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Donna muore nel messinese dopo aver mangiato pasta comprata in rosticceria

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L’episodio è avvenuto a falcone. avviata un’inchiesta da parte della procura. Grazia Marino, 74 anni, si è sentita male insieme a 4 suoi familiari. Altri sei intossicati

(corriere.it) FALCONE (MESSINA) – Analisi puntate sugli ingredienti utilizzati per preparare le lasagne al forno comprate in una polleria-rosticceria di Falcone (Me) e mangiate da una donna di 74 anni, Grazia Marino, che è morta martedì dopo il ricovero in ospedale, e da altre sei persone (tra cui 4 familiari della vittima) che hanno avuto una forte intossicazione.

IL SEQUESTRO – Edoardo Recupero, il proprietario della rivendita di polli allo spiedo e gastronomia «Peli e penne» dove sono state vendute le porzioni di pasta è indagato per omicidio colposo dalla procura di Patti (Me). L’esercizio è stato sequestrato. La pasta venduta a Falcone, però, sarebbe stata preparata a Brolo (Me) a 80 km di distanza e anche lì si concentrano le indagini dei Nas, che hanno ispezionato la polleria in via Nazionale e hanno ascoltato alcuni testimoni e l’indagato. Oltre alla sorella, al cognato e a due nipoti della vittima, sono state ricoverate in ospedale anche due ragazzine che erano in vacanza con la famiglia a Falcone, e che avevano mangiato le lasagne comprate nella stessa rosticceria. Le due ragazzine hanno avuto i sintomi di un’intossicazione e sono state ricoverate all’ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto: una è già stata dimessa, l’altra è ricoverata. Il sostituto procuratore di Patti, Rosanna Casabona, che conduce l’inchiesta sulla morte della donna e sulle intossicazioni, ha dato mandato al dottor Giulio Cardia di eseguire domani l’esame autoptico sul corpo. I medici escludono che si possa trattare di un’intossicazione da botulino e stanno analizzando le lasagne per appurare quali batteri o sostanze tossiche contengano. Il direttore sanitario dell’Asp di Messina, Santo Conti, dice: «La donna è arrivata al pronto soccorso in stato comatoso, ed è stata prontamente soccorsa, ma nonostante tutte le manovre rianimatorie è poi deceduta a un’ora dall’arrivo. Poi sono arrivati altri 4 pazienti, e anche loro accusavano dolori addominali, diarrea, vomito, febbre. I pazienti hanno riferito di aver consumato lo stesso alimento e sono stati ricoverati nel reparto di malattia infettive, mentre una bambina di 7 anni è stata ricoverata in pediatria. Allo stato le loro condizioni risultano migliorate e non destano particolari preoccupazioni». Conti aggiunge che «si stanno facendo degli esami emoculturali e cromoculturali per verificare la natura di questo evento infettivo. È già al lavoro l’ufficio di igiene pubblica per fare l’indagine epidemiologica, sia ai pazienti ricoverati ma anche ad altri componenti del nucleo familiare, e dove possibile ad altri clienti della rosticceria dove è stato acquistato il cibo». (fonte: Ansa)

Redazione online
11 agosto 2010

La Toscanini