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Parma il welfare fai da te

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Cartacanta onlus

E noi che pensavamo che i riflettori sulle Case Famiglia si fossero spenti! Ma adesso la Rossi sta esagerando perché non può pensare di continuare a offendere l’intelligenza dei cittadini, inclusa quella dei consiglieri comunali (meno quelli dell’opposizione che con lei hanno condiviso il suo nuovo “forte e stringente” regolamento sulle Case Famiglia) cercando di far passare come un suo controllo a Villa Alba l’intervento in struttura del 24 novembre scorso fatto invece dai vigili del fuoco e dai tecnici dell’Ausl chiamati dalla titolare a causa di uno sciame di vespe che aveva fatto il nido nella canna fumaria e così ostruendola parzialmente con il pericolo di intossicazioni per i cinque anziani presenti nella struttura.

La Rossi deve quindi ammettere che a Villa Alba ha messo piede soltanto una volta, il 13 maggio 2014, tre mesi dopo che la titolare aveva presentato la dichiarazione di avvio attività, e solamente per verificarne la sua “abitabilità” rispetto ai requisiti richiesti per questo tipo di struttura e con questo ammettere di aver violato il regolamento comunale (in vigore dal 2008) che al paragrafo D) “Vigilanza, Controllo e Sanzioni” prevedeva invece che il Comune avrebbe esercitato l’attività di vigilanza e controllo “avvalendosi” tra l’altro “dei Servizi dell’Azienda USL” e che tale attività “deve essere esercitata almeno due volte, nel corso dell’anno“. Diversamente se la Rossi è in grado di provare che almeno i controlli da regolamento sono stati fatti non deve fare altro che rendere pubblico l’elenco di tutte le visite effettuate nelle Case Famiglia, inclusa Villa Alba, ma a quanto sembra la realtà è quella da noi descritta e non quella da lei raccontata.  Infatti è vero che i controlli sulle condizioni di salute degli anziani all’interno delle Case Famiglia sono difficili da compiere, e ancora di più se svolti con la dichiarata ignoranza del Comune che ha rinunciato da tempo alla gestione diretta dei servizi sociali e socio-sanitari, e quindi alla loro conoscenza diretta, con l’ambizione (illusione) di poterli comunque governare dall’alto, ma il Comune avrebbe potuto secondo regolamento avvalersi almeno “dei Servizi dell’Azienda USL” la quale deve essere necessariamente informata sulle condizioni degli anziani che vi trovano domiciliati o perfino “detenuti” (come accaduto a Villa Alba dove le titolari-aguzzine non chiamavano neppure il 118 in caso di aggravamento della salute dell’anziano e solo per il rischio di perdere la preziosa rendita mensile versata dai famigliari) e questo perché l’Azienda USL è presente sul territorio anche per il tramite dei medici di base, i liberi professionisti con lei convenzionati e da lei pagati per sorvegliare e curare anche gli anziani assistiti al loro domicilio, qualunque esso sia, singolo appartamento o in convivenza anagrafica in una Casa Famiglia. Certo è che considerando i fatti di Villa Alba è chiaro che questo “subappalto” di prestazioni sanitarie dall’Azienda USL ai medici di base non sta affatto funzionando come pattuito, salvo che i medici di base abbiano invece periodicamente riferito all’Azienda e questa non abbia dato seguito ad eventuali loro segnalazioni o sospetti. Su questo l’Azienda USL non può esimersi dal fornire una spiegazione/rassicurazione ai famigliari degli anziani nelle Case Famiglia e ai cittadini anche perché il messaggio folle che la Rossi sta inviando è che “servono controlli da parte dei famigliari” e soprattutto “No delega alle istituzioni“: questo sì che sarebbe un vero “welfare fai da te”. Per non parlare del fatto che adesso i cittadini devono apprendere dai giornali e non dal Comune su “come orientarsi nella giungla delle definizioni” dei servizi con tutte le inesattezze pubblicate.

Non si capisce perché, se per ignoranza o per una qualche convenienza non pubblicabile, la Rossi voglia salvare il culo all’Azienda USL che è così vistosamente assente per gli anziani delle Case Famiglia (e non solo) nonostante la sua responsabilità diretta sui medici di base (dato che li convenziona e li paga profumatamente) e che a lei devono rispondere della loro attività professionale fuori e dentro gli ambulatori privati o le Case della Salute (anch’esse ampiamente privatizzate nella gestione). Ma è rimasto ancora qualcosa di pubblico e di non totalmente a pagamento? In ogni caso la cartolina in allegato è gratis.