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Coronavirus, diretta – Contagiati a quota 21mila. Terapie intensive, l’allarme della Regione Lombardia: “Tutte le sere ci avviciniamo al punto di non ritorno”. Bergamo, muore a 47 anni addetto del 118

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LA CRONACA ORA PER ORA – Da Palazzo Chigi arriva un nuovo appello alla popolazione: “È il momento della responsabilità di tutti, nessuno si sposti”. Stop treni notte, 7mila denunce per violazioni delle misure. In Lombardia il contagio avanza e l’assessore al Welfare denuncia nuove carenze, mentre la Regione polemizza con la Protezione civile sulle mascherine e nomina Guido Bertolaso come consulente. Primi due casi nel governo: sono i viceministri Sileri e Ascani

Nel giorno in cui il numero dei contagiati in tutta Italia supera quota 20mila, il focus dell’emergenza coronavirus resta la Regione Lombardia. “Abbiamo pochi posti liberi nelle terapie intensive, siamo vicini al punto di non ritorno“, denuncia ai microfoni di Sky l’assessore al Welfare Giulio Gallera, per poi specificare più tardi a Stasera Italia Weekend che “abbiamo ancora una possibilità espansiva” ma “sono almeno 7 giorni che arriviamo a fine serata” solo “con 15” letti liberi.

Mentre da Palazzo Chigi arriva un nuovo appello alla popolazione: “È il momento della responsabilità di tutti. Non si possono bloccare tutti i trasporti”. “Va fatto uno sforzo in più. Anche da parte di chi lavora o studia in un’altra regione diversa dal luogo dove ha la propria famiglia o la residenza: non si sposti”, spiega Palazzo Chigi. Una comunicazione che arriva dopo i dati del Viminale sul mancato rispetto delle disposizioni contenute nel decreto dell’8 marzo: sono oltre 7mila, infatti, le persone denunciate per aver dichiarato il falso nell’autocertificazione, per essere fuori casa senza motivo o, peggio ancora, per aver tenuto aperto il proprio negozio. Non è dato sapere, invece, se tra i denunciati c’è anche chi – come ha fatto sapere il governatore della Puglia Michele Emiliano – ha lasciato in queste ore il Nord per recarsi al Sud con i treni notturni, che da oggi sono stati aboliti.

Oggi è stato anche il giorno della polemica tra Lombardia e Protezione civile sulla questione mascherine. “Ci hanno inviato materiali di carta igienica, non marchiate Ce, le abbiamo ritirate”, ha detto Gallera. Il tutto mentre il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha nominato Guido Bertolaso come “consulente personale” per la realizzazione del progetto riguardante la costruzione di un ospedale dedicato ai pazienti Covid nelle strutture messe a disposizione della Fondazione Fiera di Milano al Portello. A Bergamo è morto un operatore del 118 risultato positivo al coronavirus: l’uomo aveva 47 anni. Ci sono anche i primi rappresentanti del governo italiano positivi al Covid-19 (i viceministri Sileri e Ascani).

Gallera: “Ogni sera vicini a punto di non ritorno”
“Abbiamo pochissimi posti liberi nelle terapie intensive“, denuncia ai microfoni di Sky l’assessore al Welfare Giulio Gallera, spiegando che ogni sera i letti disponibili arrivano ad essere “tra i 15 e i 20”. Per questo l’assessore sottolinea che ogni sera “il punto di non ritorno è vicino”. Poi, tra sale operatorie, guariti e nuove aree dedicate che nascono negli ospedali, ogni giorno la forbice si allarga, fino agli 898 posti disponibili per pazienti, di cui 732 occupati oggi da persone positive, citati da Gallera in conferenza stampa. Il tetto massimo ad oggi è stato fissato dalla Regione a 1090 posti. Ma “abbiamo ancora una possibilità espansiva. E’ chiaro che i miracoli non siamo in grado di farli”, ha poi spiegato Gallera a Stasera Italia Weekend, aggiungendo che “sono almeno 7 giorni che arriviamo a fine serata” solo “con 15” letti liberi. Dichiarazioni che si inseriscono anche nella polemica con la protezione civile, nel giorno in cui il governatore Attilio Fontana ha annunciato Guido Bertolaso come nuovo “consulente personale” per la realizzazione dell’ospedale alla fiera di Milano, proprio quello su cui già ieri c’erano stati diversi attriti tra Regione e Protezione civile. Una polemica che sembrava chiusa con la nota del Dipartimento secondo la quale, d’intesa proprio con la Regione, si era deciso di potenziare i posti letto di terapia intensiva di tutti gli ospedali.

