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Regno Unito: trionfo laburista. Starmer riceve l’incarico dal Re ed è primo ministro. Al via le nomine del nuovo governo: Rayner vice premier. Reeves prima donna in 800 anni “Cancelliere dello Scacchiere”

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Keir Starmer
Keir Starmer

Mai così male i conservatori: al minimo dei seggi dal 1834, anno della fondazione. Il Labour tornerà al governo con una maggioranza molto ampia

Il Regno Unito svolta a sinistra. Gli exit poll confermano quello che i sondaggi da mesi dicevano: il Labour ottiene una ampia maggioranza assoluta e Keir Starmer,è il nuovo primo ministro (manca solo l’investitura ufficiale). Confermata la sconfitta schiacciante dei Tory, del premier uscente Rishi Sunak, al timone del Paese per 14 anni.
“Sarà una governo privo di ideologia, al servizio dei cittadini”, ha detto il neo eletto premier e non ha perso tempo. Nominato il governo che premia i ministri ombra. Reeves alle finanze, Rayner vice prima ministra. Nel gabinetto entrano pure McFadden, Yvette Cooper e Ed Miliband

Biden chiama Starmer: “Tra Gb e Usa rapporto speciale”

Joe Biden si è congratulato con il nuovo primo ministro britannico Keir Starmer in una telefonata. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota. I due leader hanno riaffermato “il rapporto speciale” tra le due nazioni e “l’importanza di lavorare insieme a sostegno della libertà e della democrazia in tutto il mondo”. Biden e Starmer hanno ribadito “il loro sostegno all’Ucraina contro l’implacabile aggressione della Russia e hanno affermato il loro impegno comune a proteggere l’accordo del Venerdì Santo e a collaborare con i leader dell’Irlanda del Nord”.



Lammy, nuovo ministro degli Esteri chiede “immediato cessate il fuoco a Gaza”

“Cessate il fuoco immediato” da parte d’Israele nella Striscia di Gaza. E’ la prima richiesta che sale dal nuovo titolare del Foreign Office britannico, David Lammy, appena designato ministro degli Esteri nel neonato governo laburista di Keir Starmer. Una presa di posizione più netta di quella sostenuta dal governo Tory di Rishi Sunak, ma anche dallo stesso Starmer nei mesi scorsi. E che fa seguito ai segnali negativi a livello elettorale nei territori a più forte presenza di britannici di fede musulmana (circa 4 milioni in tutto) contro le esitazioni attribuite a sir Keir sul conflitto israelo-palestinese.
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Farage contestato prima di intervento a Londra. E lui risponde: “Noiosi, andate al pub”

Il leader di Reform UK Nigel Farage, che da tempo è uno dei politici più divisivi del Regno Unito, è stato fischiato e contestato da diversi manifestanti prima di un discorso a Londra post-voto. Diversi manifestanti sono stati scortati fuori dalla sala mentre il politico di destra ha ripetutamente gridato “Noiosi!” ai loro fischi. Farage ha anche detto a uno dei contestatori di tornare al pub. Farage, 60 anni, ha conquistato per la prima volta un seggio in Parlamento dopo sette tentativi precedenti falliti. Il suo partito Reform, di recente formazione, ha conquistato quattro dei 650 seggi della Camera dei Comuni nelle elezioni di ieri, grazie a una campagna incentrata sulla riduzione dell’immigrazione nel Paese.

Rachel Reeves prima donna a diventare cancelliere dello scacchiere

La nuova ministra delle finanze Rachel Reeves sottolineando che “il cambiamento avverrà solo con una disciplina ferrea” nei confronti delle finanze pubbliche, ha rimarcato che il suo compito sarà “non facile”. “Non esiste una soluzione miracolosa e ci aspettano scelte difficili” ha spiegato Reeves, che da mesi insiste anche sul fatto che il labour è ormai “il partito naturale delle imprese”. Il nuovo governo laburista avrà uno spazio di manovra limitato dopo 14 anni di governi conservatori. Dopo la crisi finanziaria e quella del potere d’acquisto, inclusa la pandemia, la brexit e le turbolenze finanziarie causate dal breve mandato di Liz Truss, nonché l’instabilità governativa con cinque primi ministri in 14 anni, si prevede che il governo Starmer possa portare stabilità alla politica e all’economia. Prima della vittoria laburista, Reeves aveva dichiarato di voler rompere “l’ultimo soffitto di cristallo della politica”, diventando la prima donna a occupare il secondo posto più prestigioso nel governo britannico, una posizione venerabile che esiste da 800 anni.

Governo Starmer, Mahmood a Giustizia, Streeting a Salute

Keir Starmer ha scelto Shabana Mahmood come ministro della Giustizia e Wes Streeting alla Salute. Il premier laburista ha anche nominato Bridget Phillipson all’Istruzione ed Ed Miliband all’Energia.

Starmer promuove il suo governo ombra: nel gabinetto entrano pure McFadden, Yvette Cooper e Ed Miliband

Continua a tambur battente la formazione del governo laburista britannico di Keir Starmer, con la promozione nel gabinetto vero e proprio di figure chiave che lo hanno affiancato come ministri ombra mentre il neo premier era leader dell’opposizione. David Lammy, figlio di genitori della Guyana, da ministro ombra degli Esteri diventa titolare del Foreign Office. Così come all’Interno resta la veterana Yvette Cooper. Per la Difesa c’è John Healey, garante della linea della fermezza sulla guerra in Ucraina. Pat McFadden diventa da parte sua cancelliere del ducato di Lancaster e coordinatore dell’ufficio di gabinetto. Mentre Ed Miliband, ex leader del Labour, è stato convocato a Downing Street per assumere la guida del dicastero dell’Energia e dell’Ambiente, e il ruolo di coordinatore delle politiche sulla transizione verde.

L’economista Cooper agli interni, Haeley alla difesa e Lammy agli esteri

Il neo premier britannico Kier Starmer ha nominato l’economista Yvette Cooper ministro degli Interni. Dal 2021 era ministro ombra. John Healey ministro della Difesa. Prende il posto di Grant Shapp nominato meno di un anno fa da Rishi Sunak e fra i ministri che hanno perso il seggio.

La numero due del partito laburista Angela Rayner sarà la vice di Starmer

La numero due del partito laburista britannico Angela Rayner, posizionata all’estrema sinistra, è stata nominata vice prima ministra nel governo laburista di Keir Starmer. Lo ha annunciato Downing Street. A Rayner, 44 anni, è affidato il portafoglio dell’edilizia abitativa e del riequilibrio territoriale. E’ il primo membro del nuovo governo di cui è stata annunciata la nomina.

