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Lega Nord. I 49 milioni scomparsi. Il giudice dà ragione all’Espresso

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Sentenza I 49 milioni rubati dalla Lega

Lega Nord. I 49 milioni scomparsi. Il giudice dà ragione all’Espresso, riconoscendo al settimanale il corretto esercizio del giornalismo ‘d’inchiesta’ sugli scandali finanziari che hanno coinvolto la Lega

Tutti i magistrati competenti hanno dichiarato completamente infondate le querele per diffamazione proposte (e pubblicizzate) dal leader leghista, quando era ancora ministro dell’Interno, dal suo vice, Giancarlo Giorgetti, già sottosegretario alla presidenza del consiglio, e dal tesoriere del partito, l’onorevole Giulio Centemero. La sentenza dei giudici spiega che il lavoro dei giornalisti dell’Espresso rappresenta «indiscutibilmente» un esempio di «giornalismo d’inchiesta», che secondo la Cassazione va considerato «l’espressione più alta e nobile dell’attività d’informazione».

La Procura di Parma impari da quella di Genova!! che non confonde il diritto di cronaca con la diffamazione. Dottoressa Cristina Dalla Giacoma (processo Pellegrini), dottoressa Eliana Genovese e Laila Papotti (processo Rodrigo Vergara), il prosciutto sugli occhi non giova alla giustizia. LB

Nessuna diffamazione ai danni della Lega Nord e dei suoi esponenti da parte dei giornalisti dell’Espresso sulla vicenda dei circa 49 milioni di euro sequestrati al partito a seguito della sentenza del tribunale di Genova del 24 luglio 2017. A dare la notizia è il settimanale diretto da Marco Damilano, che sul proprio sito web pubblica le motivazioni del verdetto depositate venerdì 24 gennaio.

Gli articoli considerati diffamatori dai querelanti, osserva il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Velletri, sono il risultato dell’inchiesta portata avanti dai giornalisti che, «legittimamente scandagliando la realtà attraverso testimoni e documenti», sono arrivati a conclusioni che «non si sono sostanziate in gratuiti ed ingiustificati attacchi al partito Lega Nord, né ai singoli rappresentanti, idonei a lederne la reputazione».

Accogliendo la richiesta formulata dal pubblico ministero, il gip ha dunque disposto l’archiviazione del procedimento per diffamazione intentato da Matteo Salvini e da altri esponenti della Lega nei confronti dei giornalisti e del direttore del settimanale che, tra giugno e luglio 2018, si erano occupati del caso.

Un caso dall’«indubbio rilievo, stante l’interesse pubblico alla ricerca della verità conseguente agli scandali finanziari che hanno travolto il partito in questione», aggiunge il giudice. Quello dei giornalisti dell’Espresso, in sintesi, è stato «indiscutibilmente» giornalismo d’inchiesta, che secondo la Corte di Cassazione rappresenta ‘l’espressione più alta e nobile dell’attività d’informazione’. giovedì 6 febbraio 2020

Fonte Link: pietracquafredda

La Toscanini