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G20 A BALI, LA DICHIARAZIONE FINALE CONDIVISA DAI LEADER: PANDEMIE, VACCINI A MRNA E GREEN PASS PER SEMPRE

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Fine Covid mai. Avanti tutta con vaccini a mNra e Green pass, o qualcosa che ci somiglia molto. Il tutto, con l’aiuto della finanza.

Lo afferma la dichiarazione finale dei leader mondiali che hanno partecipato al G20 a Bali il 15 e 16 novembre 2022. Vale inoltre la pena di ricordare che c’era pure un portatore d’interesse privato: Klaus Schwab, del World economic forum.

Il lungo testo partorito dal G20, da cui l’Italia non si è minimamente discostata, dedica a Covid e dintorni ben cinque paragrafi: quelli dal numero 19 al numero 23. Vediamo di seguito che cosa dicono.

In sostanza, l’epidemia secondo il G20 non è finita: si intende continuare a contrastarla con l’armamentario solito, cui ora si aggiungono appunto gli strumenti finanziari. Si invoca inoltre il partenariato fra pubblico e privato.

Finanza e salute, che bella coppia! E poi il partenariato fra pubblico e privato. Come quello scattato fra l’Unione europea e le case produttrici dei “vaccini” Covid, che ha innescato le indagini della procura antifrode? Pingui finanziamenti a fondo perduto, acquisti spropositati di dosi…

La dichiarazione dice anche che la gestione di Covid e altre eventuali epidemie future continuerà ad avvenire sotto l’egida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ed entro la ragnatela di accordi degli ultimi due anni. I risultati di questo tipo di gestione, li conosciamo.

Innanzitutto il Covid non è finito, secondo il G20, e il vaiolo delle scimmie gli sta tuttora facendo compagnia. In traduzione, alcuni passi salienti del paragrafo 19:

Sebbene la pandemia di Covid-19 non sia finita, l’Oms ha recentemente dichiarato il vaiolo delle scimmie come un’altra preoccupazione internazionale per l’emergenza sanitaria pubblica

Di fronte a questa situazione,

Riaffermiamo il nostro impegno a rafforzare la governance sanitaria globale, con il ruolo guida e di coordinamento dell’Oms e il sostegno di altre organizzazioni internazionali.

Già, ma con quale denaro si paga il rafforzamento della governance sanitaria globale? La risposta è nel paragrafo 20. Sempre in traduzione, sempre solo i passi salienti e con l’aggiunta di alcuni link ai documenti citati.

Vi è un deficit annuale di finanziamento del Ppr pandemico (l’acronimo sta per Pandemic Preparedness and Response, Preparazione e risposta alla pandemia, ndr) di circa 10 miliardi di dollari […] Accogliamo con favore la fornitura di risorse finanziarie aggiuntive […e] l’istituzione di un nuovo Fondo intermediario finanziario per Ppr pandemico (il “Fondo pandemico”) ospitato dalla Banca mondiale. 

Il cosiddetto Occidente, in netta maggioranza all’interno del G20, considera la finanza il motore del mondo: ovvio che la consideri anche il motore del contrasto alle epidemie. Se ne parla anche nel paragrafo 21:

È essenziale continuare la collaborazione tra i ministeri delle finanze e della salute per la Ppr pandemica. Estendiamo il mandato della Task Force […]

La task force il questione, tenuta a battesimo a Roma, unisce appunto i ministeri di Salute e Finanze. Essa nel 2023

continuerà a sviluppare accordi di coordinamento tra i ministeri delle finanze e della sanità […] si impegnerà a lavorare per comprendere meglio i rischi economici e le vulnerabilità derivanti dalle pandemie, nonché come mitigarli, con particolare attenzione alla finanza e al coordinamento sanitario in risposta a nuove pandemie.

In attesa delle “nuove pandemie”, visto che – dice il G20 – quella di Covid è ancora in corso, la dichiarazione mette l’ennesimo accento sui vaccini Covid. Alle cure è dedicato un solo vocabolo. Inoltre le cure contro il Covid, secondo il G20, non sono un bene pubblico: ma i vaccini sì. Paragrafo 22:

Riconosciamo che l’ampia vaccinazione contro il Covid-19 è un bene pubblico globale e continueremo i nostri sforzi per garantire un accesso tempestivo, equo e universale a vaccini, terapie e diagnostica.

La vaccinazione Covid viaggia a braccetto con il Green pass. La dichiarazione del G20 vi accenna, pur senza nominarlo esplicitamente. Peraltro, a proposito dei passaporti vaccinali, non cita neanche il Covid. Green pass per tutti i vaccini possibili e immaginabili, forse? Al paragrafo 23:

Riconosciamo l’importanza di standard tecnici e di metodi di verifica condivisi […] per facilitare i viaggi internazionali senza soluzione di continuità, inter-operabilità e riconoscimento di soluzioni digitali e soluzioni non digitali, compresa la prova delle vaccinazioni.

Sempre nel paragrafo 23 si parla di partenariato fra pubblico e privato e di produzione di vaccini Covid. Neanche si citano i vaccini basati sul virus attenuato o inattivato, tipo l’anti-vaiolosa di cui i boomer portano il segno sul braccio, o anche solo l’opportunità di esplorare questa strada: esclusivamente vaccini a mNra:

Sottolineiamo l’importanza del partenariato pubblico-privato, il trasferimento di tecnologia e la condivisione delle conoscenze a condizioni volontarie e reciprocamente concordate. Sosteniamo l’hub di trasferimento tecnologico del vaccino mRna dell’Oms […] in tutte le regioni del mondo con l’obiettivo di condividere tecnologia e know-how tecnico.

L’hub in questione mira sostanzialmente a mettere i Paesi poveri in condizione di produrre anch’essi i vaccini contro il Covid. Quelli che ormai in Occidente non vuole più nessuno. D’altra parte, se per il G20 salute e finanza viaggiano a braccetto, vale anche la regola che quando un mercato è saturo bisogna trovarne uno nuovo. 18 Novembre 2022

GIULIA BURGAZZI

Fonte: visionetv.it

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