Il Sinn Fein diventa il primo partito dell’Irlanda del Nord

Il Sinn Fein, partito repubblicano favorevole all’unificazione dell’Irlanda, è diventato il più grande partito nordirlandese nel Parlamento britannico di Londra, dove si rifiuta di prendere posto perchè non riconosce la sovranità britannica sulla provincia. Un tempo vetrina politica dei paramilitari dell’IRA durante il conflitto nordirlandese conclusosi nel 1998, il Sinn Fein è già il principale partito a livello locale e nel parlamento regionale di Stormont. A conferma del suo radicamento nell’Irlanda del Nord, il partito ha mantenuto tutti e sette i suoi seggi a Westminster nelle elezioni generali del Regno Unito, mentre il principale partito unionista, il DUP, che si impegna a mantenere l’Irlanda del Nord all’interno dell’ovile britannico, ha solo cinque seggi, in calo rispetto agli otto. Tra i nuovi eletti del Sinn Fein c’è l’ex capo del sindacato britannico delle infermiere Pat Cullen, che è stato molto attivo durante gli scioperi degli ultimi due anni. Durante la campagna elettorale, il DUP è stato messo sotto tiro dagli altri partiti unionisti per un accordo con Londra che ha posto fine a due anni di stallo delle istituzioni locali nordirlandesi sugli accordi commerciali post-Brexit. Secondo i critici, l’accordo minaccia il posto della provincia britannica all’interno del Regno Unito, mantenendo alcuni controlli sulle merci.

Regno Unito, da Modi a Lula: i leader del mondo si congratulano con Starmer

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, si è congratulato con il leader del partito laburista britannico Kier Starmer per essere diventato il nuovo primo ministro del Regno Unito. A fargli eco il premier spagnolo Pedro Sanchez: “La Spagna e il Regno Unito sono amici, partner e alleati, continueremo a lavorare insieme per affrontare le sfide globali sulla base dei nostri valori condivisi”. “Conosco personalmente Keir Starmer – il cancelliere tedesco Olaf Scholz – sarà un ottimo primo ministro”. “Conta pure sul Brasile per rafforzare i legami diplomatici tra i nostri paesi, lo sviluppo sostenibile e la democrazia”, sottolinea il presidente brasiliano Lula Da Silva. “Congratulazioni di cuore – scrive il premier indiano Modi – e i miglior auguri per Starmer”.

Starmer: sarà “un governo libero dalla dottrina”

Sarà “un governo libero dalla dottrina” quello che guiderà il premier laburista Keir Starmer. Lo ha detto lo stesso neo primo ministro nel suo primo discorso alla nazione dopo aver ricevuto l’incarico da re Carlo III. “Da ora in poi avrete un governo libero da dottrine, guidato solamente dalla determinazione di servire i vostri interessi. Per sfidare, silenziosamente, coloro che hanno dato per spacciato il nostro paese”, ha sottolineato Starmer.

“Se vi chiedessi ora se credete che la Gran Bretagna sarà migliore per i vostri figli, so che molti di voi direbbero di no. E così il mio governo combatterà ogni giorno finché non ci crederete di nuovo”, ha aggiunto.

Starmer: “Ricostruiremo il Paese con umiltà”

“Prima il Paese e poi il partito”. Queste le prime parole del nuovo primo ministro inglese Keir Starmer nel tradizionale discorso di insediamento al n° 10 di Downing Street a Londra. Il premier ha subito ringraziato il suo predecessore Sunak per poi aggiungere: “Ci avete dato un mandato chiaro e lavoreremo per il cambiamento. Anche per chi non ha votato labour”.

Starmer riceve il mandato da re Carlo, è primo ministro

Keir Starmer ha ricevuto ufficialmente da re Carlo III, in veste di capo di Stato, il mandato a formare il nuovo governo britannico sulla base del risultato elettorale che assicura al Labour la maggioranza alla Camera dei Comuni. L’atto formale, automatico nel sistema del Regno Unito, è stato sancito nel tradizionale faccia a faccia tra i due a Buckingham Palace, seguita alle dimissioni del premier conservatore uscente Rishi Sunak. Il palazzo ha diffuso le immagini della stretta di mano fra il sovrano è il nuovo primo ministro del governo di Sua Maestà.

Keir Starmer a Palazzo per ricevere l’incarico di premier dal Re

Il leader laburista Keir Starmer, vincitore delle elezioni, è entrato a Buckingham Palace, la residenza ufficiale del re Carlo III, per essere nominato dal sovrano nuovo primo ministro. Durante l’udienza con il re, una formalità costituzionale dopo un’elezione generale, il sovrano affida al vincitore la formazione del nuovo governo, che in questo caso pone fine a 14 anni di esecutivi conservatori consecutivi. Sir Keir andrà poi a Downing Street dove terrà davanti al n.10 il suo discorso di insediamento rivolto al Paese.

Sunak si è dimesso

Rishi Sunak e la moglie Akshata Murty hanno lasciato Buckingham Palace. Il leader Tory ha incontrato in udienza re Carlo III e ha rassegnato le sue dimissioni da primo ministro dopo la netta vittoria dei laburisti alle elezioni legislative che si sono tenute ieri.

Sunak: “Mi assumo la responsabilità della sconfitta”

“In seguito a questo risultato, mi dimetterò da leader del partito, non immediatamente, ma una volta che saranno stati presi gli accordi formali per la selezione del mio successore”. Lo ha detto Rishi Sunak, premier uscente alla guida del partito dei conservatori, parlando fuori da Downing Street dopo la vittoria dei laburisti alle elezioni legislative che si sono tenute ieri. “È importante che, dopo 14 anni di governo, il Partito conservatore si ricostruisca, ma anche che riprenda il suo ruolo cruciale di opposizione in modo professionale ed efficace”, ha aggiunto.

Regno Unito: Pechino, speriamo di lavorare per progresso nostre relazioni

“Speriamo di lavorare con il Regno Unito per far progredire le relazioni Cina-Regno Unito sulla strada giusta, sulla base del rispetto reciproco e della cooperazione vantaggiosa per tutti”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, durante un briefing quotidiano con la stampa, commentando i risultati delle elezioni nel Paese. “Lo sviluppo di relazioni stabili e reciprocamente vantaggiose tra Cina e Regno Unito è in linea con gli interessi fondamentali dei due popoli”, ha aggiunto Ning, “e contribuisce a far sì che entrambe le parti rispondano insieme alle sfide globali e promuovano la pace e lo sviluppo mondiale”.
Le relazioni tra Cina e Regno Unito sono state incrinate negli ultimi anni dal blocco degli investimenti cinesi nel Regno Unito per motivi di sicurezza nazionale, dalle tensioni nel Mar Cinese Meridionale e dalla repressione della democrazia e della libertà di parola nell’ex colonia britannica di Hong Kong, in violazione dell’impegno della Cina a mantenere intatte tali istituzioni fino al 2047.

Macron si congratula con Starmer: “Lavoreremo per la pace e la sicurezza dell’Europa”

A Keir Starmer arrivano le congratulazioni del presidente francese Emmanuel Macron dopo la vittoria alle elezioni di ieri nel Regno Unito. “Continueremo il lavoro intrapreso con il Regno Unito per la nostra cooperazione bilaterale, per la pace e la sicurezza dell’Europa, per il clima e l’intelligenza artificiale”, scrive Macron mentre la Francia attende il secondo turno delle elezioni legislative di domenica.

