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La Toscanini: Oltre il confine

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Nahel Al Halabi

Oltre il confine 

Musica, danza, recitazione e immagini per una serata speciale

il cui ricavato sarà devoluto ai programmi umanitari

di UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, in Siria.

Nahel Al Halabi

Nahel Al Halabi dirigerà la Filarmonica Toscanini in “Amata Siria. Storie vere dalla Siria, Afghanistan e Ucraina”, un progetto che trova ospitalità all’interno del cartellone del Festival Toscanini per la sintonia su temi storicamente vicini alla sensibilità e all’impegno toscaniniani 

Tra gli appuntamenti in programma nell’ambito del Festival Toscanini – Edizione I spicca, per la particolare valenza umanitaria e lo spirito toscaniniano che incarna, l’appuntamento di lunedì 13 giugno all’Auditorium Paganini – ore 21.00 con Oltre il confine, una serata di musica, danza, teatro e immagini straordinariamente ospitata nel cartellone del Festival, il cui ricavato sarà devoluto ai programmi UNHCR per l’assistenza umanitaria ai rifugiati e agli sfollati siriani.

Nahel Al Halabi, compositore delle musiche, dirigerà la Filarmonica Toscanini in Amata Siria- Storie vere dalla Siria, Afghanistan e Ucraina, uno spettacolo con la regia di Federica Restani, che racconta storie autentiche di rifugiati di diversi paesi attraverso una performance multimediale, che attua e unisce performance artistica, educazione civica e coinvolgimento e sensibilizzazione del territorio.        

«Com’è noto – racconta Nahel Al Halabi, che è anche l’ideatore del progetto – la crisi siriana non è legata ad una sola nazione o ad un unico popolo, ma evidenzia complicati conflitti economici e geopolitici tra varie potenze regionali ed internazionali. Alcuni studiosi, infatti, la definiscono come “la terza guerra mondiale”. Oltre a storie vere siriane, infatti, per la tappa parmigiana, saranno presentate due nuove composizioni in prima assoluta che racconteranno al pubblico nuove toccanti storie afghane e ucraine ricche di informazioni e speranze».

Il titolo è stato scelto in quanto in alcune importanti occasioni Papa Francesco ha citato la Siria accompagnata dall’aggettivo Amata, ma il progetto, rielaborato con La Toscanini racconterà anche altre storie con l’obiettivo di trasmettere chiari messaggi di solidarietà mirando alla pace dell’intero pianeta. A conferma della sua indipendenza da qualsiasi credo politico, etnico e/o religioso, i numerosi riconoscimenti che ne hanno confermato il prestigio, arricchendolo di significati ma anche di responsabilità. Il progetto è stato benedetto da Papa Francesco e patrocinato dall’UNHCR, dal Comune e della Diocesi di Mantova; è stato accolto dal Principe Albert II, il Principe Amyn Aga Khan, Kerry Kennedy e da altre figure riconosciute per azioni mirate al bene dell’umanità.

Lo spettacolo si integra perfettamente nel cartellone Festival Toscanini portando l’attenzione su un tema caro al grande Maestro cui è dedicato: quello della musica come luogo di incontro e ricomposizione delle ferite e delle tragedie della storia.

Il Sovrintendente Alberto Triola

«Il progetto Amata Siria – spiega il Sovrintendente e Direttore Artistico de La Toscanini, Alberto Triola, – è pienamente sintonico con i grandi temi che la sensibilità e l’impegno civile di Arturo Toscanini hanno saputo trasfondere nella musica intesa e vissuta come luogo e occasione di dialogo, incontro e solidarietà tra popoli. Per questa ragione lo abbiamo accolto con convinzione tra le proposte del Festival Toscanini 2022, che tra l’altro è percorso dal filo rosso tematico – sintetizzato dal manifesto d’autore di Sabbagh/Wellber – della violenza che lacera l’armonia di cui Natura, Arte e Musica sono testimoni da sempre. Le scelte dell’uomo possono incidere in una direzione o nell’altra, e la Storia è lì per registrare questo continuo, ininterrotto e spesso lacerante confronto con la responsabilità di ognuno di noi. Ecco perciò “Oltre il confine”, perché l’esempio di Toscanini, musicista presente su molti fronti di guerra, di chiusura e di intolleranza, parla chiaro, a tutti, ancora oggi».

Amata Siria è un progetto itinerante la cui partecipazione al Festival Toscanini è sostenuta dall’imprenditore italo-siriano Radwan Khawatmi in collaborazione con la Fondazione Aga Khan, patrocinato da UNHCR, Comune e Diocesi di Parma. Il palcoscenico sarà occupato da attori e ballerini professionisti insieme alla Filarmonica Toscanini. Precederà lo spettacolo un breve messaggio video del Principe Amyn Aga Khan e un breve intervento di Sua Eccellenza Mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma.

