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Roberto Ghiretti: il CDA TEP è totalmente inadeguato e responsabile della attuale situazione aziendale e per la sconfitta nella gara di appalto

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Per cinque anni ho speso parole inascoltate sull’indirizzo intrapreso dai vertici Tep, e sono stato irriso, schernito e nella migliore delle ipotesi considerato pretestuoso o demagogico. Nella vita da parecchi decenni faccio l’ imprenditore, qualcuno dice anche di discreto successo: la mia critica a quegli “inciuci” non era dettata da semplice vis polemica, bensì dalla convinzione che essa avrebbe prodotto disastri, che infatti sono giunti. In un’azienda l’amministratore delegato ed il suo cda svolgono il compito principale di garantire la sopravvivenza del gruppo stesso, e costoro hanno fallito. Non esigo dagli stessi scuse per i tanti campanelli d’allarme che ho sollevato e che sono stati presi come attacchi ad personam, ma almeno che lascino il posto a qualcuno di più adeguato al ruolo. I motivi sono i medesimi che ho elencato con nota ufficiale il 5 novembre e che ripeto qui: “questo Cda è totalmente responsabile della sconfitta di Tep in una gara dove l’azienda pare essere rimasta indietro su tutti gli elementi messi in gioco. Con un tale biglietto da visita non vedo proprio quale rapporto fiduciario possa esserci ancora tra proprietà e Cda di Tep”.

Agli inizi di agosto dell’anno scorso il presidente Antonio Rizzi rispose ad un mio rilievo, sempre con nota ufficiale, affermando: “Se le mie capacità siano all’altezza lo diranno i fatti, sicuramente può contare sul mio massimo impegno”. Gentile presidente, a causa del suo modo di operare l’azienda è destinata a scomparire: quali altri fatti le servono per lasciare il posto a quell’amministratore fiduciario il cui arrivo io auspicavo?

Le preoccupazioni rispetto al futuro del servizio i cittadini le hanno ascoltate già tante volte in Consiglio comunale: innanzitutto riguardano la tenuta occupazionale, garantita per appena altri due anni, e riguardante le famiglie di miei concittadini, di persone che qualche volta abitano solo a pochi metri da me, e quindi l’utenza. L’esclusione dei due soci istituzionali dall’asset che gestisce il servizio coinciderà, io ritengo, con un livellamento verso il basso del servizio stesso, a tutto svantaggio delle fasce deboli, dei nostri anziani e dei nostri disabili. Bus Italia non avrà nessun particolare interesse a mantenere la peculiarità del panorama parmigiano, né sarà vincolato all’ascolto delle istituzioni: l’esperienza della vicina toscana insegna.

Federico Pizzarotti e Gabriele Folli, così pronti a magnificare il wi-fi sui mezzi entrati recentemente in circolazione, con un grave ritardo chiedono le dimissioni di un cda che loro hanno contribuito a nominare: mi pare anche questo spiegare il perché della scomparsa di Tep, e quale differenza vi sia tra un imprenditore prestato alla politica e delle persone che nella poltrona hanno trovato una condizione di benessere.

L’incombenza che questi signori lasciano al loro successore, che io spero essere Paolo Scarpa, è immane: una città che prima aveva un trasporto pubblico locale e che per allora di pubblico avrà ben poco. 

ROBERTO GHIRETTI
CAPOGRUPPO DI PARMA UNITA   
IN CONSIGLIO COMUNALE DI PARMA