Labour, Starmer formerà entro oggi il suo intero governo

Il premier in pectore laburista Keir Starmer formerà già oggi, subito dopo l’ insediamento a Downing Street atteso per le 12.20 (le 13.20 in Italia), il suo governo provvedendo a fare tutte le nomine dei ministri. Lo ha dichiarato a Bbc Radio Pat McFadden, responsabile della macchina elettorale del Labour. E’ prevista inoltre per domani, di sabato, la prima riunione del consiglio dei ministri. Starmer deve affrontare importanti impegni internazionali a breve, a partire dal vertice della Nato in programma la prossima settimana.

Regno Unito: von der Leyen a Starmer, lavoreremo per sicurezza Europa

“Congratulazioni Keir Starmer per la sua vittoria alle elezioni. Sono ansiosa di lavorare con lei in un partenariato costruttivo per affrontare le sfide comuni e rafforzare la sicurezza europea”. Così sul suo profilo X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, commentando l’esito delle elezioni nel Regno Unito e l’affermazione dei laburisti di Starmer.

Sunak lascia il quartier generale della campagna: “Un grazie molto grande”

“Un grazie molto grande”. Così il premier sconfitto Rishi Sunak si è congedato dallo staff del suo partito dopo una visita al quartier generale della campagna dei conservatori. Lo ha riferito una persona presente all’incontro, durato una quarantina di minuti.

GB: ai laburisti finora 380 seggi, i tories verso 140

Con 566 dei 650 seggi già assegnati, i Laburisti hanno ottenuto 380 seggi rispetto ai 202 nella scorsa legislatura, in rotta per il suo miglior risultato dal record di 418 dell’ex leader Tony Blair nel 1997.
Il partito conservatore di Rishi Sunak, invece, sta sprofondando in una crisi senza precedenti, con soli 95 seggi finora rispetto ai 365 conquistati nelle elezioni del 2019, vinte da Boris Johnson con la promessa di attuare la Brexit, oggi potrebbero arrivare intorno ai 140 scranni parlamentari.

Elezioni, Jeremy Corbyn rieletto come indipendente

Jeremy Corbyn, ex leader laburista, è stato rieletto deputato nella circoscrizione di Islington North. Dopo il divieto di candidarsi come laburista, ha corso come indipendente e ha battuto facilmente l’avversario scelto dal partito di Starmer. Corbyn ha ottenuto 24.120 voti mentre il rivale laburista, Praful Nargund, 16.874. Nel suo discorso celebrativo, Corbyn ha dichiarato di aver preso parte a una “campagna positiva”. Il sistema politico “deve dare risposte ai problemi sociali” e “demonizzare i richiedenti asilo non è la risposta”. Corbyn ha poi aggiunto di sentirsi orgoglioso del suo collegio elettorale perchè si è schierato a favore di una “politica più gentile, più dolce e più inclusiva”.

Zelensky saluta vittoria Starmer, alleati affidabili

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è congratulato con il leader laburista Keir Starmer per la “convincente” vittoria del suo partito alle elezioni in Gran Bretagna e ha dichiarato che i due Paesi rimarranno alleati. “L’Ucraina e il Regno Unito sono stati e continueranno ad essere alleati affidabili nella buona e nella cattiva sorte. Continueremo a difendere e a portare avanti i nostri valori comuni di vita, libertà e ordine internazionale basato sulle regole”, ha scritto Zelensky sui social media.

Affluenza al minimo nel Regno Unito in oltre 20 anni: 59,8%

Affluenza al minimo nel Regno Unito in oltre 20 anni: secondo i dati diffusi e non ancora definitivi, sulla base di 630 dei 650 seggi scrutinati, ieri alle urne si è recato il 59,8% degli elettori, in netto calo rispetto al 67,3% del 2019. Se quella percentuale sarà confermata, si tratterà dell’affluenza più bassa dal 59,4% del 2001.

Gentiloni, sinistra al governo dopo radicalismo minoritario

“Maggioranza schiacciante dei laburisti, dopo 14 anni di governi conservatori culminati con la Brexit. La leadership riformista di Keir Starmer ha riportato la sinistra britannica al governo dopo una lunga fase di radicalismo minoritario”. Lo scrive su X il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.

Farage eletto per la prima volta

Nigel Farage eletto per la prima volta alla Camera dei Comuni. Il suo partito Reform Uk ha conquistato quattro seggi, secondo i dati di Bbc e Guardian. Farage ha vinto a Clacton, per più di 8.000 voti, riporta la rete britannica. E’, ha detto, “il primo passo di qualcosa che vi stupirà tutti”.

Sunak atterrato a Londra, poi a Buckingham Palace per dimettersi

L’aereo di Rishi Sunak è appena atterrato Northolt, nella zona ovest di Londra, proveniente dall’aeroporto di Teesside, e si recherà a breve a Buckingham Palace per dimettersi durante un’udienza con il re. Lo riferisce la Bbc.

Michel, complimenti a Starmer per storica vittoria

Il presidente del Consiglio europeo uscente, Charles Michel, si è congratulato con il leader laburista e premier britannico in pectore Keir Staremer per la netta affermazione nelle elezioni politiche. “Congratulazioni a Keir Starmer per la storica vittoria elettorale nel Regno Unito – scrive Michel su X – Regno Unito e Unione europea sono sono partner cruciali, che collaborano in tutti i settori di reciproco interesse per i nostri cittadini.Non vedo l’ora di lavorare con te e il tuo governo in questo nuovo ciclo per il Regno Unito. Ci vediamo presto alla riunione della Comunità politica europea del 18 luglio nel Regno Unito, dove discuteremo delle sfide comuni, tra cui stabilità, sicurezza, energia e migrazione”.

Trudeau, complimenti a Starmer, ha tanto lavoro da fare

“Congratulazioni a Keir Starmer per la storica vittoria elettorale nel Regno Unito”. Così su X il premier canadese Justin Trudeau. “C’è molto lavoro da fare per costruire un futuro più progressista ed equo per le persone su entrambe le sponde dell’Atlantico. Andiamo al dunque, amico mio”, aggiunge.

Tajani, in Gb vince moderato, una sorta di Blair di oggi’

“Il Regno Unito è un grande Paese alleato dell’Italia e fa parte del G7”, ha sottolineato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in diretta su Canale 5, affermando: “Noi vogliamo continuare a lavorare bene con la Gran Bretagna, è un nostro interlocutore, è un paese che ha ottime relazioni con gli Stati Uniti e credo che il vincitore di queste elezioni sia una sorta di Tony Blair degli anni 2024/25: vince un moderato, perchè quando c’era Corbyn che era l’ala estrema sinistra dei laburisti, i laburisti sono stati travolti dai conservatori”.

L’ex premier Liz Truss perde il seggio in Parlamento

L’ex premier Liz Truss ha perso il suo seggio alla Camera dei Comuni.

