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CREPUSCOLO DELLE IDEE

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Sostiene Marcello Veneziani: "Le idee non servono più, in politica e nella società, nella cultura e nella comunicazione. Delle idee sopravvivono solo i loro idoli. Stiamo assistendo, forse senza accorgecene, ad un crepuscolo analogo a quello che accompagnò la fine del mondo antico e che passa sotto l’espressione tramonto degli dei. Le idee tramontano, come accadde agli dei, ridotte prima ad icone e feticci, poi progressivamente marginalizzate e devitalizzate, estromesse dalla vita pubblica e anche dalla vita privata. Al posto delle idee trionfa il puro vitalismo, il dominio assoluto del mercato e delle logiche utilitarie, la seduzione della pubblicità o altre forme di retorica del nostro tempo". Accade così che anziché dibattere sui contenuti e sulle proposte si guarda a chi li propone. Capita quindi che l’esercizio di derealizzazione ha il sopravvento sul merito. A chi è propositivo, a chi è impegnato e ha interressi su diversi fronti, lo si copia o gli si banalizza l’idea, oppure si tenta una polemica denigrante proponendolo come tuttologo, un atteggiamento tipico di chi presume di saper tutto. Tuttologo è colui infatti che avoca a se molte competenze, e spesso non eccelle in nessuna. Non può invece essere tacciato di tuttologia chi, anche per "deformazione" professionale (comunicazione), si è occupato di diverse realtà, ha più interessi e, semplicemente attraverso un pensiero logico, è propositivo su più temi , senza con questo dichiararsi competente, ma avvalendosi di competenze e professionalità, cerca, in un confronto, di dar forma progettuale alle idee. Se nella ricerca e nella comunicazione si cerca il miglior creativo, nella politica chi è creativo diviene un tuttologo? Sarei forse un tuttologo perché propongo una maggior qualità urbanistica e una politica della prima casa? Perché sostengo una alimentazione vegetariana vegana anziché una dieta a base di carni o alimenti di derivazione animale causa delle principali malattie neurodegenerative, cardiovascolari, tumori? Perché ritengo che l’attuale economia parmense sia ad alto rischio e che il sistema industriale di produzione alimentare di derivazione animale è al collasso perché insostenibile sotto l’aspetto etico, ambientale, sociale, economico, sanitario? Perché sostengo il divieto degli allevamenti intensivi? Perché ho proposto l’utilizzo del tritarifiuti anziché la raccolta organica? Perché ho sostenuto una mobilità urbana e extraurbana sistemica e libera da ticket? Perché sostengo che il trasporto collettivo pubblico dovrebbe essere la prima scelta di mobilità, dovrebbe essere più funzionale, efficace, efficiente e integrato nel territorio provinciale? Perché ritengo che la speculazione edilizia abbia prodotto piani urbanistici senza qualità? Perché ho proposto l’abolizione della speculazione sui terreni? Perché ho denunciato le difficoltà degli infermieri e le diseconomie presenti nell’azienda ospedaliera, il degrado e l’inefficienza della sanità pubblica? Perché ho presentato un esposto sulla mancata realizzazione dell’Ospedale di Parma? Perché ho chiesto più chiarezza sul progetto del Centro Agroalimentare Parmense? Perché ho proposto un piano strategico di valorizzazione delle aree montane? Perché ho difeso una comunità montana impestata da un allevamento? Perché ritengo la prima casa un diritto di civiltà? Perché ho denunciato l’usura da caro-affitti? Perché ritengo più importante la presenza di infrastrutture che consentano un processo di dignità per gli immigrati anziché disgiungere il voto dalla cittadinanza? Perché ho proposto e sostenuto da antesignano la necessità dello sviluppo della cultura digitale, del comune on line, di un sistema intelligente disponibile e connesso? Perché ho proposto nei primi anni `90 i musei del cibo con percorsi enogastronomici e la realizzazione di una esposizione permanente alimentare internazionale? Perché ho sostenuto la necessità di discutere sul futuro del prodotto tipico e sulla opportunità di elaborare una nuova politica di sviluppo? Perché ho dato origine nel 2001 alle iniziative estive nell’Oltretorrente per valorizzare il quartiere e ho proposto la presenza di un mercato settimanale? Perché non ho permesso che per la miopia politica di una amministrazione comunale si interrompessero le manifestazioni della Settimana Felinese? Perché ho proposto la necessità di attivare una politica estera del territorio e la realizzazione del Palazzo delle Nazioni a Parma? Perché ho protestato per una maggiore trasparenza e informazione sull’attività della pubblica amministrazione? Perché ho sostenuto lo sviluppo dell’ energia rinnovabile? Si invoca la partecipazione, citando la famosa frase Kennediana "cosa posso fare io per il mio paese, per la mia città?" Se qualcuno risponde all’appello, se solo si azzarda a farlo, pronti a scaricarlo nei meandri burocratici, a meno ché non faccia parte del circuito oligarchico del potere. L’ascolto non è più nemmeno insegnato a scuola, immaginiamoci nel dialogo tra adulti sordi per interessi! Depensanti e yesman cercasi per prossime elezioni!…Sono figure richieste come le veline…e sono stati messi in campo comitati di saggi per l’headhunting. (Parma, 04 novembre 2003)

Luigi Boschi