Home Dossier Amministrative 2017 a Parma Politica, Giuseppe Bizzi a fine mandato: “Scelta sofferta, non sarò alle elezioni”

Politica, Giuseppe Bizzi a fine mandato: “Scelta sofferta, non sarò alle elezioni”

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Esternalizzazioni, cultura, welfare: il bilancio del consigliere comunale di Possibile

Il consigliere comunale di Possibile, Giuseppe Bizzi, ha tracciato un bilancio di fine mandato e ufficializzato che il movimento a cui ha aderito dopo l’uscita dal Pd nel 2015 non sarà presente alle elezioni Comunali di Parma l’11 giugno.

“Non ho trovato una collocazione aderente all’interno del quadro politico che si è costituito. Non nascondo che avrei ancora voglia di fare e di mettere a disposizione le competenze che ho maturato in questi 5 anni ma non c’è stata la possibilità; la mia è quindi una scelta sofferta ma convinta”.

La visita mesi fa a Parma di Giuseppe Civati aveva fatto intravedere possibili intese con Federico Pizzarotti: “Un dialogo che si è sviluppato a livello nazionale dopo l’uscita del sindaco dal M5s con l’obiettivo di intraprendere un percorso alternativo al renzismo e al grillismo”. Esempi in questa direzione si sono concretizzati a Genova e La Spezia tra fuoriusciti pentastellati e civatiani alle amministrative.

Tuttavia, a livello locale, “dove ho svolto un’opposizione costruttiva, abbiamo posto due condizioni: che a livello politico il suo passaggio avesse come destinazione un’area di centrosinistra chiara e defintia e, dal punto di vista amministrativo, segnasse l’apertura di una nuova stagione, partendo innazitutto dagli errori commessi, ammettendoli e voltando pagina. Invece la tendenza di Pizzarotti è stata quella di replicare se stesso”. Da qui la mancata convergenza.

Improponibile, dopo la rottura del 2015, anche un dialogo con il Pd a partire dal fatto che Possibile non ha aderito alle primarie del 5 marzo. “Siamo usciti dal Partito democratico quando il carro di Renzi era ancora affolato ma gli avvenimenti successivi hanno confermato le ragioni della nostra scelta: è stato tradito il patto elettorale del 2013 e si è verificato uno spostamento verso posizioni di centrodestra con un netto appiattimento del Pd sulla figura del segretario, come le recenti primarie hanno comfermato. D’altra parte, lo stesso Orlando ha sempre condiviso le politiche di Renzi in questi anni. Non c’è spazio di cambiamento nel Pd, serve un campo nuovo per ricostruire a sinistra”.

Per quanto riguarda l’attività amministrativa svolta in Consiglio comunale, Bizzi rivolge innanzitutto un ringraziamento agli elettori che nel 2012 lo hanno votato e gli hanno permesso di svolgere quello che definisce “un servizio civico, un’esperienza molto istruttiva sulla città, le sue complessità e punti di forza. Mi reputo soddisfatto del contributo che ho portato ai lavori del Consiglio comunale e nelle commissioni, luoghi che devono tornare a essere centrali per la partecipazione, contemperando il ruolo della Giunta che rischia altrimenti di essere predominante”.

Un’esperienza che ha convinto Bizzi del ruolo centrale che tuttora riveste l’amministraione pubblica anche come “motore di cambiamento”. Una centralità che tuttavia è venuta a mancare in un settore fondamentale come quello dei servizi: “La stagione delle esternalizzazioni inaugurata da Ubaldi e proseguita con Vignali non ha subito una inversione di tendenza da parte di Pizzarotti”.

Oltretutto, avere portato fuori dal controllo i servizi educativi che facevano capo al Comune sul modello ParmaInfanzia, ha comportato un risparmio per l’ente ma ha “inciso sulle retribuzioni dei lavoratori su cui si è scaricato un forte disagio”; altro esempio è il ribasso con cui è stato assegnato l’appalto per il sostegno scolastico agli alunni disabili. 

“Un problema che resta sul tavolo: a maggio uscirà il bando e credo sarà in continuità con il precedente: un appalto biennale europeo a ribasso economico con il rischio di un cambio continuo del gestore che, anche in questo caso,  farà risparmiare le casse del municipio ma metterà in crisi i lavoratori delle cooperative”.

Bizzi ricorda che nell’ultimo avvicendamento tra gestori per il sostegno ai disabili, “quindi un ambito molto delicato, ben 50 lavoratori non sono stati coinvolti nell’ingresso nella cooperativa aggiudicataria” cioè non hanno accettato il passaggio.

E ricorda di avere proposto assunzioni e stabilizzazioni ad opera di Asp ad Personam, società del Comune che potrebbe farsi carico di strutturare almeno una parte degli educatori.

Identico discorso – aggiunge – si potrebbe fare per i bibliotecari di ruolo he sono sempre meno. Insomma, esiste un bilancio ragionieristico che probabilmente funziona ma è mancato un bilancio sociale: “I conti del Comune possono tornare ma cosa succede nella vita reale delle famiglie? E’ il caso delle rette degli asili aumentate: si è verificato un netto calo di famiglie che, pur potendo usufruire di nidi e materne, non hanno nemmeno fatto domanda. Sono stati raccolti questi segnali di disagio? La realtà va monitorata nei suoi cambiamenti”.

Perché il Comune resta centrale nel settore del welfare e se è vero che la spesa per il sociale è rimasta invariata è altrettanto vero che “i bisogni sono aumentati e quindi in concreto la copertura si è ridotta”.

Altra mancanza riscontrata nel corso del mandato è la cultura come “segno identitario della città e non semplicemente come elenco di manifestazioni: su 10 milioni di budget annuali quasi quattro sono andati al Regio. E’ segno di una cultura circoscritta a qualcosa di certamente importante ma che non può fagocitare un bilancio. Non si è percepita la cultura nei luoghi ordinari e l’attivazione di un percorso che potesse aiutare la città a riflettere su stessa, creando crescita della comunità e dibattito. Si

 è invece puntato sull’evento importando un po’ di tutto da Mater alle foto sul Giappone dell’800″.

Non sono mancate le battaglie, in primis contro le esternalizzazioni dei servizi e per il relativo referendum dei genitori che ha avuto risposta dopo sette mesi, e le soddisfazioni come la retromarcia sulla vendita delle quote comunali in Emiliambiente e la gratuità dei musei per valorizzare “l’accesso a un bene pubblico come l’arte”. 05 maggio 2017

Fonte Link parma.repubblica.it 

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