Starmer promette: “Sarà un rinnovamento nazionale”

Il futuro primo ministro britannico Keir Starmer ha promesso un “rinnovamento nazionale” per la Gran Bretagna, dopo la schiacciante vittoria del partito laburista alle elezioni generali, e il ritorno al potere dopo 14 anni di opposizione. “Il nostro compito non è altro che rinnovare le idee che tengono insieme il nostro Paese, un rinnovamento nazionale”, ha detto in un discorso

Starmer: “Il cambiamento inizia ora. Pronto a riportare la Gran Bretagna al servizio dei lavoratori”

“Ce l’abbiamo fatta! Il cambiamento inizia ora. Il partito laburista è cambiato, è pronto a servire il nostro paese, pronto a riportare la Gran Bretagna al servizio dei lavoratori. Il mandato comporta grandi responsabilità. Dobbiamo riportare la politica al servizio del pubblico. Questa è la grande prova della politica in quest’epoca: la lotta per la fiducia è la battaglia che definisce la nostra epoca. Prima il Paese, poi il partito è un principio guida”. Lo ha detto – come riporta il Guardian – il leader laburista Keir Starmer nel discorso per commentare l’esito del voto in Gran Bretagna.

Sunak: “Il partito laburista ha vinto, ho chiamato Keir Starmer per congratularmi con lui”

E’ stata una notte difficile per i conservatori. Ringrazio gli elettori per il sostegno, non vedo l’ora di continuare a servirli. Il partito laburista ha vinto, ho chiamato Keir Starmer per congratularmi con lui”. Sono le parole del premier britannico uscente Rishi Sunak che è stato rieletto nella circoscrizione Richmond and Northallerton.

Sunak mantiene il seggio

Il primo ministro britannico uscente Rishi Sunak è stato eletto nella circoscrizione Richmond and Northallerton, nel North Yorkshire, dove era candidato per i conservatori. Lo riporta la Bbc.

Proiezioni Bbc: si riduce lievemente distanza tra laburisti (405 setti) e conservatori (154)

Una proiezione della Bbc, sulla base dei risultati reali che stanno affluendo, rivede leggermente le previsioni degli exit poll sull’assegnazione dei seggi nell’ambito delle elezioni britanniche. La maggioranza laburista viene ridotta nelle aspettative da 410 a 405 seggi, mentre ai conservatori di Rishi Sunak vengono attribuiti ora 154 possibili deputati (invece dei 131 previsti dagli exti poll): che sarebbe comunque il minimo storico, peggio dei 156 del 1906. Il balzo dei liberaldemocratici viene pure lievemente ridimensionato, da 61 a 54 seggi previsti, mentre alla destra populista di Reform UK vengono accreditati 4 seggi certi invece di 13. In termini di voto proporzionale Reform tuttavia sembra sfondare, stando a queste proiezioni indicative, con quasi il doppio dei voti dei LibDem e pochi punti di svantaggio dai Tory. Secondo John Curtice, guru dei sondaggi della Bbc, la valanga di seggi attribuita al Labour non corrisponde in ogni caso a un’analoga valanga di suffragi, che risultano aumentare in effetti di poco rispetto alla disfatta del 2019 e rimanere sotto il risultato ottenuto sotto la leadership radicale di Jeremy Corbyn nel 2017. La conclusione di Curtice è netta: questa elezione – ha detto, a dispetto delle dimensioni della super maggioranza pronosticata in Parlamento al partito di Starmer – “è stata persa più dai conservatori che non vinta dai laburisti”.

Farage eletto per la prima volta, all’ottavo tentativo

Nigel Farage è stato ufficialmente eletto deputato alla Camera dei Comuni britannica dopo sette tentativi falliti. Il leader della destra populista di Reform UK ha stravinto nel collegio di Clacton-on-Sea, strappato al Partito conservatore di Rishi Sunak. Nel discorso di vittoria ha rilanciato la sfida a destra ai Tory, esaltando il risultato del suo partito – in grande ascesa anche nel voto proporzionale nazionale -, non senza rivolgere un baldanzoso avvertimento al Labour di Keir Starmer, vincitore delle elezioni. “Non c’è alcun entusiasmo per Starmer – ha tuonato -, presto il suo governo avrà problemi e Reform gli sarà addosso”.

Schiaffo al Labour, Corbyn rieletto da indipendente

L’ex leader laburista Jeremy Corbyn, 75enne paladino della sinistra radicale, è stato rieletto deputato nel collegio di Islington North a Londra, da candidato indipendente, dopo essere stato espulso dal Labour dal suo successore Keir Starmer. Corbyn – deputato in quel collegio da 41 anni – ha superato il nuovo candidato ufficiale laburista di quasi 8000 voti: la sua vittoria rappresenta una macchia sul trionfo elettorale complessivo del partito di Starmer.

Affluenza al 61%, il dato peggiore dal 2005

Prima indicazioni sull’affluenza negative per le elezioni britanniche. Stando alle stime della Bbc, è destinata ad attestarsi a al 61%, il livello più basso dal 2005.

Il ministro della Difesa Grant Shapps perde il suo seggio (che conservava da vent’anni)

Il ministro della Difesa britannico Grant Shapps ha perso il suo seggio: è stato sconfitto dal laburista Andrew Lewin nel collegio elettorale di Welwyn Hatfield, nel sud dell’Inghilterra, che aveva detenuto per quasi due decenni. Lewin ha ottenuto 19.877 voti rispetto ai 16.078 di Shapps. Shapps, un fedele sostenitore del primo ministro Rishi Sunak, ha ricoperto altri ruoli di gabinetto, tra cui nei dipartimenti dell’energia, dell’edilizia abitativa e dei trasporti, e un periodo di sei giorni come ministro degli interni sotto l’ex leader Liz Truss

Starmer confermato deputato: “’Paese vuole il cambiamento”

“Io servirò ciascuno di voi, che mi abbiate votato o no”. Lo ha detto il leader laburista britannico e premier in pectore Keir Starmer nel suo discorso di vittoria come deputato nel collegio londinese di Holborn e St Pancras, dove è stato con oltre 18.000 suffragi e con oltre 11.000 voti di vantaggio sul secondo candidato, ma ha perduto personalmente voti rispetto al 2019, anche per la concorrenza di un candidato indipendente di sinistra filo-palestinese. Starmer ha aggiunto che il Paese “ha votato per il cambiamento” e si è impegnato rilanciare una politica vista come “servizio pubblico”.

Indipendentisti scozzesi ridimensionati dal voto

Gli indipendentisti scozzesi, se gli exit poll verranno confermati, rischiano di perdere la maggior parte dei loro seggi nel Parlamento britannico alle elezioni generali, un’ulteriore battuta d’arresto per la loro lotta per l’autodeterminazione, ferma in una fase di stallo. Secondo le previsioni di voto trasmesse dalla televisione britannica, lo Scottish National Party, che ha dominato la politica locale negli ultimi 15 anni, è scivolato dal terzo al quinto posto nel Parlamento di Westminster, con 10 seggi su 57 che rappresentano la Scozia, rispetto ai 48 della precedente elezione. “Non è una buona notte per l’SNP”, ha ammesso l’ex primo ministro Nicola Sturgeon. “E’ un grande successo per Keir Starmer”, il leader laburista.

