è mancato il rispetto delle tempistiche e modalità definite contrattualmente”.

Il contratto di riscossione fra Pge e Comune stabilisce che tutte le somme raccolte – tolto l’aggio e le spese – vadano versate nelle casse del municipio entro il quinto giorno della decade successiva all’incasso, non dopo anni…

“Possiamo attestarvi – specificano sempre i revisori dei conti Ferdinando Sarti, Donatella De Dominicis e Antonio Tirelli – che i sospesi, pari ad euro 595.857,50 per quanto al residuo sulla riscossione delle violazioni al codice della strada sono stati versati al Comune di Parma nel corrente esercizio 2016; mentre i sospesi relatici alla Cosap, che alla data di marzo u.s. risultano pari ad euro 110.074,16, alla data della presente relazione sono ancora da versare”, la relazione è datata 28 giugno 2016.

Il nuovo cda di Gestione Entrate ha deciso che per evitare il ripetersi di una simile situazione, verrà istituito un archivio condiviso fra la società di riscossione e il Comune, per una gestione univoca dei dati, una cosa che pare scontata ma che dalla nascita di Pge non è mai stata fatta.

La nota indagine della Procure su Pge non riguardava però le somme raccolte e non trasferite al Comune, bensì l’utilizzo di un operatore privato non abilitato per la nototifica delle cartelle. Proprio l’intervento della magistratura aveva spinto Pge a sospendere l’incarico a questo privato, per avvalersi solo di Poste Italiane. Ma ora gli amministratori di Gestione Entrate stanno valutando la possibilità di ritornare ad un operatore esterno per le notifiche all’interno del Comune di Parma, scegliendo un soggetto “che abbia i necessari requisiti di onorabilità e affidabilità”, specificano i documenti del Bilancio di Pge. I revisori dei conti suggeriscono però di individuare un responsabile interno alla società “che verifichi sistematicamente la correttezza ed autenticità delle notifiche degli atti”.

La non buona gestione delle notifiche potrebbe costare davvero cara a Gestione Entrate. La solita indagine della Procura è partita su segnalazione di atti in ritardo rispetto ai termini di legge. Oggi Pge ammette che “l’attività di riscossione coattiva ha presentato criticità nella predisposizione degli atti e nell’avvio delle procedure relativamente al rispetto dei termini di prescrizione”. Insomma: tante multe sono state notificate in ritardo, così chi avrebbe dovuto pagarle, non lo farà. Un mancato incasso di cui dovrà rispondere la stessa società di riscossione. A quanto ammonti esattamente la cifra persa a causa dei ritardi non lo sa ancora nessuno, ma in Pge hanno fatto un conto approssimativo: ben 700mila euro. A tanto ammonta uno stanziamento di “fondi di accantonamento prudenziali per eventuali rischi futuri”, già previsto dal passato cda con a capo Tosi e confermato e quantificato dalla nuova amministrazione Favero.

Il Bilancio 2015 appena approvato da Pge si chiude con un attivo di 34.092 euro. 24/07/2016

Fonte Link parmaquotidiano.info