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BERLUSCONI NON E’ UN AYATOLLAH

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Non capisco questo vociare dei direttori attorno al gossip Berlusconi.
Ma non sono i loro giornali a riempire di starlette, miss con relative elezioni, pagine di giornali che godono della "provvidenza" all’editoria? E di vera provvidenza si tratta!
Forse non sanno che cosa è la Tv commerciale? Su cosa si fa cassa? Come si adoperano loro quotidianamente per fargliela fare?
Forse non sanno come i loro giornali con i loro gossip inducono alla prostituzione culturale per non dire a quella da escort? Possiamo ormai farne un corso di laurea. Escort in giurisprudenza, in scienza delle comunicazioni… Per non parlare degli escort in politica!!
Ma questi direttori si accorgono solo ora dello Stato di decadenza da "Caduta degli dei"? Solo ora?
"Ma va là" direbbe Ghedini!
Dove li mettiamo i direttori, i giornali e molti giornalisti in questa escalation dell’Italian moral style? I Sircana!
Scoprono ora lo stile Berlusconi, che è poi lo stile che vorrebbero avere la maggioranza degli italiani? Teleimboniti e forgiati! E’ la società dello spettacolo integrata direbbe Debord! Il cui produttore ne diviene attore principale. Il Principe… di questa società.
Cito un pezzo del mio amico Marchesini: "Avete visto Che L’Argentino? Ricordate la scena finale, quella in cui, dopo le infinite battaglie e vittorie, la colonna procede spedita verso L’Avana? Ebbene, cosa fa il Che in presenza di un gruppo di giovani e disinvolti guerriglieri che sorpassano la colonna di mezzi militari a bordo di una fiammante vettura sportiva appena requisita? Interviene, li ferma, ordina loro di tornare indietro, restituire la macchina, rimettersi disciplinatamente in coda alla colonna".
Ecco la società dell’intrattenimento è l’esatto contrario!
Ma non li ricordate questi giornali a criminalizzare internet! La pornografia della rete? E voi siete la Gomorra del sistema!! Ciò che a questo sistema ha permesso di proliferare, costruendo consumatori o aspiranti di questo modello. E ora fate i moralisti?
Baffino, la "scossa" due! Quello che in opposizione politica, sembrerebbe, si fa pubblicare i libri da Mondadori; quello che non ha fatto nulla per il conflitto di interessi! Sì, lui sì, è una escort di alto bordo!! Con la sua vela, pagata dai compagni (?), a navigar per mari…

Potere, Politici, Amanti il triangolo della decadenza. Benedetta Crateri: «La curiosità nei confronti della vita privata dei re di Francia e in particolare sulle loro amanti era morbosa. Uscivano gazzette e libelli, a volte autentici "pamphlet". La libellistica si scatenò con ferocia, anche dopo la pubblicazione delle «Lettres persanes» di Montesquieu nelle quali emergeva la feroce parodia del «serraglio» delle odalische. Ne fecero le spese Luigi XV e le sue amanti, che furono trattate con acredine e con disprezzo, anche come un danno alle casse dello Stato, per via del lusso e degli sprechi».

E vogliamo parlare dei politici contemporanei che la storia celebra e delle loro amanti?
Partiamo dai Kennedy e Marilyn Monroe. La passione di Kennedy per le star di Hollywood: Audrey HepburnJed Mercurio racconta i mille giorni del presidente Kennedy, un erotomane che pretendeva sesso come "servizio alla nazione", un caso clinico, in cui la brama del donnaiolo diventa una patologia psico-sessuale: "Egli ha sempre avuto donne – abbondantemente, in successione, contemporaneamente, sotto forma di amiche di famiglia o di società, ereditiere, modelle, attrici, conoscenze professionali, mogli di colleghi, ragazze incontrate ai ricevimenti, commesse, prostitute – fin da quando scoprì da ragazzo che le donne gli piacevano, e che lui piaceva alle donne". Jacqueline non vede, o non vuole vedere, e spende una fortuna in vestiti: "Spendere è il mio vizio, Jack, qual è il tuo?", chiede al presidente, che non s’azzarda a dare una risposta.

