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Tav, approvate in Senato le mozioni a favore. Bocciata quella M5s. Lega: “I 5 stelle si assumeranno la responsabilità politica”

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Una vergogna che un’opera di 30 anni fa, ora tecnicamente obsoleta, faccia cadere strumentalmente un governo. Personalmente condividevo la relazione di Conte [LINK] sia da un punto di vista tecnico che politico. LB 

Pd, Lega, Fi e Fdi votano a vicenda i rispettivi testi a favore della Torino-Lione. Il 5 stelle attaccano: “Inciucio”. Il capogruppo del Carroccio: “Troppi ostacoli per la crescita del governo. Crisi? Decide Salvini. Ma i 5 stelle si assumeranno responsabilità politica”. Zingaretti: “Conte vada al Quirinale”


Lo scontro finale sul Tav si è chiuso con un risultato secco: quattro a uno. Quattro come le mozioni a favore dell’Alta velocità Torino-Lione approvate dal Senato. Uno come l’unico documento contrario all’opera: quello del Movimento 5 stelle, respinto dall’aula di Palazzo Madama. Come annunciato, dunque, la maggioranza che sostiene il governo di Giuseppe Conte si è spaccata. Anzi si è proprio sdoppiata. “Ormai ci sono due governi?”, hanno chiesto i cronisti al viceministro leghista Massimo Garavaglia. Che non ha risposto, limitandosi a sorridere e allargare le braccia. Garavaglia è uno dei due protagonisti di una sorta di “sdoppiamento di personalità” dell’esecutivo. Quando la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha dato la parola al governo, è intervenuto per invitare “a votare a favore di tutte le mozioni che dicono sì alla Tav, e contro chi blocca il Paese”. Con Garavaglia, però, si è alzato in piedi anche il sottosegretario grillino Vincenzo Santangelo. Che – dopo aver aspettato il suo turno, con aria perplessa – si è limitato a dire: “Il governo si rimette alla decisione dell’Aula“.

 
 

Il governo ha due posizioni – Insomma: dai banchi dell’esecutivo sono arrivate due posizioni completamente opposte. E d’altra parte durante la discussione i ministri erano fisicamente separati: da una parte i leghisti, dall’altra i grillini. Tra i primi Giulia Bongiorno, Matteo Salvini, Gian Marco Centinaio e Erika Stefani. Tre sedie vuote, compresa quella che spetta al premier, li dividevano dai 5 stelle Riccardo Fraccaro e Danilo Toninelli, quest’ultimo autore di un’intervista al Corriere della Sera in cui ha definito il leader della Lega come “un nano sulle spalle di giganti che lavorano“. “Gli insulti di Renzi, della Boschi e del Pd mi divertono, gli attacchi quotidiani dei 5Stelle mi dispiacciono. Come si fa a lavorare così?”, ha replicato su Twitter Salvini, poco prima di arrivare in Aula. Dove è spuntato anche Luigi Di Maio, che è andato a sedersi tra i banchi del governo senza salutare il collega vicepremier.

 

Le mozioni e i blocchi – Separati al tavolo di governo e opposti anche nel voto tra i banchi dell’aula. Dove il capogruppo del Carroccio, Massimiliano Romeo, ha lanciato una sorta di avvertimento agli alleati grillini: “Potremmo condividere la questione identitaria ma se fate parte del governo e il presidente del Consiglio ha detto sì, dovete essere a favore della Tav, non ci sono alternative. Su un tema così importante avere due partiti di maggioranza, uno che vota in un modo e l’altro in un altro, pone sul tavolo una questione politica chiara e evidente: chi vota no alla Tav si prenderà la responsabilità politicadelle scelte che seguiranno nei prossimi giorni e mesi”. Alla fine la mozione dei 5 stelle contro la Tav l’hanno votata in 110: tutti i senatori grillini, quelli di Leu, più Tommaso Cerno, ex direttore dell’Espresso eletto a Palazzo Madama col Pd oggi molto critico con i dem. “Sono in dissenso col mio gruppo. Ho formato la mozione del M5s perché chiede al parlamento di agire per tentare di evitare all’ultimo momento uno spreco colossale di denaro. Al Pd dico, ripensateci finché siete in tempo, state facendo un errore madornale”, ha detto in fase di dichiarazione di voto. Non lo hanno ascoltato: a bocciare la mozione No Tavsono stati in 180. Il blocco pro Parigi-Lione come annunciato era composto da senatori della Lega, del Pd, di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e daEmma Bonino. Quattro le mozioni a favore della Tav approvate da Palazzo Madama: quella del Pd è passata con 180 sì, quella della leader radicale ha ottenuto 181 voti, quella di Fdi è passata con 181 sì, mentre quella di Fi I ha preso un voto in più, ottenendo 182 via libera.

Lega vota col Pd, M5s: “Inciucio” – Un risultato che il Movimento 5 stelle ha commentato con toni abbastanza netti quando ancora l’assemblea era in corso. “L’inciucio è servito“, è il testo del post pubblicato su facebook dall’account ufficiale del Movimento 5 Stelle. Un commento riferito soprattutto al sostegno da parte della Lega alla mozione del Partito democratico. Pochi minuti prima dell’inizio della seduta a Palazzo Madama, i dem hanno modificato il testo della suo documento pro-Tav, depurandolo dagli attacchi al governo e riducendolo a due righe secche sul sostegno all’opera. Una decisione che ha aperto a un consenso trasversale.“È così, sono due righe, la votiamo certamente, votiamo sì“, ha detto Massimiliano Romeo, capogruppo del Carroccio. “Abbiamo portato il Tav in Parlamento e sono venuti allo scoperto! Ma la cosa più ridicola è che la Lega li sostiene dopo che il Pd ha presentato una mozione di sfiducia su Salvini. L’inciucio è servito! Aprite gli occhi!”, attaccano i 5 stelle. “Complimenti, soprattutto per la coerenza”, incalza il senatore pentastellato Agostino Santillo e il collega Alberto Airola aggiunge: “Il Pd non finisce mai di stupire, sfiducia Salvini alla Camera e al Senato riscrive la mozione sulla Tav per andare incontro alla Lega”. 7 AGOSTO 2019

Fonte Link: ilfattoquotidiano.it

La Toscanini