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IL DIVANO DI URSULA

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Un frame tratto da un video di European Union, 2021 - Audiovisual Service che mostra il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante la visita ieri ad Ankara, 07 aprile 2021. La visita dei leader Ue in Turchia lascia in eredità un incidente di protocollo che sui social, fra numerose critiche, è stato già ribattezzato 'sofagate'. Di mezzo c'è infatti un divano, quello su cui il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ieri ha fatto accomodare la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, mentre lui e il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, prendevano posto su due poltrone con le rispettive bandiere alle spalle. La scena è ripresa in un video diventato virale in cui si sente un mugugno di disappunto da parte di von der Leyen mentre gli altri due si accomodano sulle poltrone. Nella scena successiva si vede la presidente della Commissione Ue seduta su un divano posto alla destra degli interlocutori. ANSA / Frame tratto da video di European Union, 2021 - Audiovisual Service +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ +++NO SALES; NO ARCHIVE; EDITORIAL USE ONLY+++
Un frame tratto da un video di European Union, 2021 – Audiovisual Service che mostra il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante la visita ieri ad Ankara, 07 aprile 2021. La visita dei leader Ue in Turchia lascia in eredità un incidente di protocollo che sui social, fra numerose critiche, è stato già ribattezzato ‘sofagate’. Di mezzo c’è infatti un divano, quello su cui il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ieri ha fatto accomodare la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, mentre lui e il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, prendevano posto su due poltrone con le rispettive bandiere alle spalle. La scena è ripresa in un video diventato virale in cui si sente un mugugno di disappunto da parte di von der Leyen mentre gli altri due si accomodano sulle poltrone. Nella scena successiva si vede la presidente della Commissione Ue seduta su un divano posto alla destra degli interlocutori. ANSA / Frame tratto da video di European Union, 2021 – Audiovisual Service +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO’ ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L’AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ +++NO SALES; NO ARCHIVE; EDITORIAL USE ONLY+++

di Daniele Santoro

Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen hanno compiuto una visita in Turchia nel corso della quale hanno affrontato con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan le questioni che tormentano le relazioni tra Ankara e Bruxelles.
Perché conta: In sé, la trasferta dei vertici europei ad Ankara non ha alcuna rilevanza geopolitica. Dall’incontro di Beştepe non sono uscite novità sostanziali. L’Ue si è genericamente impegnata a adempiere all’accordo sui migranti siglato nel marzo 2016 (dei 6 miliardi di euro promessi alla Turchia sinora ne sono stati versati meno di 4,5). Erdoğan, dal canto suo, non ha ritenuto necessario fare neppure concessioni di carattere retorico.
La visita serviva a suggellare la tregua tra Ankara e il blocco di paesi europei che negli scorsi mesi, facendo leva sulle tensioni nell’Egeo, aveva provato a far precipitare le relazioni tra l’Ue e il vicino anatolico mediante l’applicazione (poi scongiurata) di pesanti sanzioni. Lo scopo di Michel e von der Leyen era sfoggiare una posizione europea comune in merito alla questione turca. Frutto del compromesso tra il massimalismo della Francia, interessata a intestarsi la difesa della Grecia per recuperare influenza nel “suo” Mediterraneo orientale, e la condiscendenza di Germania e Italia, rispettivamente primo partner commerciale e principale fornitore di armamenti della Turchia dopo gli Usa.
È stato un disastro. Il vertice verrà ricordato per l’incidente della sedia. Per l’imbarazzo della presidente della Commissione Ue, lasciata in piedi mentre i due maschi assidevano sui troni. Poi fatta accomodare sul divano, la cui seduta è naturalmente più bassa. Vicenda che riflette le crepe che attraversano il blocco continentale, a loro volta manifestazione delle profonde fratture tra gli Stati membri.
Lo staff del presidente turco aveva concordato il cerimoniale dell’incontro con un delegato del gabinetto di Michel, che rappresentava anche von der Leyen. A decidere di relegare quest’ultima sul divano è stato l’altro diarca. La questione non è quindi il “machismo istituzionale” di Erdoğan – che dopo il ritiro della Turchia dalla convenzione di Istanbul non aveva alcun interesse a calcare la mano sulla questione di genere – ma le rivalità tra gli Stati membri e le istituzioni dell’Ue.
In tal senso, il fallimento dell’offensiva contro la Grecia tra Egeo e Mediterraneo orientale ha indotto la Turchia a cambiare tattica. A riannodare i rapporti con il Vecchio Continente per legarlo strumentalmente a sé. Ankara già controlla la rotta balcanica dei profughi, che può nuovamente intasare aprendo i cancelli della Tracia ai quasi quattro milioni di rifugiati siriani che ha in pancia. Con il vittorioso intervento in Libia, si è assicurata il controllo anche della rotta del Mediterraneo centrale. Nel prossimo futuro il gas russo e azero (forse anche centrasiatico) affluirà in Europa principalmente attraverso infrastrutture anatoliche (TurkStream, Tanap/Tap). Mentre i progetti che si proponevano di aggirare la piattaforma turca, come EastMed, non sono decollati.
Sotto il profilo migratorio ed energetico il Vecchio Continente dipende(rà) sempre più dalla Turchia, che intende alzare ulteriormente la posta in gioco. A metà marzo Erdoğan ha definito nitidamente l’ambizione di fare dell’Anatolia uno degli snodi globali nei settori delle batterie, del machine learning, dei big data, dell’intelligenza artificiale, della nanotecnologia, della biotecnologia e della robotica. L’obiettivo è sfruttare i danni prodotti dall’epidemia di coronavirus alle catene del valore e degli approvvigionamenti per rosicchiare alla Cina quote sui mercati europei. Con l’interessata non-ostilità degli Stati Uniti. Sviluppo che  contribuirebbe a ribaltare definitivamente il rapporto di dipendenza tra Turchia ed europei. Troppo indaffarati a contendersi il posto d’onore al fianco del Reis per provare a scrutarne le intenzioni profonde. 8/04/2021

Per approfondireLa Turchia è il solo alleato di Ankara

Fonte Link: limesonline.com