 

Palazzo Chigi: “Serve uno sforzo in più”
“Gli spostamenti all’interno delle nostre città, strade e piazze vanno limitati ai soli motivi essenziali, alle sole esigenze realmente indifferibili, ovvero per andare a lavoro, per ragioni di salute o situazioni di necessità”. Lo scrive Palazzo Chigi in una nota rivolta ai cittadini”. “È il momento della responsabilità di tutti – si legge – Non si possono bloccare tutti i trasporti, altrimenti non si riuscirebbero a garantire i servizi essenziali e ad evitare che il Paese si fermi totalmente”. Palazzo Chigi aggiunge quindi che “va fatto uno sforzo in più da parte di tutti. Anche da parte di chi lavora o studia in un’altra regione diversa dal luogo dove ha la propria famiglia o la residenza: non si sposti. Se si vuole davvero bene ai propri cari, e per il bene di tutti, vanno evitati questi viaggi“. Proprio per contrastare l’emergenza, e nell’ambito degli interventi volti alla riduzione dei treni ordinari a lunga percorrenza, il Ministero dei Trasporti ha disposto da stasera il blocco dei treni notturni.

In Italia 21.157 casi, 1.441 vittime
A leggere i dati della Protezione civile, i malati di coronavirus in Italia sono 17.750 (2.795 in più di ieri), mentre il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 21.157. Sono arrivate a 1.441, invece, le vittime, con un aumento di 175 decessi rispetto a 24 ore fa. Ieri, tuttavia, i morti erano stati 250. Quindi è da registrare un netto calo: a livello statistico conta niente, ma resta una buona notizia. Come i guariti, che sono 1.966, 527 in più di ieri. In terapia intensiva, invece, sono ricoverate 1.518 persone (+190). Dei 17.750 malati complessivi, 8.372 sono ricoverati con sintomi e 7.860 sono quelli in isolamento domiciliare. In percentuale, sono aumentati del 36,7% i guariti nelle ultime 24 ore, mentre per i morti c’è stato un incremento del 13,8%, uno dei più bassi degli ultimi giorni. In Lombardia, in particolare, il numero dei decessi è aumentato di circa l’8%, pari a 76 casi, contro i 146 di ieri. Infine, il numero dei malati è cresciuto con un incremento del 18,6%.

 

La polemica Gallera-Borrelli sulle mascherine
Da registrare, nel ping pong di conferenze stampa tra Regione Lombardia e Protezione Civile, una polemica aspra tra l’assessore al Welfare lombardo Gallera e il commissario Angelo Borrelli. Entrambi parlano di massima coesione, di grande collaborazione per superare insieme l’emergenza, ma tutti e due hanno alzato i toni quando si è trattato di rispondere sulla questione delle mascherine inviate dalla Protezione civile alla Lombardia. “Ci hanno inviato materiali di carta igienica, non marchiate Ce, le abbiamo ritirate” ha detto Gallera, con Borrelli che a sua volta ha parlato di “polemiche destituite di ogni fondamento. Mi auguro che anche da parte di tutte le restanti istituzioni si possa esser coesione – ha detto Borrelli – Siamo di fronte ad una grande pandemia dobbiamo lavorare tutti insieme senza polemiche“.

Il quadro regione per regione
Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 9.059 i malati in Lombardia (1.327 in più di ieri), 2.349 in Emilia Romagna (+338), 1.775 in Veneto (+322), 814 in Piemonte (+20), 863 nelle Marche (+165), 614 in Toscana (+159), 320 nel Lazio (+78), 243 in Campania (+30), 384 in Liguria (+80), 271 in Friuli Venezia Giulia (+35), 150 in Sicilia (+24), 156 in Puglia (+35), 199 in Trentino (+42), 106 in Abruzzo (+23), 103 in Umbria (+30), 17 in Molise (+0), 47 in Sardegna (+4), 41 in Valle d’Aosta (+14), 59 in Calabria (+22), 170 in Alto Adige (+47), 10 in Basilicata (+0). I tamponi complessivi sono 109.170, oltre 74mila dei quali in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.  14 MARZO 2020

Fonte Link: ilfattoquotidiano.it

 
 
 
 
 
 
 

Oggi è stato anche il giorno della polemica tra Lombardia e Protezione civile sulla questione mascherine. “Ci hanno inviato materiali di carta igienica, non marchiate Ce, le abbiamo ritirate”, ha detto Gallera. Il tutto mentre il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha nominato Guido Bertolaso come “consulente personale” per la realizzazione del progetto riguardante la costruzione di un ospedale dedicato ai pazienti Covid nelle strutture messe a disposizione della Fondazione Fiera di Milano al Portello. A Bergamo è morto un operatore del 118 risultato positivo al coronavirus: l’uomo aveva 47 anni. Ci sono anche i primi rappresentanti del governo italiano positivi al Covid-19 (i viceministri Sileri e Ascani).

