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Per Parma tra Grillo, Casaleggio e Pizzarotti

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L’ex Assessore Luca Sommi si prodiga sollecitando l’invio di curricula ai “grilli”
Perché non si sottopone ad una audit professionale la revisione contabile di tutti i rapporti bancari del Comune di Parma?

Il grillino Federico Pizzarotti neo sindaco di Parma, senza Grillo, è bene rimarcarlo, a mio avviso, non sarebbe arrivato nemmeno in Consiglio Comunale. Certo hanno votato lui, ma come espressione del Grillo pensiero. Un’onda di protesta politica che ha percorso tutta la penisola. Ricorda molto il ’92 di Mani pulite, che portò, per volontà popolare, alla consacrazione di Bossi e Berlusconi.
Come si può chiedere al neo sindaco di affrancarsi dal suo lider maximo detentore del simbolo del Movimento e dalla Casaleggio che è parte integrante del Movimento? Grillo e la Casaleggio sono un insieme indissolubile. E Pizzarotti è parte del sistema non a sua insaputa.
Solo una curiosità. Vorrei sapere come mai Grillo ha smesso di denunciare certe imprese multinazionali, come la Nestlè, la Barilla, per esempio… e la vicenda Telecom… qualche sospetto ce l’ho!

Federico Pizzarotti (Polis 23/05/2012): “Abbiamo l’audit del debito e sono convinto ci daranno una grande mano”
Ci rendiamo conto di cosa dice? Con tutto lo staff interno del Comune e le società di consulenza già pagate si chiede l’attendibilità e la congruità del debito da un gruppo di amici che per passione e responsabilità civica intendono esaminare documenti amministrativi?
Ma sa Pizzarotti che cosa è la vera audit? Visto che lavorava in banca, immagino di sì, e allora perché fa di queste dichiarazioni? Per ingraziarsi gli indignados e chi vuol mettere mano ai documenti? Come se non fossero bastati la Guardia di Finanza e la Procura?
A proposito Procuratore Laguardia, sa che perfino chi si presume abbia commesso reati minori ed è stato arrestato si meraviglia di come mai lei si sia fermato ai preliminari? C’è addirittura chi è stato arrestato, poi scarcerato, ed è ancora in attesa di essere interrogato… e si chiede perché Andrea Costa o Calestani, ma anche altri, siano a piede libero. Sembra, Procuratore, che Stefania Benecchi le abbia sollecitato un incontro dal 21 agosto 2011 rimasto ancora inevaso. Strategie di Procura solerte?

Federico Pizzarotti: (Polis 23/05/2012) “La prima cosa che farò è chiedere un prestito in banca”
Ma non era ciò che avrebbe voluto fare Bernazzoli (un prestito ponte) e lei Pizzarotti, glielo ha contestato in più di una occasione? Fu addirittura denigrato da Grillo nel suo comizio in piazzale della Pace: “Pensate, hanno 600 milioni di debito e il candidato del PD che fa? Fa un altro debito, con le banche…” E la piazza che applaudiva. Strane coincidenze. In quanti custodiscono ciò che si dice in campagna elettorale!

Perché Pizzarotti non è stato proposto il ricalcolo di tutti gli estratti conto bancari del Comune e delle sue Partecipate?
Credo ne verrebbe fuori una bella riduzione del debito bancario. E dei derivati vogliamo dire il loro ammontare, da chi sono stati contratti, della loro regolarità, dei responsabili a cui addebitarli?
Perché non si sottopone ad una audit professionale la revisione contabile di tutti i rapporti bancari?
Lei Pizzarotti, che opera in banca sui sistemi informatici, sa bene cosa avviene e può immaginare le somme rilevanti che potrebbero risultare a favore del Comune di Parma.

Il Referendum sull’inceneritore mi sembra una uscita infelice. Il referendum è già stato fatto con la sua vittoria al ballottaggio vista la posizione del M5S in campagna elettorale. Sta a lei ora risolvere il problema economico, amministrativo/legale. Non può scaricare sui cittadini la responsabilità economica. Lei doveva avere già chiaro il percorso da seguire.

