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Salviamo le scuole serali di Parma

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Marco Adorni candidato sindaco lista L'altra Parma
Marco Adorni candidato sindaco lista L’altra Parma

Salviamo le scuole serali di Parma
di Marco Adorni
candidato sindaco L’Altra Parma – Uniti per la Costituzione

Giunta ormai alla fine dell’anno scolastico, la scuola pubblica serale di Parma rivive l’incubo dell’anno scorso: quello di non ripartire.

Ricordiamo che quando si dice “scuola serale a Parma” si parla di sette istituti – Giordani, Bodoni, Toschi, Itis da Vinci, Ipsia Levi, Rondani e Magnaghi Solari di Salso – frequentati da diverse centinaia di studenti (compresa la provincia).

Il fenomeno non tocca solo Parma. È sufficiente farsi un giro sui siti dei giornali locali per scoprire che in certi territori la scure del Governo si sta abbattendo su studenti e lavoratori delle scuole serali di molte città italiane. La scusa è la mancanza di fondi e conseguentemente la necessità di razionalizzare l’organico.

Può essere utile ripercorrere quanto avvenuto fin qui a proposito di scuole serali a Parma.

L’Ufficio ambito territoriale di Parma (Uat, ex Provveditorato agli studi), il 19 maggio 2021, pubblicò un decreto di ripartizione dei posti e della dotazione organica di tutti gli ordini di scuola in virtù del quale gli oltre 600 studenti delle scuole serali della nostra città erano destinati a scomparire: non avrebbero più potuto continuare gli studi per l’anno successivo.

I primi a mobilitarsi furono gli studenti e i docenti dell’istituto Pietro Giordani. Nel giugno 2021 venne organizzato un presidio davanti alla Prefettura di rappresentanti dei sindacati, diverse associazioni, gruppi e comitati. E una delegazione era stata ricevuta dal Prefetto, il quale raccolse le segnalazioni e le preoccupazioni di docenti e studenti. Questo aveva spinto i rappresentanti delle istituzioni comunali e regionali ad intervenire presso il governo e il Ministero. Attenzione venne mostrata anche dall’assessorato regionale e dall’ufficio scolastico provinciale di Parma.

I consiglieri regionali Matteo Daffadà (Pd) e Federico Alessandro Amico (Emilia-Romagna Coraggiosa) presentarono un’interrogazione scritta per sollecitare un intervento da parte della Giunta regionale in quanto i tre principali sindacati della scuola avevano lanciato l’allarme sul taglio degli organici nelle scuole serali.

Secondo i due consiglieri, la Giunta avrebbe dovuto farsi promotrice, presso il Ministero dell’Istruzione, di una soluzione, affinché le scuole serali si vedessero restituita la quota di organico completo e nel caso, incalzassero gli organi provinciali competenti a disporre l’apertura di un tavolo politico-sindacale per rappresentare le istanze dei tanti lavoratori e cittadini frequentanti le serali in regione e a Parma.

Passata l’estate, nel settembre 2021, visto che la situazione non si sbloccava, vi fu un incontro informativo fra i tre sindacati territoriali di categoria più importanti e i funzionari dello Uat sul tema degli organici della Scuola secondaria di secondo grado: era stato appreso che non vi era più la copertura dell’organico di diritto per le venti cattedre dei corsi serali della nostra provincia. Furono scritte lettere al Provveditore di Parma e al Presidente della Repubblica.

Il Provveditore disse che avrebbe provveduto con l’organico di fatto, in realtà nemmeno un’ora venne assegnata ai serali. L’unica soluzione fu che si arrivò, a scuola già iniziata (fine settembre), e solo dopo che si erano levate vibranti proteste, a un provvedimento-tampone: durante la seduta congiunta della Commissione assembleare Sanità e Scuola, si decise di destinare parte delle risorse del Decreto sostegni bis (per l’Emilia-Romagna si trattava di 25 milioni e 800 mila euro) per assumere docenti per le scuole serali.

Facciamo notare, di passata, che il cosiddetto Decreto sostegni bis non soddisfaceva per nulla i bisogni della scuola. A scuola, nonostante le promesse, sono rimaste le classi pollaio, gli stipendi da fame dei docenti, il ritardo nell’assegnazione delle cattedre a causa dei vuoti di organico: il solito sfruttamento del lavoro a cui gli insegnanti sono ormai tristemente rassegnati.

Comunque, la scelta di ricorrere al personale dell’organico Covid, con contratti che scadevano al 31 dicembre 2021, non era lungimirante: per portare a termine l’anno scolastico ci si trovò costretti ad assumere personale non esperto, giunto peraltro con grande ritardo, rendendo così “precari” tutti i corsi serali di Parma e provincia.

E oggi?

Nell’aprile scorso, le scuole serali di Parma sono state informate che la situazione è identica all’anno scorso. Per le otto scuole serali di Parma, che contano, già oggi, un numero di iscrizioni in città che oscilla tra le 600 e 700 unità, è stato garantito l’organico di diritto solo per le classi quinte. Sulle classi terze e quarte si allungano pesanti ombre.

Questo caso ci dice che stiamo assistendo a una rinuncia dello Stato dalla sua funzione di presidio della legalità e della democrazia. Le scuole serali svolgono un ruolo sociale di valore importantissimo. Intanto perché offrono una seconda chance a lavoratori o in generale a persone che intendono chiudere il proprio percorso di studi. Poi danno la possibilità di integrarsi nella società anche a chi proviene da altri Paesi e si trova in difficoltà sul piano socioeconomico – fa sorridere che sia lo stesso Governo, con le sue note ministeriali, a stabilire il nesso tra scuole serali e riduzione del disagio sociale.

Il danno è grave anche in relazione al contesto della scuola italiana che, lo dicono tutte le statistiche, è attraversata dal fenomeno (gravissimo) degli abbandoni scolastici, cresciuti, in questi ultimi due anni, a causa della pandemia. La scuola serale rimane un’ancora di salvezza fondamentale per coloro che, usciti da un percorso di formazione, possono godere dell’occasione di riprendere in mano la propria vita. Visto che nei seminari sui problemi della scuola si parla continuamente del problema di trovare modalità di contrasto alla dispersione scolastica, perché non voler comprendere che sono proprio le scuole serali lo strumento più adatto per limitarne la crescita?

Qualora fossi eletto sindaco di Parma, aprirei immediatamente un tavolo politico-sindacale con gli enti locali, il Prefetto, le forze di opposizione e maggioranza presenti in Consiglio, i sindacati della scuola (tutti) per mettere un punto fermo, fare massa critica e costruire una campagna permanente di pressione, in coordinamento con le altre regioni del Paese, per far sì che il Ministero ascolti le ragioni dei tanti docenti, studenti e lavoratori posti sotto la spada di Damocle di misure anticostituzionali.

Credo che sia urgente e improrogabile opporsi alla macelleria sociale del neoliberismo, e che l’unico rimedio sia ripartire dai principî fondamentali della nostra Costituzione per tradurli in un’azione politica coerente e ben strutturata.

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