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Parma, l’ex cda di Stu Pasubio: Ecco la verità

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 «Siamo interessati alla riuscita della riqualificazione e vorremmo non essere tirati nuovamente in ballo in una bagarre politica che non ci appartiene e che nulla c’entra con quello che stiamo facendo e rischia di creare un serio danno alla società nella fase della commercializzazione». Il consiglio di amministrazione uscente di stu Pasubio Spa, fino a pochi giorni fa presieduto da Gianarturo Leoni,  replica alle accuse lanciate dall’ex consigliere comunale del Pd, Massimo Iotti, che aveva parlato di colossale buco della società (74 milioni di euro).

«Il Programma di riqualificazione urbana (Pru) Pasubio nasce nel 1998 per volontà della giunta Lavagetto e diviene operativo nel 2001 – scrive il cda uscente –  Per l’intervento il comune di Parma sceglie la formula della società di trasformazione urbana, creata per unire l’interesse pubblico per lo sviluppo del territorio con l’esperienza e l’imprenditorialità dei soggetti privati proprietari delle aree. Nel settembre 2002 viene costituita la Pasubio –  Società di trasformazione urbana spa, per precisa volontà politica del sindaco Ubaldi di aderire a tale strumento legislativo innovativo».  Il cda uscente riferisce che solo tra  «il 2007 e l’inizio del 2008, in concomitanza con l’inizio dei lavori del comparto B,  i soci ritengono indispensabile definire un proprio apparato operativo»  e si introduce «il nuovo sistema di gestione operativa affidata in outsourcing ad uno dei soci privati, titolare dello studio Carboni, che mette a disposizione personale interno ed esterno, logistica, mezzi tecnologici e materiale di consumo. Nessuna “consulenza allegra” quindi, ma una struttura completa, organizzata e competitiva a servizio di Stu Pasubio». La struttura degli incarichi e i compensi, continua la nota,  «sono stati ulteriormente verificati nella loro entità da una analisi di benchmarking richiesta dal precedente dda in accordo con l’istituto di credito e fornita pochi mesi fa da una primaria società di financial advisory services che sottolineava come l’affidamento del project and development management allo studio Carboni avesse favorito significativi risparmi. Questa relazione è a disposizione dell’ex consigliere Iotti».

Quanto ai 74 milioni di debiti l’ex cda precisa che   «15 milioni sono rappresentati da acconti sui preliminari di vendita già effettuati (in base alla normativa fiscale vigente, trattandosi di impegni nei confronti degli acquirenti, tale somma va ascritta nelle passività e si trasformerà in attività a rogiti avvenuti). L’esposizione debitoria verso gli istituti di credito è di 41 milioni e come tale non gravante sulle casse comunali impegnate unicamente per il 52% del capitale e per i contributi previsti nei vari accordi sottoscritti. La restante parte è costituita dai debiti verso i fornitori.  Si sottolinea che, per volontà della amministrazione comunale si è provveduto a realizzare per intero le opere di urbanizzazione al fine di non caricare il quartiere di disagi troppo prolungati nel tempo»  In merito alla Casa della cultura, «preme sottolineare che si tratta di un’ opera pubblica facente parte del piano di riqualificazione da attuarsi secondo gli obblighi contenuti nella convenzione urbanistica del 2004 che consentirà al quartiere di dotarsi di una struttura che ospiterà al meglio il Teatro Lenz e il Centro internazionale danza».   22/01/2012

Fonte Link gazzettadiparma.it 

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