Dario di Vico
(Corriere della Sera 22/05/2012) “Ma Parma con il peso del suo PIL, con l’immagine internazionale di cui gode, con la forza della sua Food Valley non merita forse una borghesia migliore?”
Certo dottor di Vico, lei ha perfettamente ragione, ma aggiungerei anche una classe dirigente migliore. Pensi nel ’99 avrebbero potuto avere un progetto di città digitale elaborato con De Kerckhove e lo hanno boicottato, si è preferito il decorativismo ubaldiano. Oggi a distanza di 12 anni, la città digitale è piombata addosso, per volontà popolare, al grand commis cittadino, dalla Casaleggio, e se la devono bere!… (Parma, una città laboratorio!!) Casaleggio, che ha un modo diverso di intendere la rete rispetto al filosofo canadese erede di Mc Luhan.

Sembra che il nuovo Sindaco abbia intenzione di nominare una Giunta di tecnici. Non è in contrasto con quanto mosso nei confronti del governo Monti, delegittimato, per Grillo, in quanto non eletto dal popolo? E lui che fa a Parma con il suo sindaco neoeletto per interposta persona? Dà vita, pare, rimaniamo comunque in attesa, a una Giunta di tecnici.
Sempre sulla falsa riga dell’interposta persona, magari una serie di amici del mondo di Casaleggio che potrebbero fare gli Assessori on line. Meglio comunque degli inciuci locali con collegati a Ubaldi e Ghiretti.
E’ così che si porta avanti un progetto strategico di cui Parma potrebbe essere cavia, per il controllo del territorio e delle persone. Posso ben immaginare cosa passa per la testa del vostro guru dietro le quinte e come pensa di usare la rete.
Quel che succede oggi nel Comune di Parma, mi ricorda tanto la storia di Parmalat. Dopo il default il risanatore Bondi ha portato l’azienda di Collecchio nelle mani dei francesi di Lactalis. Quel che succederà al Comune? Vedremo nel tempo. Un governo di non parmigiani, nelle mani di un nuovo ordine di potere?… a cui da tempo Casaleggio sta partecipando. E a Parma oltre alla storia che porta con sé, vi sono molti gioielli appetibili economici, immobiliari, artistici.
Tutte le scoperte scientifiche e tecnologiche sono sorprendenti resta solo da vedere con che intelligenza si gestiscono. Portano sempre a un cambiamento del potere costituito. E non si deve dimenticare che Internet nasce da esigenze e per scopi militari sulla logica del controllo/comando.

Ora capisco che in una Giunta si possa avere qualche Assessore esterno, ma tutti? Proprio nessuno della lista eletta non è in grado di svolgere una specifica attività politica? Solo Consiglieri che approvano per alzata di mano? Modello nazisoviet? Mi sembra una dichiarazione a prescindere di incapacità politica dei propri eletti. E’ questa la fiducia, Pizzarotti, che nutre nei suoi amici di viaggio? Voglio sperare che così non sia. E nemmeno la disistima per chi li ha eletti. Credo che dentro al vostro gruppo vi sia chi ha dei numeri, cultura e determinazione per svolgere il Presidente del Consiglio, l’Assessore. Se per nove anni quegli incarichi sono stati affidati a Giovanni Paolo Bernini! Monteverdi assessore! Si può sperare di meglio…
Mi auguro che tra i vostri Consiglieri, vi sia chi abbia il coraggio e la voglia di assumere la carica di Assessore; insomma vi possa essere chi si responsabilizza in un settore specifico di governo della città in modo da valutarne la caratura politica. Certo vista la lista di 26 e di 20 consiglieri attribuiti, siete costretti ad attingere ad Assessori esterni.

Ci si meraviglia però come mai in questi anni sul malgoverno del gangsterismo parmigiano siate stati così assenti nella denuncia. Mai visto un rigo firmato cinque stelle né su Spip, né su STT, né su Costa, Calestani, né sul Regio, né sui costi e sull’opera di Meli…
Eppure mi risulta eravate al corrente. Perché siete stati muti? Una strategia imposta da Grillo-Casaleggio? Zitti e poi si ramazza in un colpo solo con un copione da teatro studiato e messo in scena dall’istrionico comico imbonitore di coscienze a livello nazionale? Strategia ben riuscita, complimenti!

Stiamo ad assistere. La città ha scelto democraticamente di eleggere chi interpretava la protesta e la rottura piuttosto che la coesione con tutte le forze del territorio di fronte alle difficoltà locali e nazionali.
Personalmente avrei preferito la responsabilizzazione e il coinvolgimento di tutti, compresi i cosiddetti poteri forti, con una efficace opposizione. Quando le cose vanno male, sarebbe bene unire le forze piuttosto che operare fratture. Ma la pancia parmigiana ribolliva e dopo la grande bouffe è venuto fuori un botto… un grande peto collettivo a cui hanno partecipato anche gli stessi che han votato e alimentato precedentemente il disastro Ubaldi-Vignali.

