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Accanto a Putin nella Parata i “veterani” fake della guerra contro i nazisti: in realtà erano veterani del Kgb e della repressione sovietica a Praga

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Una vera pagliacciata da dittatori. LB

Gennady Zaitsev guidava un gruppo di carri armati che entrò nella capitale cecoslovacca nel 1968 a sparare sugli studenti. Yury Dvoikin: «Dal ‘45 lavorammo a ripulire l’Ucraina dai nazionalisti». Così Putin falsifica politicamente la storia

ltre a essere la “festa della Vittoria” più mesta che si ricordi, con 24 delle celebrazioni cancellate nelle 28 città in cui erano previste, e con un unico carro armato T-34 (un relitto dei tempi precedenti alla seconda guerra mondiale) a sfilare sulla Piazza Rossa, quella di Mosca del 9 maggio è stata anche, in una certa misura, una festa simbolica del regime basato sui fake: i due “veterani di guerra” in mezzo ai quali Vladimir Vladimirovich Putin era seduto non erano, in effetti, veterani della seconda guerra mondiale e, per farla breve, non hanno mai combattuto in vita loro contro nazisti.

Il riconoscimento effettuato da “Agentsmedia” testimonia che uno dei due era un veterano, sì, ma del Nkvd – il servizio segreto sovietico, antecedente del Kgb – e ha combattuto contro i clandestini in Ucraina (in sostanza partecipando alla repressione di ogni insorgenza locale ucraina dal 1945 in poi), mentre il secondo ha partecipato alla soppressione della Primavera di Praga, alla fine degli anni sessanta.

Alla destra di Putin, se guardate le foto che pubblichiamo, sedeva Yury Dvoikin, 98 anni. Nel 1942 si arruolò volontario nell’esercito, ma non arrivò mai al fronte. Dopo essersi diplomato alla scuola di cecchini, nel 1944 fu inviato per conto del Nkvd nella regione di Lviv. La guerra era già finita, il suo incarico recita: «Svolgere operazioni per eliminare la clandestinità nazionalista sul territorio dell’Ucraina occidentale». Dvorkin stesso ne ha parlato: «A quel tempo sapevamo poco di Bandera. Hanno iniziato a cacciare: in due giorni hanno sparato a più di cinquemila persone, si sono sentiti padroni a Lviv, in Ucraina. Abbiamo ripulito l’intera regione dai nazionalisti, catturati nelle foreste, fattorie abbandonate».

C’è anche un’altra pagina piuttosto grigia della sua vita: come recita la sua biografia ufficiale, nell’agosto 1991 visse gli eventi golpisti di Mosca assieme a tutti gli “alfoviki: ossia non certo dalla parte della richiesta du democratizzazione. Un anno dopo, il 2 luglio, fu convocato al Cremlino e gli fu offerto di nuovo di guidare gli Alfa: in questa posizione Zaitsev era nell’ottobre 1993, quando gli ufficiali delle Forze speciali, nonostante la richiesta del presidente Eltsin, non spararono sui difensori della Casa Bianca e fornirono una via d’uscita ai deputati e al Consiglio supremo dell’edificio in fiamme. Insomma: Zaitsev non è esattamente l’immagine del giovane soldato russo eroe della battaglia contro i nazisti. 11 Maggio 2023
Fonte Link: lastampa.it