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Farina di insetti e carne artificiale: fanno male alla salute?

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Se vi state chiedendo se la farina d’insetto potrà essere inserita a vostra insaputa nei prodotti pronti (snack, prodotti da forno, pasta ecc.) la risposta è no.
Innanzitutto, c’è una sostanziale differenza di prezzo: la farina di insetto costa circa 13 euro all’ingrosso, mentre quella di un frumento comune circa 0,5 euro; in secondo luogo, c’è la questione allergeni. Bachi da seta, cavallette, tarme della farina, locuste, appartengono alla famiglia degli artropodi come i crostacei (gamberetti, granchi ecc.) e ne condividono la reattività delle proteine, le stesse che troviamo nei molluschi.
Volete escludere anche la possibilità di una contaminazione durante il confezionamento o la lavorazione? Prestate attenzione alla scritta sotto gli ingredienti e se leggete “potrebbe contenere tracce di crostacei” oppure “potrebbe contenere tracce di molluschi” o ancora “confezionato in uno stabilimento nel quale si lavorano crostacei e molluschi” allora lasciate a scaffale.
Esistono pericoli per la salute? EFSA lo esclude (sulla base dei dati scientifici oggi in suo possesso) ma dobbiamo considerare che gli insetti sono alimento diffuso in molte nazioni del pianeta: Africa, Asia, America centrale (incluso il Messico) li consumano abitualmente.
Preciso che non sono una sostenitrice di questo Novel Food, come viene chiamato in termine tecnico, e che lo mangerei solo se il mio sostentamento fosse in grave pericolo. Ciò nonostante, è il disegno generale che vi invito a considerare.

Carne di laboratorio: l’illusione nel piatto

La carne sintetica – continua Caramma – è un altro tema emergente che prima o poi tornerà anche in Italia, nonostante per ora sia stato bloccato. Vediamo come si ottiene: si estraggono cellule staminali dai muscoli di animali adulti viventi o da embrioni animali che poi vengono trasferite in un bioreattore, una sorta di incubatrice, dove vengono fatte proliferare sino a che si formano piccole fibre.
Questo processo ha bisogno di un nutriente che fornisca ormoni, proteine, amminoacidi: si usa il siero fetale bovino, ricavato dal sangue raccolto dal feto di bovine gravide durante il processo di macellazione. Ho sentito e visto commenti entusiasti di vegetariani e vegani sulla carne sintetica, credo che però ignorino la provenienza del terreno di crescita, il motore che consente alla carne sintetica di crescere.
Non credo sia una valida alternativa al problema degli allevamenti intensivi e non esistono, a oggi, studi scientifici che garantiscano l’assenza di ripercussioni sulla salute umana.
Monia Caramma