Gallera: “Ogni sera vicini a punto di non ritorno”
“Abbiamo pochissimi posti liberi nelle terapie intensive“, denuncia ai microfoni di Sky l’assessore al Welfare Giulio Gallera, spiegando che ogni sera i letti disponibili arrivano ad essere “tra i 15 e i 20”. Per questo l’assessore sottolinea che ogni sera “il punto di non ritorno è vicino”. Poi, tra sale operatorie, guariti e nuove aree dedicate che nascono negli ospedali, ogni giorno la forbice si allarga, fino agli 898 posti disponibili per pazienti, di cui 732 occupati oggi da persone positive, citati da Gallera in conferenza stampa. Il tetto massimo ad oggi è stato fissato dalla Regione a 1090 posti. Ma “abbiamo ancora una possibilità espansiva. E’ chiaro che i miracoli non siamo in grado di farli”, ha poi spiegato Gallera a Stasera Italia Weekend, aggiungendo che “sono almeno 7 giorni che arriviamo a fine serata” solo “con 15” letti liberi. Dichiarazioni che si inseriscono anche nella polemica con la protezione civile, nel giorno in cui il governatore Attilio Fontana ha annunciato Guido Bertolaso come nuovo “consulente personale” per la realizzazione dell’ospedale alla fiera di Milano, proprio quello su cui già ieri c’erano stati diversi attriti tra Regione e Protezione civile. Una polemica che sembrava chiusa con la nota del Dipartimento secondo la quale, d’intesa proprio con la Regione, si era deciso di potenziare i posti letto di terapia intensiva di tutti gli ospedali.

 

Palazzo Chigi: “Serve uno sforzo in più”
“Gli spostamenti all’interno delle nostre città, strade e piazze vanno limitati ai soli motivi essenziali, alle sole esigenze realmente indifferibili, ovvero per andare a lavoro, per ragioni di salute o situazioni di necessità”. Lo scrive Palazzo Chigi in una nota rivolta ai cittadini”. “È il momento della responsabilità di tutti – si legge – Non si possono bloccare tutti i trasporti, altrimenti non si riuscirebbero a garantire i servizi essenziali e ad evitare che il Paese si fermi totalmente”. Palazzo Chigi aggiunge quindi che “va fatto uno sforzo in più da parte di tutti. Anche da parte di chi lavora o studia in un’altra regione diversa dal luogo dove ha la propria famiglia o la residenza: non si sposti. Se si vuole davvero bene ai propri cari, e per il bene di tutti, vanno evitati questi viaggi“. Proprio per contrastare l’emergenza, e nell’ambito degli interventi volti alla riduzione dei treni ordinari a lunga percorrenza, il Ministero dei Trasporti ha disposto da stasera il blocco dei treni notturni.

In Italia 21.157 casi, 1.441 vittime
A leggere i dati della Protezione civile, i malati di coronavirus in Italia sono 17.750 (2.795 in più di ieri), mentre il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 21.157. Sono arrivate a 1.441, invece, le vittime, con un aumento di 175 decessi rispetto a 24 ore fa. Ieri, tuttavia, i morti erano stati 250. Quindi è da registrare un netto calo: a livello statistico conta niente, ma resta una buona notizia. Come i guariti, che sono 1.966, 527 in più di ieri. In terapia intensiva, invece, sono ricoverate 1.518 persone (+190). Dei 17.750 malati complessivi, 8.372 sono ricoverati con sintomi e 7.860 sono quelli in isolamento domiciliare. In percentuale, sono aumentati del 36,7% i guariti nelle ultime 24 ore, mentre per i morti c’è stato un incremento del 13,8%, uno dei più bassi degli ultimi giorni. In Lombardia, in particolare, il numero dei decessi è aumentato di circa l’8%, pari a 76 casi, contro i 146 di ieri. Infine, il numero dei malati è cresciuto con un incremento del 18,6%.

 

La polemica Gallera-Borrelli sulle mascherine
Da registrare, nel ping pong di conferenze stampa tra Regione Lombardia e Protezione Civile, una polemica aspra tra l’assessore al Welfare lombardo Gallera e il commissario Angelo Borrelli. Entrambi parlano di massima coesione, di grande collaborazione per superare insieme l’emergenza, ma tutti e due hanno alzato i toni quando si è trattato di rispondere sulla questione delle mascherine inviate dalla Protezione civile alla Lombardia. “Ci hanno inviato materiali di carta igienica, non marchiate Ce, le abbiamo ritirate” ha detto Gallera, con Borrelli che a sua volta ha parlato di “polemiche destituite di ogni fondamento. Mi auguro che anche da parte di tutte le restanti istituzioni si possa esser coesione – ha detto Borrelli – Siamo di fronte ad una grande pandemia dobbiamo lavorare tutti insieme senza polemiche“.

Il quadro regione per regione
Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 9.059 i malati in Lombardia (1.327 in più di ieri), 2.349 in Emilia Romagna (+338), 1.775 in Veneto (+322), 814 in Piemonte (+20), 863 nelle Marche (+165), 614 in Toscana (+159), 320 nel Lazio (+78), 243 in Campania (+30), 384 in Liguria (+80), 271 in Friuli Venezia Giulia (+35), 150 in Sicilia (+24), 156 in Puglia (+35), 199 in Trentino (+42), 106 in Abruzzo (+23), 103 in Umbria (+30), 17 in Molise (+0), 47 in Sardegna (+4), 41 in Valle d’Aosta (+14), 59 in Calabria (+22), 170 in Alto Adige (+47), 10 in Basilicata (+0). I tamponi complessivi sono 109.170, oltre 74mila dei quali in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.