Rachel Reeves: “Saremo chiamati a scelte difficili per rilanciare Uk”

Il futuro governo laburista di Keir Starmer, che sta emergendo dalle elezioni britanniche, sarà chiamato a fare “scelte difficili” per il futuro del Paese e in particolare per rilanciare l’economia e il livello di vita delle persone. Lo ha detto Rachel Reeves, prima donna destinata secondo le previsioni a ricoprire la carica di cancelliera dello Scacchiere del Regno (ministra delle Finanze e del Tesoro), nel discorso di vittoria nel suo collegio di deputata a Leeds. Reeves ha esaltato la leadership di Starmer alla guida di un “Labour cambiato”, indicando fra i compiti del prossimo governo quelli di “voltare pagina, mettere fine al caos” imputato all’eredità Tory e “riscostruire il Paese”, all’insegna dello slogan “prima il Paese, poi il partito”.

Farage: “La rivolta contro l’establishment è in corso”

“La rivolta contro l’establishment è in corso”: così Nigel Farage, in un video diffuso sui social per rivendicare il successo attribuito al suo partito Reform UK dagli exit poll dopo le elezioni britanniche. Farage, amico di Donald Trump e già tribuno della Brexit, ha evocato un’avanzata percentuale dei voti nazionali di Reform – già in grado di superare i Tories in vari collegi – oltre le previsioni dei sondaggi della vigilia; e si è detto convinto che il suo partito conquisterà “molti seggi” (a cominciare dal suo, che diverse stime considerano ormai sicuro). Ha infine rilanciato l’obiettivo di una sorta di opa a destra sui Tory.

Il ministro Stride ammette la disfatta: “Notte difficile”

Prime ammissioni esplicite della disfatta elettorale anticipata dagli exit poll in casa Tory nel Regno Unito, fra i cui ranghi iniziano a emergere anche segnali di un clima da resa dei conti contro la leadership del premier uscente Rishi Sunak. “E’ una notte difficile”, ha riconosciuto il ministro del Lavoro, Mel Stride, uno dei membri del governo Sunak a rischio di perdere il seggio di deputato, sullo sfondo di risultati reali che in alcuni territori riflettono intanto un sorpasso a destra in termini di consensi proporzionali dei populisti di Reform UK di Nigel Farage sui conservatori, addirittura doppiati in singole circoscrizioni.
Mentre da Cardiff, il leader del branca gallese del Tory Party, Andrew RT Davies, ha denunciato come “incomprensibile” la scelta di Sunak di anticipare le elezioni quando, a suo dire, i Tories avrebbero avuto “una chance migliore in autunno”. Un esponente anonimo di alto rango del partito, citato dalla Bbc, ha poi alzato ulteriormente i toni, dicendosi “disgustato” del fatto che il primo ministro abbia premiato – nelle tradizionale lista d’onore di fine legislatura – persone come la ex premier Theresa May o il proprio capo di gabinetto Liam Booth-Smith, considerato uno degli artefici della strategia del voto anticipato convocato all’insaputa di gran parte del gruppo parlamentare con seggi alla Camera dei Lord: scelte che secondo questa fonte dimostrano come “l’integrità” rivendicata da Sunak fosse “una bugia”.
Intanto nel collegio di Swindon, in Inghilterra, un primo esponente conservatore di primo piano, l’ex ministro della Giustizia Robert Buckland, ha perso ufficialmente il suo seggio di deputato a favore della laburista Heidi Alexander, già vice-sindaca di Londra. (ANSA).

Farage con Reform Uk verso 13 seggi

Nigel Farage, figura emblematica dell’estrema destra britannica, guarda ai risultati delle elezioni in Gran Bretagna con rinnovato ottimismo. Non solo è riuscito a farsi eleggere e diventare deputato, ma il suo partito Reform UK ha fatto meglio del previsto conquistando per la prima volta una dozzina di seggi. Secondo gli exit poll, il partito anti-immigrazione e anti-sistema avrebbe conquistato 13 seggi alla Camera dei Comuni, quando la maggior parte dei sondaggi ne prevedevano meno. Tutto ciò è sufficiente a dare nuova linfa all’ex europarlamentare 60enne che intende trasformare il suo partito nella principale forza di opposizione alle elezioni generali del 2029, sostituendo i conservatori, usciti azzoppati dalle urne. Il partito al potere, guidato da Rishi Sunak, stremato dalle divisioni e da 14 anni di governo, ha infatti perso due terzi dei suoi parlamentari.

Il vice di Farage: “Un terremoto politico”

Toni trionfali per i populisti di Reform UK di Nigel Farage, premiati secondo gli exit poll delle elezioni britanniche oltre molte delle stesse previsioni più rosee. “E’ un risultato sismico”, ha esultato Ben Habib, vice leader del partito e braccio destro di Farage, parlando di uno spostamento di voti che può rappresentare una sorta di “testa di ponte” sul fronte delle ambizioni di Reform a contendere in futuro il primato a destra al Partito conservatore. Secondo il sondaggista John Curtice, i 13 seggi attribuiti dagli exit poll a Reform UK potrebbero ancora subire delle oscillazioni – in basso o in alto – con il conteggio dei voti reali, ma segnalano comunque un’avanzata in termini di consensi proporzionali. Avanzata che nelle parole di Curtice appare decisiva come causa del tracollo Tory: tracollo di cui peraltro “approfitta in prima battuta il Labour pur senza una valanga di voti” pari alla valanga di seggi.

Primo seggio ufficiale va ai laburisti

Il partito Laburista vince a Houghton e Sunderland South, nella contea del Tyne and Wear, nel primo risultato delle elezioni, il partito Reform UK di Farage si classifica secondo.

Per il Partito Nazionale Scozzese sarà il peggior risultato del 2010

Il Partito Nazionale Scozzese è destinato al suo peggior risultato in un’elezione parlamentare britannica dal 2010, con gli exit poll che gli assegnano solo 10 seggi a fronte di una prevista rinascita del Partito Laburista nelle sue roccaforti tradizionali.
L’Snp, che deteneva 43 seggi, ha attraversato un periodo di turbolenza che ha visto le dimissioni di due leader in poco più di un anno, un’indagine della polizia sulle finanze del partito e divisioni su una serie di politiche, inclusi i suoi tentativi di ottenere un secondo referendum sull’indipendenza.

Da domani Starmer nuovo premier: cosa succede nelle prossime ore

Il nuovo primo ministro britannico Keir Starmer avrà un’agenda fitta di impegni nei suoi primi giorni di mandato, con l’avvio dell’attuazione del programma laburista dopo 14 anni di opposizione. Dopo essere stato ricevuto da Re Carlo III a Buckingham Palace venerdì, Keir Starmer andrà al numero 10 di Downing Street, dove terrà un discorso. Poi si recherà dietro la famosa porta nera per incontrare e salutare il personale, prima di invitare all’interno i parlamentari laburisti che saranno nominati nel suo primo governo.

