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Pietro Vignali: un sindaco tortafritta

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Costa e Calestani, rivelano l’humus qualitativo dei manager delle amministrazioni Ubaldi e Vignali.

Troppe Messe da Requiem in pochi anni a Parma: Muti, Maazel, quest’anno Temirkanov… Un requiem prima o poi succede!… a forza di invocarlo.
E’ toccato a Vignali che se l’è cercato.

Pietro è come la tortafritta, dorata fuori vuota dentro.
Un ambizioso forse con poco talento. Ha interpretato il Sindaco, scrissi già nel 2010 (Pietro non canterà il gallo…), nell’era della comunicazione spettacolo, come se fosse un fotoromanzo: foto, testi da ufficio stampa, comparizioni studiate con i responsabili immagine… cast per l’occasione, e la città stordita dall’intrattenimento, dalla movida, dagli eventi e dagli spot…. Con piazza Garibaldi spesso trasformata in una accozzaglia di stand. Questo dato in pasto ai cittadini: instupidire i propri sudditi con i ludi piaceri, esca della servitù, è una astuzia antica che porta ad essere fiduciosi verso chi li inganna.
Dietro la scrivania si elaborava una città dell’inutilità, dai progetti irrealizzabili e insostenibili, senza la copertura finanziaria, dei tentennamenti di fronte alle scelte importanti. Un cantiere continuo, enunciazioni per lo stupire: l’epilogo della “città cantiere”.

Quali figure hanno caratterizzato il mandato di Vignali?
Ubaldi che lo ha indicato come suo delfino (Pazza idea! di cui si pentirà poco dopo) per realizzare una città cantiere con progetti sovradimensionati; almeno fossero stati di qualità architettonica. L’edifico nell’area adiacente l’Ospedale vecchio, l’immobile collegato alla stazione, la Ghiaia, il ponte De Gasperi, il ponte Nord sono costosi mostri senza valore. La prepotenza che Ubaldi e la sua banda hanno spesso avuto è stata una costante irriguardosa di una polis democratica. Se la metropolitana sotterranea era un progetto sbagliato, era ed è certamente necessaria una nuova modalità di trasporto collettivo in superficie.  
Costa che gli ha cucito addosso la finanza creativa e il castello di società partecipate: CAL, ALFA, STT… Un uomo da sempre abituato ad agire in modo avido e spregiudicato. Sono in molti a collegarlo con ambienti del malaffare;
Calestani che gli ha prodotto il debito SPIP di 105 milioni, 94 con le banche. Debito elaborato già con l’amministrazione Ubaldi ma portato a compimento tra il 2007 e il 2008 con i contratti assunti in precedenza.
Ecco, Costa e Calestani l’uno si gode i suoi vigneti e il cospicuo patrimonio costruito sull’inganno alla collettività; l’altro se ne gira per la città, dopo la razzia, nel ruolo di utile idiota, con l’arroganza di un delinquente impunito. Questi due personaggi, Costa e Calestani, rivelano l’humus qualitativo dei manager delle amministrazioni Ubaldi e Vignali.

E vogliamo parlare di Meli, arrivato nel 2005, il regalo di Confalonieri a Parma, a cui Vignali ha rinnovato il contratto per 4 anni (2007-2012) da sovrintendente per 336.000 euro anno più benefit? E per cosa? Una gestione artistica scarsa e quella amministrativa caratterizzata da sperpero e senza trasparenza.
In una recente intervista Renato Bruson: «La situazione è davvero tragica, soprattutto a motivo dei tanti direttori artistici incompetenti che, sino ad ora, non hanno fatto altro che sperperare il denaro pubblico. Questa gente dovrebbe essere cacciata e costretta a risarcire personalmente i debiti creati, altro che finanziamenti pubblici! Purtroppo, i tagli hanno rovinato invece i teatri minori, lasciando peraltro al loro posto e paradossalmente impuniti gli incapaci». E ancora aggiunge: «L’opera non potrà mai finire, la musica pure. Ma sarebbe necessario modificare l’intero sistema e far sì che vengano mandati a casa definitivamente tutti coloro i quali hanno portato al dissesto i teatri». Termina: «Certo. Mi auguro che la politica possa essere bandita dai teatri e che si ripensi davvero all’arte, senza intromissione di sorta. È questo il primo passo per tornare a far rivivere la musica!»
Cosa altro aggiungere? Che si riferisse anche a Meli? Che ne pensate? Basta polemiche!!… Dicono… quelli del gotha locale… Ma certo… lasciamolo lavorare come ha sempre fatto.
Possibile che Parma dalle storiche radici liriche non sia capace di scegliersi il suo Sovrintendente, ma se lo faccia portare in dote da Confalonieri?

