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Roberto Ghiretti: il flop degli Ecowagon a Parma

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Quando lo hanno lanciato è stato presentato come la risposta alla raccolta firme promossa da Parma Unita per chiedere di introdurre i cassonetti intelligenti nella raccolta differenziata dei rifiuti. Invece dal primo aprile, in sordina, il servizio verrà soppresso visto la generale indifferenza con il quale è stato accolto dai parmigiani. Mi riferisco agli Ecowagon che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale avrebbe dovuto rendere più semplice conferire i rifiuti per i residenti del centro e dell’Oltretorrente.

Fin da subito è apparso evidente che il presupposto di questo servizio, che comunque al cittadino costava 70 centesimi a conferimento e alla comunità qualche centinaia di migliaia di euro, era errato: immaginare i parmigiani in trepidante attesa alla fermata dell’Ecowagon pronti a consegnare i sacchetti di rifiuti era ovviamente una pia illusione considerato che la richiesta di tutti va nella direzione di una maggiore flessibilità. È così che nonostante fiabeschi video promozionali, le cartine sbagliate e rifatte, tutte rigorosamente a carico dei contribuenti, pare non si sia andati oltre i due, tre conferimenti al giorno. Un disastro.

A sostituirli saranno otto mini eco station fisse che, seppure promesse già nel 2016, saranno disponibili solo da aprile.

Inutile dire che anche queste rischiano di essere panacee destinate a non avere alcuna rilevanza rispetto agli enormi problemi che questo servizio continua a porre anche a chi, pur animato dalle migliori intenzioni, si trova a dover convivere per giorni con la spazzatura in casa.

L’irrilevanza è dettata, semplicemente, dalla loro scarsità: come si può pretendere che otto mini ecostation possano semplificare la vita di ben due quartieri? Come ci si può attendere che i cittadini attraversino mezza città a piedi per conferire i rifiuti? Come si può pretendere che questo avvenga per di più sapendo che dovranno anche pagare costi aggiuntivi oltre a quelli già pesanti presenti in bolletta?

In questo anno e mezzo ho presentato ben due interrogazioni per cercare di capire il senso di queste sperimentazioni e i numeri ad esse collegate. Inutile dire che di risposte chiare non ne sono mai arrivate. Da tempo sostengo che questa raccolta differenziata andava ripensata dalle fondamenta, introducendo consistenti elementi di flessibilità in modo da rendere più agevole il lavoro dei parmigiani, ma con tutta evidenza si sono preferiti interventi spot costosi, di nessuno impatto reale e al massimo buoni per fare qualche titolo sui giornali.

Capisco che questa amministrazione ha fatto dell’apparire un vero e proprio culto, bisognerà vedere se i parmigiani potranno farsi bastare qualche generica rassicurazione mentre ancora oggi vivono assediati dal rudo. 

Roberto Ghiretti
Parma Unita