«Amata Siria – racconta Radwan Khawatmi – è un progetto che mi ha fortemente coinvolto dal momento in cui vide la luce, non solo perché esso rappresenta la terra dove sono nato ma, soprattutto, perché l’arte e la musica sono e rimangono l’unico legame che unisce i popoli al di là della lingua, razza, fede e colore. Ho visto ed assistito ai successi del progetto in Italia, è stata una mia scelta celebrarlo nel meraviglioso teatro della nostra fondazione Aga Khan in Toronto (Canada) dove l’eco del successo arrivò perfino negli USA coinvolgendo molte istituzioni artistiche che hanno prenotato e chiesto di ospitarlo. Oggi nella mia città di adozione celebreremo questo evento in un momento particolare a livello internazionale, in cui i cannoni e la morte continuano a condizionare la nostra vita, ma la speranza ci obbliga ad avere una visione di un futuro più sereno e pieno di solidarietà. Oggi è cruciale continuare ad aiutare i rifugiati siriani e quanti sono sulla via del ritorno verso le loro città e villaggi. Con questo spirito desideriamo celebrare questo evento di “Amata Siria” nella mia amata Parma». 

Il conflitto in Siria ha superato, lo scorso marzo, il triste traguardo degli 11 anni. Con 13,5 milioni di persone che hanno lasciato la loro casa o il Paese, quella siriana si conferma la più grande crisi di rifugiati e sfollati al mondo.  Più di 6,9 milioni di persone sono sfollate all’interno del Paese, e oltre 6,5 milioni rimangono fuori dalla Siria, di cui 5,7 milioni sono rifugiati nei Paesi vicini, Turchia, Libano e Giordania.

 

Dentro la Siria, oggi la vita di 14,6 milioni di persone dipende dagli aiuti umanitari, 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente, mentre oltre il 90% dei siriani vive in povertà. L’insicurezza alimentare ha raggiunto nuovi record: 13,9 milioni di persone soffrono la fame, una situazione aggravata dalla carenza di grano in parte dovuta al conflitto in Ucraina. Quasi un bambino siriano su due non va a scuola ed è a rischio di lavoro minorile, matrimoni precoci e forzati, reclutamento forzato da parte di gruppi armati.  Nei Paesi che accolgono i siriani, Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto 20 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria – quasi il doppio rispetto ai 10,4 milioni del 2021.

 

«Ci teniamo a esprimere il nostro ringraziamento per questa importante iniziativa. Proprio qualche settimana fa, UNHCR insieme ad altre agenzie ONU ha lanciato un nuovo appello destinato ad aiutare direttamente circa 12 milioni di siriani vulnerabili – commenta Chiara Cardoletti, rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino –. Non si può restare indifferenti davanti alla loro sofferenza e non dobbiamo fare diventare quella siriana una crisi dimenticata. Negli ultimi mesi abbiamo visto una commovente ondata di solidarietà nei confronti delle persone in fuga dall’Ucraina. Questo stesso livello di generosità deve essere esteso a tutte le crisi, perché i rifugiati hanno il diritto a essere protetti. Tutti, sempre e comunque, da ovunque siano fuggiti».

 

L’evento speciale Amata Siria si inserisce tra le iniziative in programma per la Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno, appuntamento annuale voluto dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre, violenze e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza in un altro paese.

 

I fondi raccolti serviranno a supportare la risposta umanitaria dell’UNHCR in Siria, in particolare fra le varie attività, il lavoro di protezione, la fornitura di beni essenziali per la sopravvivenza – coperte termiche, teli di plastica, materassi, lampade solari, taniche e kit per cucinare – e l’assistenza economica diretta mensile, un supporto molto efficace che permette agli sfollati di coprire le spese più urgenti e immediate.

 

I biglietti del concerto sono in vendita a partire da una offerta minima di euro 30,00 ma sarà possibile donare fino a 100 euro acquistando direttamente il biglietto on line sul sito www.biglietterialatoscanini.it o

 

  • nel nuovo punto vendita presso il Parma Point di Via Garibaldi 18. Per informazioni tel. 0521 1513777 –  info@parmapoint.it

 

  • nella biglietteria del Centro di Produzione Musicale Arturo Toscanini il mercoledì, venerdì e sabato dalle 10 alle 14; giovedì dalle 16 alle 19; chiusura domenica, lunedì e martedì. Nei giorni di concerto, la biglietteria serale sarà aperta presso l’Auditorium Paganini dalle 19 alle 20.30 per i concerti con inizio alle ore 20.30; dalle 16.30 alle 18.00 per i concerti con inizio alle ore 18.00.
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Per informazioni: biglietteria@latoscanini.it, telefono: 0521 391339.

 

 

Il Festival Toscanini è realizzato grazie al contributo di

 

Fondazione Monteparma, Camera di Commercio di Parma, Ascom

 

Sponsor

Parmalat SpA, Hera.comm, Assicoop Emilia Nord, Conad, Bonatti SpA, La Giovane, Rotary Club di Salsomaggiore.

 

Tour operator partner

Parma Incoming

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