Una macchina comunale poi autoreferenziale in cui imperversavano persone dedite al loro interesse con l’avida arroganza della sicumera da impuniti. I collegamenti interessati con gli appalti, le società esterne per mascherare il giro dei soldi, gli incarichi funzionali alla cricca. Una vergogna!!
La lettera di dimissioni di Vignali e la sua intervista sono la testimonianza di un incapace, un fantoccio acido e rancoroso senza qualità che ha nascosto la verità ai suoi concittadini, che ha lasciato il Comune preda di delinquenti… alcuni compagni di scuola… Ma lui non sapeva!!… Troppo impegnato con il cast per il set quotidiano.
E perché non è mai stato detto nulla della rottura con Ubaldi, le vere motivazioni e divergenze? Fin da allora era venuto meno il patto con coloro che lo hanno eletto. Una delegittimazione nei fatti… un impegno assunto fatto passare invece come un orpello di fronda.

Scrive Vignali nella sua lettera di dimissioni: “La mia coscienza, il mio modo d’intendere la politica, il rispetto per il mio ruolo di sindaco me lo impongono”…    “In questi anni Parma è migliorata enormemente, nei servizi quanto nelle opportunità. Poche altre città sono state così dinamiche e fattive, e raggiungere questi risultati è stata una delle soddisfazioni più grandi della mia vita. Sicuramente non sono stato esente da errori. Ma ho fatto tanto, abbiamo fatto tanto insieme, incoraggiati dai cittadini che non volevano tornare all’immobilismo del passato”.

Dopo queste dichiarazioni, dopo i numerosissimi comitati di quartiere che sono sorti per contestare le scelte dell’Amministrazione;  dopo i fatti di concussione, corruzione, malagestione che solo la Magistratura poteva portare a conoscenza vista la torbidezza con cui l’Amministrazione comunale e quella delle sue partecipate è sempre stata gestita, o Vignali è un imbecille o un falsario!!… o non si sa dove fosse… non certo a fare il Sindaco di Parma… ma in qualche viaggio strano.

Quando un Comune, anziché creare i presupposti e un contesto favorevole per l’ impresa, i servizi alla persona, progettualità e visione del territorio, attento controllore dei progetti in corso, trasparente nella spesa, negli intenti per l’interesse della collettività, diviene invece imprenditore come è stato fatto in STU Stazione, STU Pasubio, ALFA, SPIP, STT è un fallimento, e viene meno al suo ruolo. E così è stato.
E l’attuale gestione STT, senza comunicazione con la città, del commissario Varazzani (uomo delle banche e di Tremonti) che ha bocciato di fatto l’operato di Costa, non mi convince… Troppo facile mettere tutto in liquidazione e favorire l’assalto dei panzer di mercato. Quando una sola persona riunisce più incarichi e diviene una concentrazione di potere attorno a cui ruotano molti interessi e affari, qualcosa mi dice che non va bene…

Certo ora la svolta è necessaria, bisogna saper guardare subito al futuro, a come affrontare i prossimi anni difficili, ma non si può pensare di cancellare il passato e lasciare impenitenti chi ha causato questo disastro. Essere dimenticati è il gioco dei delinquenti per non pagare mai il prezzo di ciò che han fatto. E il danno a Parma, alla cosa pubblica è stato ingente. Fatto da uomini senza qualità, senza visione, culturalmente vecchi e datati… forse anche disonesti come purtroppo la politica ormai esige e produce.

Se anziché avere una stampa spesso prona alla propaganda avessero avuto, questi galantuomini, una critica più attenta come sembrano gli attuali editoriali di Giuliano Molossi, quasi fosse una nuova linea editoriale, beh avremmo forse avuto Amministratori più accorti e una città più informata su cosa si stava facendo. Ma si è spesso usata la stampa per celebrare gli eventi, le inaugurazioni, ecc…. è vero Molossi… Anziché assicurar loro il codazzo e gli spazi per il loro teatrino, con le fotine più o meno sorridenti, foste stati a casa forse avrebbero smesso di usare la stampa e la Tv locale come houseorgan di servizio e avrebbero riposto più attenzione all’impegno istituzionale assunto. Ma questi non hanno nemmeno idea di che cosa sia la rappresentanza democratica. Si fermano all’immagine stampa. E ora arriverà il Commissario… le lobby sono già in fermento per la designazione… ne vedremo… Laguardia avrà campo libero! (Parma, 01/10/2011)

Luigi Boschi   

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