Un ministro del governo Sunak ammette: momento difficile per Tory

“Questo è un momento molto difficile per il Partito conservatore”. Lo ammette il ministro per il Lavoro e le pensioni del governo britannico conservatore guidato da Rishi Sunak, Mel Stride, parlando con Bbc Radio 4. Stride si è detto “molto dispiaciuto” del fatto che gli exit poll prevedano che alcuni suoi colleghi perderanno il loro seggio. Per quanto riguarda il mantenimento del suo seggio ha detto che “dovremo aspettare e vedere”. Ieri, alla vigilia delle elezioni, Stride aveva fatto notizia perché aveva ammesso di ritenere probabile una massiccia maggioranza laburista, ammettendo di fatto che i Tory andavano verso una sconfitta.

Starmer ringrazia elettori per “aver dato fiducia a un Labour rinnovato”

“A tutti coloro che hanno fatto campagna per il Labour in queste elezioni, a tutti coloro che hanno votato per noi e hanno riposto la loro fiducia nel nostro Partito Laburista rinnovato – grazie”. Lo scrive su X Keir Starmer, leader del partito laburista britannico.

Vice leader Labour: “Starmer ha fatto un lavoro straordinario”

Il leader del Labour Keir Starmer ha svolto un “lavoro straordinario”. Lo ha dichiarato la sua vice Angela Rayner commentando a caldo gli exit poll delle elezioni politiche britanniche da cui emerge il trionfo del partito laburista. Per Rayner, i numeri sono “molto incoraggianti” ma si devono aspettare i dati dei voti reali.

Gentiloni: la sinistra al governo dopo lunga fase radicalismo

“Maggioranza schiacciante del Labour, dopo 14 anni di governi conservatori culminati con la Brexit. La leadership riformista di Keir Starmer ha riportato la sinistra britannica al governo dopo una lunga fase di radicalismo minoritario”. Lo scrive su X Paolo Gentiloni, commissario Ue per l’Economia, commentando il voto inglese.

Exit poll: molti ministri Tory perderanno il loro seggio

Il cancelliere dello Scacchiere Jeremy Hunt è tra i diversi ministri del governo conservatore britannico che, secondo gli exit poll, perderanno il loro seggio. Secondo il sondaggio, il cancelliere è il Tory di più alto profilo destinato a rimanere escluso, con i Lib-Dem che sembrano destinati a conquistare il suo seggio nel collegio di Godalming & Ash. Grant Shapps, ministro della Difesa, e Johnny Mercer, dei Veterani, potrebbero anche perdere nei rispettivi collegi. In bilico, secondo gli exit poll, pure Mark Harper (Trasporti), Mel Stride (Lavoro e pensioni), Steve Barclay (Ambiente) e Penny Mordaunt (leader dei Comuni).

Starmer sfiora il risultato di Blair: solo 8 seggi meno del risultato del 1997

La super maggioranza accreditata dagli exit poll al Labour di Keir Starmer nelle elezioni britanniche di oggi, con 410 seggi sui 650 totali della Camera dei Comuni, resta sotto il miglior risultato ottenuto dal partito nella sua storia nel 1997, nella prima elezione vinta da Tony Blair (con 418 seggi) con la parallela disfatta dei Tory guidati allora da John Major.

Tuttavia lo scrutinio esatto dei voti reali, atteso nella notte, potrebbe ancora modificare questo numero e rimettere in discussione il primato. John Curtice, sondaggista di riferimento della Bbc, non esclude peraltro come Starmer, a livello di voti proporzionali, possa essere rimasto dietro il risultato conseguito dal Labour nel 2017 (40% dei consensi) sotto la leadership di sinistra radicale di Jeremy Corbyn.

Per i conservatori il dato peggiore di sempre

Con solo 131 seggi accreditati dagli exit poll al partito conservatore del premier Rishi Sunak nelle elezioni politiche i Tory toccano il loro minimo storico. Il record negativo precedente era stato raggiunto con le elezioni del 1906 quando il partito allora guidato da Arthur Balfour ottenne 156 seggi.

Maggioranza storica per il Labour in Gb, sprofondo Tory

Maggioranza storica e riconquista del governo assicurata per i laburisti di Keir Starmer alle elezioni britanniche, secondo gli exit poll. Le indicazioni danno il Labour a 410 seggi, e sanciscono il tracollo senza precedenti dei conservatori del premier uscente Rishi Sunak, affossati a quota 131, seppure meno peggio delle stime più nere. I Liberaldemocratici centristi di Ed Davey salgono da parte loro a 61, mentre l’ultradestra di Reform UK di Nigel Farage, con più voti dei LibDem ma meno concentrati tra i seggi uninominali, porta a casa 13 deputati per la prima volta. In caduta libera infine nei collegi scozzesi (da 48 a 10).

Exit poll: netta vittoria del partito laburista, maggioranza assoluta

hiuse le urne, diffusi gli exit poll. I laburisti ottengono 410 seggi: la maggioranza è 325. Una maggioranza di 85 seggi. Tracollo per i conservatori, non hanno mai ottenuto così pochi seggi dalla loro fondazione, nel 1834. I seggi ai lib-dem sono 61, per il Reform Uk di Farage sono 13 seggi. Male anche gli scozzesi dell’Snp, fermi a 10 seggi. Due per i verdi

Grande attesa per gli exit poll

Mancano pochi minuti alla chiusura delle urne nel Regno Unito e alla diffusione degli exit poll che – prima dei risultati attesi nella notte – dovrebbero certificare il trionfo del partito laburista e confermare che Keir Starmer sarà il prossimo premier

I temi chiave della campagna (secondo il Guardian)

Cambiamenti climatici, Brexit ed Europa sono stati temi chiave nelle precedenti campagne elettorali nel Regno Unito, ma un’analisi del Guardian mostra che negli ultimi programmi dei due principali partiti, Tory e Labour, in questa tornata elettorale è stata data loro molta meno importanza. Dall’esame di ogni manifesto elettorale conservatore e laburista dal 1945 a oggi, il Guardian ha rilevato che sebbene entrambi i partiti dedichino ancora interi articoli all’emergenza climatica, queste questioni sono meno importanti rispetto all’ultima tornata elettorale del 2019. Sebbene il partito laburista menzioni le questioni climatiche con un tasso più elevato (1,7 termini relativi al clima ogni 1.000 parole) rispetto al manifesto dei Tory (1 su 1.000), tali questioni sono menzionate con una frequenza molto inferiore rispetto ai documenti del 2019 (4,4 menzioni su 1.000 parole per i laburisti e 1,1 per i conservatori).

Cani fuori da seggi protagonisti su siti locali fino a fine voto

I cagnolini che nel Regno Unito attendono fuori dai seggi i loro padroni andati a votare sembrano essere i protagonisti sui media locali in queste ore prima della chiusura dei seggi.
Nel Regno Unito ci sono restrizioni rigide su ciò che può essere riportato nel giorno delle elezioni a urne aperte, per evitare di influenzare gli elettori, quindi sui siti compaiono solo notizie relative ai cittadini che vanno alle urne e foto e video di candidati principali che vanno a votare nei seggi, ma non si parla delle loro piattaforme elettorali. Da qui l’amore per i cuccioli: i siti che stanno fornendo copertura giornalistica delle elezioni nel Paese riempiono il ‘vuoto’ anche con gallerie di foto con cani fuori dai seggi. Ma i giornalisti si sono spinti oltre per dimostrare che non c’erano solo cani alle urne: hanno trovato almeno 2 cavalli, un gatto, un pollo e un serpente gigante di nome Nettuno.

