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HO VISTO… E HO SCELTO!

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La vita terrena è un dono a termine. Per tutti. Sta a noi scoprirne però l’opera che è diversa in ognuno di noi. Non certo suicidandoci o piantando i nostri coltelli nelle gole degli animali. E non so se ne sarei mai capace. Mi sembra poi una atrocità farlo per il piacere e non per la disperata sopravvivenza. Ho visto quei cavalli feriti salire a bastonate sui camion consapevoli del loro destino. Ho sentito le urla di quei maiali, il loro squartamento. Ho osservato quelle mucche nelle gabbie… Stavo in campagna con i cani con cui adoravo camminare da piccolo per le carraie. Ce n’era uno che mi sorrideva al mio ritorno da scuola. Per molti anni, troppi ho pensato che tutto quello fosse giusto, perché naturale. Qualcosa però ha scombussolato la mia vita. Mi sono documentato, ho cercato di capire, mi sono informato e ho dedotto che non aveva senso quel che si faceva a quegli animali. Il processo industriale ha acuito poi in modo esponenziale quella realtà artigianale.

Che l’uomo sia una perfetta macchina biologica vegetale naturale, "frugivoro", è ovunque condiviso. Che nei secoli per fatti naturali, culturali e di sopravvivenza sia divenuto "onnivoro" è un’altra evidenza.

L’uomo per vari motivi, consumistici, economici e demografici (negli ultimi 150 anni siamo passati da 1,5 miliardi di persone a 6,5), credo abbia calcato eccessivamente la mano nella propria impronta ecosistemica. I danni sono a tutti palesi. Si tratta di capire, di conoscere per operare scelte quotidiane responsabili, consapevoli, che riportino ad una attenzione etica forse dimenticata. A ritrovare un equilibrio e altri obiettivi di vita che non siano solo quelli propinati dalla società dello spettacolo.
Gli animali sono quelli che più soffrono questa condizione antropocentrica. La riduzione della loro vita a un processo industriale solo per "cose" da mangiare è ormai inaccettabile.
La nostra nutrizione è un processo non secondario che influenza tutta l’esistenza e il nostro contesto. Basta pensare alle conseguenze che l’alimentazione carnea produce sulla fame nel mondo. Forse senza rendersene conto si decreta la morte di esseri umani nei Paesi poveri unitamente all’olocausto animale. Ma si è, giustamente, contro la pena di morte!
La responsabilità e la conoscenza nutrizionale è fondamentale per far crescere il nostro corpo, la nostra mente e il nostro spirito nel migliore dei modi. Alimentarsi con carni e prodotti di derivazione animale non aiuta certo questa nostra evoluzione. Altri alimenti e sostanze oltre la carne rossa sono cancerogeni: l’alcol, il fumo, ecc., bisogna cercare possibilmente di evitarli, o limitarne al minimo l’uso.
Ma non è stato l’aspetto salutistico a farmi fare la scelta vegana. E non è l’aspetto di una vita più o meno lunga, ma l’intensità e l’impegno che ci si mette in ogni attimo della nostra esistenza… cercando di essere giusti, esplorando e realizzando l’opera che noi siamo… coltivando la felicità negli altri. Questo dovrebbe alimentare il nostro progetto di vita… non il pesto di cavallo che soffre e gioisce come noi. Ed è questo che non è considerato… e dimostra una completa insensibilità etica nei confronti della vita animale… derisa e ridotta a gusti di pancia. (07/01/2010)

Luigi Boschi

La Toscanini