Vogliamo ricordare a Londra l’«affaire Profumo», la relazione che il ministro John Profumo ebbe con Christine Keeler che nello stesso periodo frequentava il letto anche con l’ addetto navale russo Evgenij Ivanov. Una spia.
La relazione dell’attrice Antonia de Sancha amante del ministro per i Beni culturali David Mellor sposato da 18 anni e padre di due figli.
Il responsabile dell’ Ambiente, Tim Yeo: aveva avuto una figlia dall’ amante;
David Ashby ammise di aver condiviso il letto con un uomo durante un viaggio, ma sostenne di averlo fatto «per risparmiare».
Il sottosegretario al Tesoro, Steve Norris, dichiarò di aver avuto cinque amanti.
Il suicidio della moglie di Lord Caithness, ministro dell’ Aviazione: sarebbe stata sconvolta dalla scoperta di una relazione tra il marito e l’ ex segretaria della principessa Anna.
La storia più scabrosa: la morte per soffocamento di Stephen Milligan, astro nascente della politica britannica, che, dopo aver indossato un reggiseno e un paio di collant, si era infilato un sacchetto di plastica in testa e un’ arancia in bocca, e aveva tirato il filo di ferro avvolto intorno alla gola in una cruenta pratica di autoerotismo.
Per finire con la famiglia reale: Carlo, Diana e Camilla… con misterioso incidente di percorso finale.

O degli insaziabili Jacques Chirac e il suo predecessore Francois Mitterrand che avrebbero avuto un’ amante in comune…
Christophe Dubois: «Quasi tutti i politici francesi sono donnaioli compulsivi» è nota l’ esuberante morte del presidente Félix Faure nel 1899, in un hotel mentre l’ amante eseguiva una fellatio. Mitterrand condivise le amanti dei suoi impiegati. Ossessionato da Carole Bouquet, invase come poteva l’ intimità dell’ attrice, facendo inserire una cimice nel suo telefono. Anne Pingeot era una sorta di moglie alternativa per Mitterrand, con cui ebbe anche una figlia. Di Chirac invece aleggia il sospetto che la quantità possa aver compromesso la qualità. Da sindaco di Parigi, era noto tra le dipendenti con il nomignolo «Tre minuti, doccia inclusa».

I processi a carico dell’ ex ministro degli Esteri socialista, Roland Dumas, e del figlio dell’ ex presidente della Repubblica Mitterrand. "Due storie che alternano un vaudeville di amanti e regalie a più inquietanti retroscena di traffici d’ armi, riciclaggio di denaro e commesse d’ industrie di Stato".
Il «giallo col morto»: Jean-Claude Mery, dirigente del partito gollista, considerato il «cervello» del sistema di tangenti che avrebbe permesso di dirottare ai partiti una percentuale sui lavori che il municipio di Parigi assegnava ad imprese amiche.

Ora che dire del "povero" Berlusconi, che non è un Ayatollah, da anni senza First Lady, solo, ostaggio del suo sistema, che nella sua villa Certosa sperimenta dei "reality" e si attornia di giovani in cerca di gloria da Tv commerciale? I miti da lui prodotti, sostenuti da tutti i giornali, direttori inclusi! Programmi per l’emulazione ad ogni ora! Casino Italia!
Verrebbe invece da chiedersi perché sta avvenendo questo polverone:
-Un gossip da tempo architettato affinché il Tele Primo Ministro assumesse quest’aurea "affaire" mancante, condivisa dai politici storici?
-Perché se ne occupa la Magistratura? E se se ne occupa, perché solo ora? Dovrebbero essere sotto indagine tutti i pr da discoteca! I Nights club sequestrati. Solo ora l’Italia è un "escort" nazionale?

Una domanda invece ci si pone?
-Quando è che i leader divengono preda del loro stesso sistema per le loro debolezze personali da potere? (Parma, 21/06/2009)

Luigi Boschi

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