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Per salvare il pianeta dobbiamo rivedere le priorità energetiche e alimentari

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(barillacfn.com) A fischiare il calcio d’inizio ci pensa Jeremy Rifkin, che propone una politica d’intervento veloce ed efficace che eviti “l’estinzione dell’essere umano”. In tutti questi anni la nostra economia si è basata prevalentemente sul petrolio. Una politica miope e dannosa, che nel tempo ha avuto effetti deleteri anche sul prezzo dei prodotti agricoli. Cosa si può fare? Per Rifkin “abbiamo bisogno di un nuovo regime energetico, innanzitutto in campo agricolo, e dobbiamo cambiare molto velocemente le nostre priorità alimentari”.

Non c’è dubbio che le rinnovabili rappresentino il futuro e che occorra sfruttarle nel campo delle costruzioni “convertendo tutte le infrastrutture in micro-centrali energetiche” capaci di produrre e immagazzinare questa energia, in modo da “costruire una rete di comunicazione che metta a disposizione di tutti l’energia prodotta in eccesso”. La seconda sfida è rappresentata dalle nostre abitudini alimentari. Basti pensare che “se le costruzioni rappresentano la prima causa dei cambiamenti climatici, al secondo posto troviamo l’allevamento del bestiame, ossia la carne” sottolinea Rifkin. E non solo. “Il 40% del cibo che produciamo è rappresentato dai cereali che servono per nutrire gli animali”. Una catena alimentare inefficiente considerato che, in un mondo dove l’accesso al cibo non è garantito a tutti, “servono 5 chilogrammi di cereali per produrre un solo chilo di carne, mentre esistono dei vegetali in grado di contenere 10 volte di più le proteine che troviamo nella carne”. Dobbiamo, dunque, diventare tutti vegetariani? Non proprio, spiega l’economista, “ma gli essere umani sono onnivori, ossia sono stati ‘progettati’ per mangiare tanta frutta e verdura e, solo qualche volta, la carne; e se poi decidiamo di farne a meno, tanto meglio”. La dieta mediterranea risponde proprio a questi requisiti e l’Italia dovrebbe fare leva su questo immenso patrimonio, fatto di cultura e tradizioni. Basta con i mangimi, dobbiamo riscoprire i sapori di casa e ritarare l’agricoltura. Solo così riusciremo a vincere questa importante partita.

La Toscanini