Ultima ora di seggi aperti nel Regno Unito

Le urne chiuderanno alle 22 ora locale, le 23 in Italia. Subito ci saranno gli exit poll, di solito molto affidabili

L’incognita: chi sarebbe favorito da un’alta affluenza

Una delle grandi incognite nelle elezioni del Regno Unito è come l’affluenza influenzerà il risultato. Il numero di persone che hanno votato non sarà noto fino a dopo la chiusura dei seggi. Il Regno Unito ha 67 milioni di residenti e 46 milioni erano registrati per votare nelle ultime elezioni generali del 2019. L’affluenza fu del 67%. Nelle elezioni locali di maggio, quando i Conservatori hanno subito pesanti perdite nei seggi del consiglio e negli uffici dei sindaci, l’affluenza media è stata del 30%. I Conservatori hanno espresso ottimismo sul fatto che i rapporti di alta affluenza giovedì potrebbero aiutarli a superare i sondaggi che hanno suggerito una vittoria diffusa dei laburisti, mentre il Labour teme che con i sondaggi così favorevoli i suoi sostenitori potrebbero non andare a votare dando per scontata la vittoria.

Lo strano voto di Whitley Bay nel forno crematorio

Tra i più strani polling station del Regno Unito c’è quello di Whitley Bay, cittadina di 36.623 abitanti (wikipedia) della contea del Tyne and Wear. Gli elettori potrebbero essere un po’ scioccati o addirittura spaventati all’idea di votare nel loro cimitero locale. La sede macabra fu inaugurata nel 1960 e l’edificio (di valore storico) contiene anche un forno crematorio.

Gran Bretagna al voto, altre due ore e mezza di urne aperte

Un messaggio del partito Reform UK è visibile su un cartello fuori da un seggio elettorale dopo il voto durante le elezioni generali a Clacton-on-Sea, Gran Bretagna

Il gatto Larry pronto per il suo sesto premier. E al gatto Jojo della famiglia Starmer

Da 13 anni indiscusso rappresentante della stabilità in una politica britannica piuttosto turbolenta, Larry il gatto, l’acchiappa-topi ufficiale del governo di Sua Maestà, è pronto ad accogliere il suo sesto primo ministro, il laburista Keir Starmer, come tutti i sondaggi prevedono in modo unanime, chiudendo così la lunga era dei Conservatori alla guida del Paese, iniziata nel 2010, poco prima dell’arrivo del famoso micio a Downing Street. Con la scontata partenza del premier uscente Rishi Sunak se ne andrà anche il suo labrador di nome Nova.
Ma è comunque in arrivo un potenziale concorrente per il felino di 17 anni diventato mascotte, qualora sir Keir decidesse un trasloco completo dalla sua casa londinese: si tratta del gatto Jojo, molto amato dai due figli teenager di Starmer e piuttosto viziato, accompagnato anche dal criceto Bear, altro animale in famiglia. Larry comunque, come ha dato già ampia dimostrazione in passato, non teme rivali nel suo territorio ed è pronto a difenderlo con le zampe nonostante la sua età avanzata da veterano. Del resto aveva già avuto la meglio ai tempi della rivalità sorta con Palmerston, il gatto del Foreign Office per qualche anno, poi andato in pensione nel 2020 e ritiratosi in campagna. Il Chief Mouser del governo ha anche un profilo non ufficiale su X, creato per scherzo ma diventato popolarissimo con oltre 800 mila follower, nel quale compaiono foto e i suoi ‘commenti’, incluso quello bipartisan pubblicato oggi: “Non posso votare a queste elezioni, ma dovrò convivere con chiunque sarà eletto”. La grande passione dei britannici per gli animali sembra accentuarsi ancora di più proprio mentre si va alle urne: Bbc e Sky News hanno continuato la tradizione di riempire le loro dirette online con le immagini di cani, gatti e anche cavalli ai seggi inviate dai loro proprietari.

Corbyn: “Oggi sulla scheda elettorale c’è la Palestina”

“Oggi sulla scheda elettorale c’è la Palestina”. Lo ha scritto sul social X l’ex leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, che si è candidato come indipendente nella circoscrizione di Islington North alle elezioni politiche nel Regno Unito. “Se mi rieleggerete come deputato indipendente a Islington North, prometto che difenderò sempre il popolo di Gaza e l’unica via per una pace giusta e duratura: la fine dell’occupazione della Palestina”, ha aggiunto Corbyn, che nel 2020 fu sospeso dal Labour con accuse di antisemitismo.

Quando sapremo i risultati?

I primi exit poll arriveranno alle 22 inglesi in punto – le 23 in Italia – con le proiezioni dei seggi della Bbc. In genere, ci azzeccano quasi sempre, o per lo meno sinora è stato così in circa il 95%, a parte una differenza di una decina di seggi. Nella notte poi arriveranno uno a uno i risultati ufficiali dai singoli distretti – in base al sistema First Past the Post – che dovrebbero confermare, in linea di massima, gli exit poll. E proclamare così ufficialmente il nuovo primo ministro del Regno Unito.

Nessun impatto visibile del voto inglese sulla borsa di Londra

L’indice FTSE 100 di Londra ha chiuso in rialzo, trainato dai guadagni della società di apparecchiature mediche Smith & Nephew. Gli analisti non vedono un impatto delle elezioni parlamentari e dei sondaggi che danno i labour favorito. Gli investitori ritengono infatti che il mercato abbia già scontato il cambiamento. “Chiaramente molto ottimismo è alimentato da una dose di sollievo. Il mercato ha da tempo previsto una forte vittoria laburista e se e quando vedremo ciò, sarà una preoccupazione in meno per il mercato”, ha dichiarato Ben Laidler, capo della strategia azionaria presso Bradesco. “Il mercato ha accolto con tranquillità la prospettiva di un governo laburista, data la promessa del partito di non aumentare le tasse e quella che sembra essere un’offensiva di charme verso la City”, ha affermato Dan Coatsworth, analista di investimenti presso AJ Bell.

Perché nel Regno Unito si vota solo di giovedì?

E’ una vecchia tradizione del Paese che risale al 1931 per le elezioni nazionali e dal 1965 anche per quelle suppletive, sebbene non esista una ragione ufficiale. Come spesso accade in questo Paese, è una “convenzione” diventata col tempo inscalfibile. Fino al 1918 ogni distretto elettorale votava nel giorno che gli pareva. Poi, dopo 13 anni, man mano ci si è silenziosamente accordati sul giovedì per alcune questioni prettamente pratiche.

Innanzitutto, il venerdì, soprattutto per gli operai, era tradizionalmente il giorno di busta paga e dunque molti andavano al pub a spendere i soldi appena guadagnati. Insomma, non il momento migliore per votare in maniera lucida. Lo stesso il sabato, abituale giorno di lunghe bevute. Allora la domenica? No, perché allora tutti andavano a messa e si temeva che i sacerdoti potessero influenzare il voto con i loro sermoni. Dunque, il giovedì è il prescelto, da quasi un secolo, perché era pure il giorno del mercato. Dunque anche i contadini o coloro che vivevano in campagna si trovavano in città o in paese, ed era dunque comodo per tutti andare a votare.

