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Strage di Bologna 2 agosto 1980: Il popolo li giudicherà dai fatti

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Oggi la commemorazione della bomba alla stazione del 2 agosto 1980. Il sindaco Merola: “Non ci faremo depistare, Bologna è un’eccezione: purtroppo”.  Bolognesi (Assofamigliari): “Arrivare ai mandanti è possibile, basta volerlo”. 2 agosto del 1980 l’attentato in cui morirono 85 persone. 

di ELEONORA CAPELLI e ILARIA VENTURI

BOLOGNA
 – L’incontro in consiglio comunale, il corteo, il minuto di silenzio osservato nella piazza della stazione, annunciato e interrotto dal fischio del locomotore. Bologna non dimentica, 39 anni dopo, la strage di matrice neofascista del 2 agosto 1980 che uccise 85 persone e ne ferì 200.

Oggi è stato il giorno della commemorazione segnato da un lungo applauso che ha accolto i familiari delle vittime e i feriti – molti dei quali per la prima volta hanno raccontato il loro dramma – mentre sfilavano con una gerbera bianca appuntata al petto. Un dolore che si rinnova ogni anno da quel giorno. E la stessa ostinazione nel reclamare verità piena e giustizia.

“Le istituzioni, grazie all’opera meritoria dei suoi uomini, sono riuscite a definire una verità giudiziaria, giungendo alla condanna degli esecutori e portando alla luce la matrice neofascista dei terroristi – è il messaggio del presidente Sergio Mattarella –  L’impegno profuso non è riuscito, tuttavia, a eliminare le zone d’ombra che persistono sugli ideatori dell’attentato. È una verità che dovrà essere interamente conquistata, per rendere completa l’affermazione della giustizia”.

“La disumana ferocia della strage alla stazione di Bologna è parte incancellabile della memoria del popolo italiano e della storia della Repubblica – scrive inoltre il presidente della Repubblica nel suo messaggio – Le democrazie si nutrono dei sentimenti più profondi di umanità. È questa condivisione che ha consentito di unire le forze per sconfiggere la barbarie degli assassini, di fare prevalere il tessuto sociale che si voleva strappare, di cercare sempre e ostinatamente la verità, anche quando errori, colpevoli inerzie e ignobili complicità hanno ostacolato il percorso della giustizia”. 02 agosto 2019
Fonte Link: repubblica.it

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