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Ue, primo sì alla flessibilità. Si sbloccano 29 miliardi per la difesa e l’energia

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Oggi all’Eurogruppo il confronto per compensare i costi extra per l’inflazione. Difficile l’ok all’utilizzo delle maggiori entrate dovute all’extra gettito Iva

a decisione era attesa e piuttosto scontata, ma quando oggi il ministro Giancarlo Giorgetti arriverà a Lussemburgo per partecipare alla riunione dell’Eurogruppo avrà un buon motivo per sorridere: in giornata, la Commissione dovrebbe infatti dare il via libera alla richiesta del governo di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per le spese militari e per quelle contro il caro-energia.

Si tratta di quei 28,8 miliardi di euro già messi a bilancio dall’esecutivo per il biennio 2027-2028, equamente suddivisi tra difesa ed energia. Un dossier che viaggia su un binario diverso rispetto alla recente richiesta della premier Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen di concedere ulteriore flessibilità per far fronte all’impennata dell’inflazione. Su questo fronte, la partita è ancora tutta da giocare e da Bruxelles arriva qualche segnale di apertura, ma anche qualche paletto.

Fonti Ue ieri hanno fatto filtrare che effettivamente le norme del Patto consentono in qualche modo di tenere in considerazione l’aumento delle spese legato all’inflazione. Un documento del 2023, redatto dai tecnici della direzione Ecfin e trasmesso ai governi, affronta proprio la questione. «Qualora venissero fissati tetti nominali (alla spesa, ndr) e si verificasse una significativa sorpresa in termini di inflazione, ciò potrebbe costituire un motivo oggettivo per richiedere una modifica del piano – si legge -. Tali richieste di modifica dovrebbero basarsi su un’approfondita giustificazione economica». In sostanza, si apre la porta a possibili modifiche della traiettoria della spesa a causa dell’inflazione. Anche se questo vorrebbe dire rinegoziare il percorso di aggiustamento e non è detto che il governo voglia farlo.

Sarà invece più difficile esaudire la seconda richiesta contenuta nella lettera di Meloni, che intende sfruttare le maggiori entrate dovute all’extra-gettito Iva per avere ulteriori margini di manovra. Per agire in questo senso, la Commissione ha bisogno del via libera dei governi e proprio oggi ci sarà un primo confronto all’Eurogruppo, dove Giorgetti solleverà il tema. Un alto funzionario Ue ha confermato che la discussione avrà luogo, ma ha anche aggiunto che «prima di cambiare qualcosa nell’applicazione delle regole di bilancio occorre essere sicuri che si migliorino le cose perché ogni accomodamento, ogni modifica, ha un effetto in termini di credibilità del quadro di bilancio, che è esso stesso un fattore importante di stabilità e che favorisce la riduzione dei costi di finanziamento degli Stati». 08 Ottobre 2026
Fonte Link: lastampa.it