Tuttavia, qualche rarissima eccezione negli ultimi decenni c’è stata. Per esempio, in occasione dell’elezione suppletiva della scozzese Hamilton nel 1978. Che decise di tenere il voto di mercoledì perché il giorno dopo era previsto l’inizio della sentitissima Coppa del mondo di calcio in Argentina. Tuttavia, molti non sono d’accordo con questo sistema. Secondo Alisa Henderson, professoressa all’Università di Edimburgo, se i giorni delle elezioni fossero due, “l’affluenza sarebbe ancora più alta”, ha detto alla Bbc. Alle ultime elezioni del 2019 è stata del 67,3%. Nel 1997, quando trionfò Blair, fu del 71,4%. La più alta è stata registrata nel 1950, con l’83,9%.

Con queste elezioni 16 ministri (compreso Sunak) rischiano la non rielezione

Nelle elezioni politiche in corso nel Regno Unito ben 16 su 26 membri del consiglio dei ministri rischiano di perdere il loro seggio nell’atteso tracollo dei Conservatori del premier Rishi Sunak in base all’ultimo sondaggio pubblicato da YouGov prima del voto. Si tratta di pezzi da novanta del partito che vedrebbe la propria classe dirigente decimata e si ritroverebbe quindi in forte difficoltà nell’organizzare una futura corsa alla leadership interna. Fra questi il cancelliere dello Scacchiere Jeremy Hunt, che sempre in base alla rilevazione demoscopica verrebbe superato dal candidato libdem, come anche la ministra della Cultura Lucy Frazer, mentre il ministro della Difesa Grant Shapps sarebbe sconfitto da quello laburista, e la stessa sorte si prevede per il titolare del Lavoro Mel Stride, la ministra dell’Istruzione Gillian Keegan, la leader of the House, Penny Mordaunt, e ancora l’Attorney General d’Inghilterra e Galles, Victoria Prentis.
Perfino il presidente dei Tory, Richard Holden, risulta fra i non eletti in base al sondaggio, sconfitto dall’esponente del partito populista Reform UK guidato da Nigel Farage, in un risultato che sarebbe emblematico della concorrenza a destra fatta dal leader euroscettico. Si prevede quindi, come sottolineano i media, una serie di ‘Portillo moment’, la cocente debacle di una figura di spicco come accadde nel 1997 a Michael Portillo, allora rampante ministro della Difesa e aspirante successore di John Major alla guida dei Tory, sconfitto nel collegio di cui era padrone nell’incredulità generale – e sua soprattutto – e costretto ad abbandonare la vita pubblica in un colpo solo. In questo caso però si va oltre in quanto lo stesso premier Sunak rischia di non essere eletto nel suo collegio di Richmond, nello Yorkshire, nord dell’Inghilterra: sarebbe la prima volta nella storia.

Al seggio tutti con un documento per la prima volta

Per la prima volta in un’elezione generale nel Regno Unito, gli elettori devono mostrare un documento d’identità per votare. Ironicamente, l’ex primo ministro Boris Johnson, che ha introdotto questa legge, è stato respinto alle urne in un’elezione locale per non aver portato il documento.

Vietati i selfie, ma si può votare da ubriachi: le regole (strane) del Regno Unito

Si può votare da ubriachi, si possono portare cani o altri animali domestici, persino un serpente come dimostra una foto scattata a Dorset, mentre non si possono scattare selfie all’interno dei seggi né rivelare per chi ha votato un altro elettore, pena una multa salata. Sono alcune delle regole del voto contenute in una sorta di ‘decalogo’ che la Bbc ha messo a disposizione degli elettori che oggi si recano alle urne in tutto il Regno Unito per le elezioni politiche. A parte le regole standard, come l’obbligo di portare con sé la scheda elettorale e un documento d’identità valido con la foto e di accertarsi su quale sia il proprio seggio, la Bbc spiega che l’elettore troverà a disposizione penne e matite nei seggi, ma se preferisce può portarsene una da casa. Sono vietati i selfie: secondo la Commissione elettorale non è consentito scattare foto all’interno dei seggi perché si rischia di mettere a rischio la segretezza dello scrutino. Si può invece portare il telefono nella cabina elettorale per utilizzare la lente d’ingrandimento o le app di sintesi vocale oppure la torcia per migliorare l’illuminazione.

Le curiosità: le acrobazie di Ed Davey

Il leader dei Liberal Democratici Ed Dewey ha fatto una campagna elettorale molto originale: cadendo da una tavola da paddle, affrontando montagne russe e facendo bungee jumping per incoraggiare gli elettori a fare “un salto di fede”.

L’intervista a Keir Starmer: ““Da noi progressisti uniti le uniche risposte contro i populismi”
Keir Starmer, leader del Partito Laburista e probabile futuro primo ministro britannico, ha parlato con Repubblica del suo programma elettorale, sottolineando l’importanza di un approccio progressista per affrontare le sfide globali. Starmer riafferma il forte sostegno del Labour all’Ucraina e alla Nato, respingendo le accuse dei conservatori sulla sicurezza nazionale. Critica Nigel Farage per la gestione degli episodi di razzismo nel suo partito e mantiene le distanze dall’ex leader Jeremy Corbyn. Con i sondaggi favorevoli, Starmer aspira a un forte mandato per cambiare il paese.

Farage ha scelto il voto per corrispondenza
Nigel Farage, leader del partito Reform Uk, non si è recato ai seggi elettorali per le elezioni britanniche ma ha scelto il voto per corrispondenza. Lo riporta la Bbc, postando due foto di Farage nel giorno del voto, in una consulta il suo smartphone mentre è seduto, nell’altra gira per la città.

I partiti alle elezioni in Inghilterra 2024: dal Labour ai Tories, leader e programmi a confronto

Cosa promettono i partiti britannici alle elezioni del 4 luglio? Tagli dei benefici fiscali ai ricchi e abolizione del controverso piano per deportare i migranti in Ruanda, da parte del Labour. Aumento della spesa della Difesa e limiti all’immigrazione illegale e legale, da parte dei Tories. Queste e altre misure figurano nei rispettivi “manifesti”, come si chiamano i programmi elettorali nel gergo della politica del Regno Unito. » leggi l’approfondimento    

Renzi: torna una leadership del Labour finalmente riformista

“Oggi il Regno Unito svolta e la sinistra torna a vincere dopo 17 anni. Alla base di questo risultato c’è il fallimento dei conservatori, certo. Ma c’è anche il ritorno a una leadership del Labour finalmente riformista, dopo l’estremismo ideologico di Ed Miliband e Corbyn. A Londra hanno deciso che per vincere bisognava tornare all’eredità di Tony Blair e del New Labour. E io dico che i risultati di oggi premieranno questa scelta”. Lo scrive sui social il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. 05 LUGLIO 2024 

Fonte Link: repubblica.it