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A Milano città vince il Pd, boom di Carlo Calenda e della lista di Azione

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Renzi e Calenda. Foto LaPresse - Mourad Balti Touati
Renzi e Calenda. Foto LaPresse – Mourad Balti Touati

la città italiana più europea ha fatto una scelta non populista. LB
Nel capoluogo lombardo Fratelli d’Italia si ferma intorno al 19%. Pd primo partito con il 26% dei voti. Il M5S non sfonda e si ferma al 6%. Carlo Calenda prende il 16,3% al Senato e il 23,05% alla Camera, seconda lista più votata del comune. Ma in Lombardia il Centrodestra stravince

Milano città si conferma non seguire il trend nazionale. L’affluenza è scesa anche nel capoluogo lombardo, ma meno che rispetto alla media del Paese. L’affluenza si è abbassata di quasi 5 punti percentuali, dal 73,24% di quattro anni fa al 68,41% del 2022. Completamente diverso il risultato elettorale. Il Pd è risultato il primo partito sia alla Camera sia al Senato e così la coalizione di Centrosinistra ha prevalso. Fratelli d’Italia e Calenda si spartiscono la seconda posizione, i primi al Senato e i secondi alla Camera. Continuano a non sfondare i grillini.

I risultati di Milano al Senato

Dopo lo scrutinio di tutte le 1.068 sezioni la coalizione di Centrosinistra (Antonio Misiani) ha raccolto il 39,08% dei voti mentre quella di Centrodestra (Maria Cristina Cantù) il 33,29% con Calenda (Ivan Scalfarotto) che a Milano è effettivamente terzo polo al 16,34%. Nel dettaglio, il Pd ha preso il 26,13% delle preferenze, Alleanza Verdi e Sinistra 6,43%, +Europa 6,19% e Impegno Civico di Luigi Di Maio lo 0,33%.

Per il Centrodestra, Fratelli d’Italia ha diminuito di oltre 7 punti percentuali il risultato nazionale e si è fermata al 18,98%, Lega al 6,78% e Forza Italia 6,16%. Noi Moderati di Lupi, Toti e Brugnaro si sono attestati all1,37%. Buono il risultato della lista Calenda, terzo partito in città al 16,34% mentre il Movimento 5 Stelle non sfonda come al Sud ma ottiene comunque gli stessi voti della Lega al 6,79%. Italexit e Unione Popolare (De Magistris) appaiate entrambe all’1,4%.

I risultati di Milano alla Camera

Nelle 429 sezioni si amplia il divario tra Centrosinistra e Centrodestra con la lista Calenda che apparentemente ha tolto voti a quest’ultima. Il Centrosinistra con Benedetto Della Vedova ha preso il 37,85% delle preferenze mentre Giulio Tremonti per il Centrodestra ha ottenuto il 30,37%. Nel dettaglio, il Pd ha registrato il 25,9% dei voti, +Europa 6,11%, Alleanza Verdi e Sinistra 5,94% e Di Maio 0,37%. Nell’altro schieramento, Fratelli d’Italia poco sopra al 19% (19,03%), Forza Italia 5,58%, Lega 4,27%, Noi Moderati 1,31%. Boom di Calenda con Giulia Pastorella, che ha preso il 23,05% delle preferenze e alla Camera è risultata la seconda lista in città dopo il Pd e prima di FdI. M5S al 5,02%, Unione Popolare all1,22% e Italexit all’1,19%. 

Renzi e Calenda bene anche in provincia

Non solo in città, il buon risultato di Azione e Italia Viva si estende anche alla provincia del capoluogo lombardo. Alla Camera a Basilio si è raggiunto il 19,75%, a Segrate la lista ha raggiunto il 17,1%, a San Donato Milanese il 15,4% e per rimanere ai risultati vicini o superiori alla doppia cifra tra i grandi comuni dell’hinterland ci sono Arese (14,3%), Cernusco (13,6%), Magenta e Peschiera Borromeo (12,4% entrambi), Assago (11,9%) Buccinasco e Legnano (all’11,6%), Lainate (10,3%), Rho e Carugate (9,9%).

“La tornata elettorale ha registrato un ottimo risultato per il Terzo Polo in città e nell’area metropolitana milanese”, hanno commentato i coordinatori Di Italia Viva Milano Provincia Lucia Caridi e Gianluca Pomo. “La media della percentuale ottenuta dalla lista Italia Viva/Azione nella provincia di Milano è di oltre l’11%. Straordinari alcuni dati di comuni importanti come Segrate, San Donato o Arese. RenewEurope Italia qui è già realtà”.

In Lombardia però stravince il Centrodestra

Se Milano è rimasta una delle ultime roccaforti della sinistra, nel resto della regione il Centrodestra si è imposto con un risultato di coalizione oltre il 50%. Fratelli d’Italia grazie al 27,6% doppia il risultato raggiunto dalla Lega (13,87%) e più che triplica quello di Forza Italia (7,94%). Adesso è anche possibile che verrà messa in discussione la ricandidatura di Attilio Fontana alle regionali del 2023. Il leader della Carroccio, Matteo Salvini ha ribadito che il presidente uscente sarà in corsa per il bis, ma sostenerlo ora sarà più complesso.

In lizza per il ruolo di governatore dovrebbe esserci anche la vicepresidente Letizia Moratti, vicina a Forza Italia e stimata da Meloni, ma anche dal terzo polo, che chiede una risposta alla sua disponibilità a candidarsi al posto di Fontana. Proprio la lista nata dall’alleanza tra Azione e Italia Viva può vantare di avere centrato, almeno in Lombardia, l’obiettivo della doppia cifra (10,11%), percentuale figlia anche dell’ottimo risultato di Milano e provincia. (26/09/2022)

Fonte Link: milanofinanza.it



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