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Rai: da Nicola Porro a Pino Insegno, tutti i volti di “Tele-Meloni”

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Un brusco stop verrà dato a giornalisti e conduttori considerati vicini ai partiti d’opposizione. In ascesa nella nuova tv pubblica sovranista anche Nunzia De Girolamo e Laura Tecce, che a giugno condurrà su Rai2 il programma Underdog

Una pletora di presentatori, opinionisti, cronisti, scrittori e persino filosofi tenuti ai margini del Servizio pubblico per via di un credo politico che a Viale Mazzini non è più stato in voga, salvo la parentesi gialloverde, dai tempi del berlusconismo: chiamati – a sentir loro – sempre come ripiego, per far tornare i conti di un pluralismo di facciata, a condurre programmi…

C’è l’amico di Giorgia Meloni e il biografo ufficiale di Matteo Salvini. C’è lo speaker delle convention di Fratelli d’Italia, la giornalista apprezzata da Gianni Letta, l’immancabile moglie di. E’ in continuo aggiornamento la lista dei volti noti e meno noti pronti a incarnare la Rai sovranista che si appresta ad andare in onda a palinsesti unificati.

Una pletora di presentatori, opinionisti, cronisti, scrittori e persino filosofi tenuti ai margini del Servizio pubblico per via di un credo politico che a Viale Mazzini non è più stato in voga, salvo la parentesi gialloverde, dai tempi del berlusconismo: chiamati – a sentir loro – sempre come ripiego, per far tornare i conti di un pluralismo di facciata, a condurre programmi in orari spesso impossibili. Adesso decisi a prendersi la rivincita. A occupare ogni spazio finora “usurpato dalla sinistra”, che li ha ostacolati “perché di destra”. Personificazione della linea editoriale già stabilita da Giampaolo Rossi, che della premier in Rai è il plenipotenziario, prossimo direttore generale con incorporata promozione a consigliere delegato: non basta cambiare il motore e la carrozzeria, prendersi le direzioni dei Tg e dei Generi; per invertire la narrazione nel Paese servono i piloti, voci e corpi in grado di rappresentare un nuovo immaginario catodico. E perciò piazzati alla testa di format inediti, talk tradizionali, grandi contenitori capaci di mescolare informazione e intrattenimento.

La “sostituzione etnica” evocata come un incubo dal cognato-ministro Francesco Lollobrigida è la legge che sarà applicata in Rai, dove un brusco stop televisivo, stile blocco navale, verrà dato a giornalisti e conduttori considerati contigui ai partiti d’opposizione  – con qualche eccezione per quelli graditi al grillino Giuseppe Conte, grazie alla cui sponda Carlo Fuortes è stato costretto a sloggiare – per far largo a sacerdoti e vestali di nero-verde-azzurro vestiti. Nel mirino è finito, innanzitutto, il primo pomeriggio feriale di RaiUno occupato da Oggi è un altro giorno guidato da Serena Bortone, che l’attuale direttrice del Day time, Simona Sala, avrebbe voluto confermare visti gli ottimi dati d’ascolto: quella fascia, presa nel 2020 al 12% di share, è ora stabilmente al 16. Ma Monica Setta, salviniana di provata fede, ci ha messo gli occhi sopra e desidera lì traslocare, puntando sulla sponsorizzazione del leader leghista. Una vetrina peraltro appetita anche dalla meloniana Nunzia De Girolamo: nonostante sia consorte di un big del Pd, l’ex ministra appena promossa alla conduzione della Vita in diretta Estate, è ormai diventata testimonial della premier in tutti i talk politici della casa madre e della concorrenza. Ragione in più per accontentarla. E se però, come è probabile, alla fine Bortone dovesse resistere, lei avrà comunque un programma tutto suo. Come pure Laura Tecce, un’altra donna che Tele Meloni intende valorizzare: le prove generali cominceranno a giugno, quando la giornalista condurrà in seconda serata su Rai2 Underdog, guarda caso la parola-chiave del discorso d’insediamento della leader di FdI a Palazzo Chigi.

 

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