Non entro nel merito dell’analisi sulla “non vittoria” del PD. Mi dilungherei troppo. Mi limito però a dire alcune cose:
-che vi è stato un vizio di origine (un original sin) irrisolto che si è protratto per tutta la campagna elettorale;
-che se il PD non vinceva al primo turno (l’avevo anche scritto) al ballottaggio il centrodestra si sarebbe tutto coalizzato su qualsiasi candidato vi fosse stato e per il centrosinistra sarebbe stato molto difficile vincere. In presenza di un trascinatore alla Grillo poi…;
-che i Partiti dovrebbero essere, oltre a laboratori di pensiero, dei grandi comitati elettorali, nella scelta dei candidati dovrebbero però svolgere una ricerca civica da head hunter sul territorio, non promuovere candidature sempre e solo tra loro iscritti. La gente vuole persone fresche, in cui identificarsi e non uomini/donne dell’apparato di cui sente un certo fastidio… e magari già in carica;
-che la strategia di comunicazione adottata ha fatto perdere ben quattro campagne elettorali. Ho seguito molti dibattiti, confronti, quando uscivo, aldilà dell’inceneritore, non mi era rimasto un concetto significativo chiaro di quello che avevano dibattuto;
-che Bernazzoli, nonostante non fosse amato in città, sarebbe stato un buon amministratore, ne sono convinto, così come penso avrebbe formato un buon team di lavoro che con esperienza avrebbe tolto dal disastro economico il Comune, trovato soluzioni a progetti incompiuti o da rifondare come il Regio.

Ma una cosa buffa in cui mi sono imbattuto personalmente e che merita di essere riportata per la cronaca è sentire l’ex Assessore Luca Sommi sostenere i “grilli”, perché Bernazzoli era espressione dei poteri forti. Proprio lui divenuto, senza essere eletto, con Vignali Assessore degli eventi (funzionali al suo curriculum) più che della cultura (e prima giornalista in Gazzetta e in TV Parma) grazie a quei poteri forti che lui dice di detestare.
Incredibile, vero Giorgio Orlandini? Sentire queste cose… parmigiane!! Come salire sul famoso carro dei vincitori…

Pensare che molti dei contenuti che sono venuti alla ribalta in queste elezioni sono stati da me ampiamente anticipati negli anni passati, sviluppati, ma ostacolati… anche da colui che dice ora di sostenerli… Proprio lui Sommi… E’ il ridicolo del mondo!
Non solo, ma in quella sede, Sommi sollecitava con insistenza ripetuta, io presente, a una persona, mio amico, di inviare il suo curriculum al nuovo sindaco. Di fronte a perplessità lo incalzava insistendo ripetutamente.
Perché Sommi non invii il tuo di curriculum?… che ritroviamo on line insieme ad altri, lo leggiamo attentamente, vista l’attuale mutata vicinanza culturale e la ricerca di un lavoro perduto. Non si sa mai ti diano, per interposta persona, Palazzo del Governatore da gestire? Magari sulla falsariga di un progetto già descritto da un altro…
E sulla mia perplessità circa la “Casaleggio-Grillo”, sempre l’ex Assessore Sommi che partecipò in Giunta Vignali per quattro anni al debito di 600 milioni: “Tu vedi sempre il lato negativo… “
Ecco il banalizzatore del pensiero! Cervella fritte affettate in vaschetta. Quello che non ha mai visto oltre il proprio interesse. Sommi, ho forse sbagliato qualche previsione in questi anni? Mi sono spinto a dire cose contestabili? Confutabili dai documenti? Che non si sono verificate? Direi piuttosto che son stato fin troppo generoso e ottimista visti i vostri risultati. Perché tu, anche se in ultimo ti sei dimesso, hai fatto parte della banda del dream team! Una musica jazz familiare. Questa è la sintesi del tuo curriculum.

Son fatto così devo dire quel che penso… anche se mi nuoce. Che senso avrebbe scrivere altrimenti… preferibile stare zitti, piuttosto che ratificare menzogne per rifiuti tossici?
La verità non si pone l’esercizio della convenienza… ma è divenuta un incomprensibile gioco d’azzardo. (Parma, 26/05/2012)

Luigi Boschi

La Toscanini

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