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Truffa superbonus, inchiesta su fatture gonfiate in Bligny 42: tra i proprietari c’è anche Salvini

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La procura di Milano ha sequestrato 20 milioni a una ditta. Il vicepremier ha un appartamento di proprietà nello stabile

Nulla di nuovo da Salvini. LB

Rosario Di Raimondo
Condominio di viale Bligny 42, zona Bocconi a Milano. I proprietari degli appartamenti – tra loro il vicepremier Matteo Salvini – nel 2023 commissionano a due ditte lavori antisismici e di riqualificazione energetica sfruttando il superbonus 110%. Per i periti del giudice che si esprimeranno sulla vicenda, il costo degli interventi oscilla tra 900 mila e 1,2 milioni di euro. Le società, invece, dichiarano all’Agenzia delle entrate fatture milionarie. Risultato: il tribunale ordina un sequestro di oltre 20 milioni nei confronti delle aziende, nell’ambito di un’inchiesta della procura per indebita percezione ai danni dello Stato di erogazioni pubbliche.

Il sequestro è stato eseguito dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza su impulso della procuratrice aggiunta Bruna Albertini. Non è certo il primo caso scoperchiato in questi anni e su questo fronte: la truffa, appunto, in materia di superbonus. I condomini, compreso il ministro (proprietario ma non inquilino dello stabile), come spiegano fonti vicine all’indagine non sono coinvolti: loro hanno commissionato i lavori. Le ditte hanno fatto il resto.

Nello specifico: attestando costi falsi e gonfiando le fatture, hanno ottenuto crediti d’imposta, a loro volta venduti, in questo caso, alla “Gs spa” (Carrefour), estranea all’inchiesta. Che però si trova in pancia crediti irregolari acquistati in buona fede: per questo motivo è tecnicamente la destinataria del provvedimento di sequestro da 23 milioni.

Storia travagliata, quella del “42” di viale Bligny, che tra le sue vecchie etichette – come ha ricordato di recente MilanoToday – come “fortino della droga” negli anni passati. Lì il vicepremier volle acquistare un appartamento. Tempo dopo sono arrivati i lavori del superbonus. E la truffa delle aziende.

E la politica non si lascia sfuggire l’occasione. “I critici ipocriti del superbonus, come volevasi dimostrare, lo hanno ampiamente usato e in qualche caso pure con una bella truffa annessa – è il commento alla vicenda dei parlamentari M5s delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato -. È capitato al vicepremier leghista Matteo Salvini. Adesso l’autorità giudiziaria ha disposto un sequestro da più di 20 milioni di euro contestando, a quanto emerge, tutta una serie di extra costi emersi durante i lavori. In casa Lega, ma non solo, sono abituati a predicare bene e razzolare male”. 27 Maggio 2025 

Fonte Link: repubblica.it