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Sulle primarie i riformisti incalzano Schlein. Gori: “Una sola candidatura è un errore per tutto il partito”


Elly Schlein during the PD National Executive meeting. Friday, October 2. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse)
Nicolò Zambelli
in Direzione Pd
Nel corso della direzione, la segretaria del Pd parla del rapporto con gli alleati ma non riserva parola sulla proposta di un voto a doppio turno e sulla possibile candidatura dell’ex sindaco di Bergamo. Malpezzi: “Con due turni si fa sintesi più ampia”. Zampa: “Così il partito si chiude in un confine ristretto”. Il gruppo si astiene sul voto alla relazione, approvata all’unanimità
Nel corso della direzione, la segretaria del Pd parla del rapporto con gli alleati ma non riserva parola sulla proposta di un voto a doppio turno e sulla possibile candidatura dell’ex sindaco di Bergamo. Malpezzi: “Con due turni si fa sintesi più ampia”. Zampa: “Così il partito si chiude in un confine ristretto”. Il gruppo si astiene sul voto alla relazione, approvata all’unanimità
È in corso la direzione del Pd, la direzione dei sassolini che la segretaria Elly Schlein si è tolta dalle scarpe rispondendo in modo frontale a Giuseppe Conte e al duo di Alleanza verdi e sinistra. Ma al centro della riunione del partito di oggi c’era anche un altro tema, che Schlein, nel suo discorso fiume, ha scelto di non toccare: le primarie, le modalità del loro svolgimento e l’ipotesi di una candidatura doppia che esprima anche l’area riformista. Giorgio Gori era pronto, pronto per sentirsi dire “sì” o “no”, ma alla fine la scelta presa dalla dirigenza è stata quella di non affrontare il tema. Primarie a doppio turno? Primarie secche? Una sola candidatura a partito? Tutto sarà discusso all’assemblea del prossimo 18 ottobre, quando la segreteria di Elly sarà ufficialmente prorogata. Sulla questione, come spiegato da Igor Taruffi, decide per regolamento l’assemblea. Lo stesso europarlamentare del Pd, nel suo discorso, ha giudicato questa scelta “politica” come “un errore”.
“Per vincerle, e guadagnare da lì lo slancio per vincere le elezioni politiche, è necessario allargare il più possibile la partecipazione, e per farlo è importante che il Pd sfrutti fino in fondo il suo pluralismo”, ha detto Gori. Per lui “un Pd monocolore, che rinuncia a valorizzare quel pluralismo, sacrifica una parte della sua forza“. Da qui la sua proposta a candidarsi, nel corso delle ultime settimane.
“Questa la nostra proposta e la risposta è arrivata non dalla segreteria di ieri, ma a mezzo stampa”, dice rivolgendosi a Schlein. E spiega: “La sintesi sta in quattro parole: non se ne parla. Non nascondiamoci: la scelta è politica”, asserisce. E non usa mezzi termini: “Questa scelta è un errore. Ma non per me, ma per il Pd tutto.” Continua: “Io sono per allargare il più possibile il perimetro della coalizione, ci mancherebbe. Fosse per me proverei a includere anche Calenda. Ma contesto in radice l’idea che questo lavoro, il dialogo con le componenti centrali della società italiana, il Pd lo debba esternalizzare, subappaltare, dare in outsourcing. Contesto l’idea che si debbano regalare voti decisivi ad altre forze politiche” (il riferimento è a Franco Gabrielli). 2 OTT 26
Fonte Link: ilfoglio.it







