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Vibo Valentia: Cavallaro (Cisal) sulle dimissioni del Commissario straordinario della Provincia, Mario Ciclosi

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Anche a Parma il suo operato si è dimostrato un disastro. Personalmente mai avuto fiducia. LB

Di seguito nota ricevuta dall’Ufficio stampa: E’ prevalsa, alla fine, la sua piena convinzione di dover lasciare oppure il tourbillon delle schiaccianti accuse ha favorito la sua resa ?
Resta fermo un dato: se la politica ha portato al dissesto lui ha condotto verso il più ingestibile disastro. A conti fatti avrebbe fatto bene a starsene da dove è venuto.
Chiamato a superare nella maniera meno dolorosa la fine di un ciclo storico che ha rappresentato la pagina più nera della politica amministrativa del territorio della provincia di Vibo Valentia sin dalla sua nascita, avvenuta nel 1992, Mario Ciclosi ha messo il sigillo alla sua cultura dell’incapacità e della incompetenza soltanto il 21 giugno 2014.
Avrebbe dovuto guardare a questa scelta d’addio molti mesi addietro quando il motore della macchina incominciava ad andare in avaria per gli effetti devastanti della messa in opera del “sistema Ciclosi”, mettendo, tra l’altro, a dura prova quel che rimaneva dei servizi dell’apparato burocratico di Palazzo ex Enel.
Invece ha atteso queste ultime ore per convincersi che il suo penoso calvario di Commissario straordinario non reggeva più alla vergogna e soprattutto alla disapprovazione della delusa popolazione vibonese.
Per capire meglio il motivo delle sue annunciate dimissioni bisogna tornare indietro nel tempo e prendere atto che il suo percorso vibonese è stato costellato di imperdonabili e madornali errori e che hanno portato alle più che opportune conclusioni odierno.
Ecco perché non ha più senso fare un elenco dei problemi che non saputo risolvere e che hanno mandato alle ortiche le speranze di dipendenti e imprenditori in rapporto con la Provincia.
Se ne parlato tanto e forse fino alla noia. Gli risparmiamo questa ennesima umiliazione nel fare il conto delle mancate iniziative e di quelle che non ha saputo promuovere per aiutare la Provincia a superare le difficoltà ed i disagi emersi con la gestione politica.
La Cisal aveva chiesto le sue motivate dimissioni almeno sei mesi fa e prima ancora di farlo aveva invocato, a più riprese, un confronto per discutere sui problemi di tutti i giorni e soprattutto sulla condizione in cui ha relegato il personale tutto. Ma si è affidato sempre al silenzio, alla non risposta.
Lontano miglia dalla cultura della mediazione, Mario Ciclosi non si è distinto neanche per il suo approccio con il sindacato. Dei suggerimenti e delle proposte, spesso indiretti, non ha saputo mai cosa farsene.
Convinto di essere venuto a Vibo Valentia “per miracol mostrare” ha fatto di tutto per dimostrare la sua più totale incapacità amministrativa, mettendo l’Ente in condizione di soffrire quotidianamente l’inadeguatezza del sistema servizi nonostante la ferma volontà dei lavoratori di svolgere il proprio compito con professionalità e passione.
Le sue dimissioni confermano la sua debolezza amministrativa deludendo chi lo ha nominato Commissario straordinario alla Provincia di Vibo Valentia e di chi spesso si è reso portatore di buoni consigli per superare le criticità più avvilenti.
Se alla fine ha trovato il coraggio di dimettersi vuol dire che anch’egli non ha potuto non prendere atto del suo fallimento in un territorio che lo aveva accolto con interesse e attenzione.
Due anni fa ha ereditato il dissesto politico ma ai suoi eredi consegna il disastro strutturale dei servizi. sabato 21 giugno 2014

Il Segretario Generale della Cisal
Franco Cavallaro

Fonte Link Strill.it

La Toscanini