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Lettera al Presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli

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Risposta al Presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli che negava l’appoggio Istituzionale al progetto PARMAVIDEOSAPERE che aveva già ottenuto un assesenso di massima per la copertura economica da FONDAZIONE CARIPARMA e UNIONE INDUSTRIALI PARMENSE.

Vincenzo, ti scrivo dopo la tua lettera del 22 settembre 2004 con cui ritenevi di aver risposto al mio progetto “Parmavideosapere”. Ho meditato se risponderti oppure no. Ho aspettato. Sì, pensavo almeno ad un incontro anche informale… dovuto! Invece nulla. E allora il tuo silenzio ha fatto prevalere la mia necessità di franchezza, e di chiarimento, quindi ho deciso di scriverti. Sono considerazioni politiche, non sul piano personale, e tali vorrei rimanessero. In questa occasione come Presidente mi hai deluso, come Assessore alla cultura hai disatteso il ruolo.

Mi ha amareggiato, in particolare, la superficialità e la banalità con cui hai ricondotto tutto alla assenza di mezzi economici (anche perché mai previsti!), tentando così di liquidare il progetto “Parmavideosapere”. Mi ha poi negativamente sorpreso la tua modalità di comunicazione adottata: quattro righe in un burocratese indegno, irrispettoso dell’impegno culturale, ripetitivo, accompagnato da un latente pensiero politico di basso livello, vista la comunicazione per conoscenza trasmessa anche alle altre organizzazioni che da me erano state informate sul progetto. L’ovvietà della tua risposta è quanto di più scontato: quando mai ci sono state le risorse per la cultura? Per i grandi eventi divoratori di risorse sì; così come per i vostri affiliati, per le vostre decadenti strutture e organizzazioni…ooh, per queste sì! Per noi uomini liberi, mai! Non vi adoperate nemmeno per creare un contesto favorevole. Saltuariamente elargite elemosine; sì perché tali sono ed è con questa considerazione che pensate alle attività culturali, come a forme decorative, un corollario agli affari. A noi è lasciata l’iniziativa (come se fosse una concessione!), di elaborare progetti poi attuati da altri, quando vi sono le condizioni economiche…vedi “musei del cibo” che presentai tra il ‘93 e il ‘96 e a cui non fui nemmeno chiamato al tavolo di lavoro; il progetto editoriale multimediale sui Comuni locali (’92); il progetto filmico in 16/9 betacam digitale sull’agroalimentare parmense (’94); oppure l’articolato sviluppo organico elaborato per l’Appennino parmense nel 2000; per non parlare del progetto digitale sul territorio e la Pubblica Amministrazione online (’96-’99). Nemmeno ai convegni sei chiamato a partecipare! Questa è l’attenzione dei politici, per non parlare degli ostacoli posti, nei confronti del pensiero libero, dell’”impresa” culturale. Come pensi possa sentirsi, cosa ritieni possa provare una persona che dall”87 continua a presentare progetti, idee, bocciate dalle sue Istituzioni, promosse poi dal tempo e realizzate da altri col vostro patrocinio o contributo? Cosa pensi possa provare nei confronti della partitocrazia che alimenta questa “miopia” burocratica? Per “Parmavideosapere” nessuno poi ti aveva chiesto un euro, ma semmai un confronto sul progetto, completo nella sua organizzazione e piano di fattibilità, cosa che rientra nei tuoi doveri istituzionali (vista anche la delega alla cultura), che tu invece hai voluto negare. Progetto inviato come da accordi e che non ti puoi permettere di stroncare come hai fatto. Non rientra nelle linee del tuo programma culturale elaborato? Se c’è dove è? Io non ne sono a conoscenza della sua esistenza! Grave poi, ritengo, che ti sia premurato di comunicare la tua negativa posizione alle altre persone, rappresentanti di organizzazioni che avevo ritenuto di informare e coinvolgere, quali soggetti portanti del progetto sotto l’aspetto dell’autorevolezza del valore e per il possibile contributo economico. Persone che avevano apprezzato nella sua globalità l’idea presentata e disponibili a valutare l’eventuale sostegno economico, qualora vi fossero le condizioni di appoggio istituzionale.

La tua risposta è pari a una pernacchia alla storia e ti ritornerà come un boomerang! E’ disprezzo nei confronti delle persone del nostro territorio e di chi voleva rendere accessibile e tramandabile la vita vissuta dei nostri luoghi. Non riservare le dovute attenzioni alla “memoria storica” consapevolmente organizzata, ai testimoni del novecento, con anziani in estinzione, non ti fa certo onore e penso deluderebbe anche le aspettative dei tuoi elettori, non solo dei cittadini della nostra Provincia. Con quale coraggio li puoi guardare in faccia dopo aver loro negato la storia! Lo so che non si può fare tutto, ma nemmeno precludere le possibili strade a progetti, credo, meritevoli invece di attenzione, soprattutto istituzionale e a cui tu invece hai inferto un colpo basso, un fallo da espulsione. Oppure ci sono solo le strade? Lì i soldi ci sono sempre…anche tu servo della betoniera? Le risorse, lo sai, ci sono, ma sono gli uomini che affossano le idee per gli affari e gli interessi di parte! La politica è stata ridotta, da voi militanti di partito, a lottizzazioni, costi ragionieristici e a gabelle legali. Non avete più visione, se non quella della poltrona da occupare. Poltroni numerati!

Non ti sei limitato a dire che non c’erano i mezzi economici da parte della Provincia, ma tra le righe hai voluto trasmettere agli altri soggetti, che avevo coinvolto, che se risorse devono essere disposte, queste non devono certo essere indirizzate a questo progetto. Perché, non lo hai nemmeno ritenuto degno di un confronto culturale? Un progetto che ha valenza pubblica, non personale, estendibile ad altre province, che potrebbe essere istituzionalizzato, di interesse, penso, anche per il Presidente della Regione. Pure altri, tempo fa, hanno riservato questa voluta disattenzione ai miei progetti, per poi doverli riconoscere validi, vergognarsi oggi del maltolto o rifletterci su, forse, qualche anno dopo…anche in via Burla! Tu per la seconda volta hai pestato la mia iniziativa culturale. La prima, come ben ricordi, fu quella di sostenere l’idiozia del tuo compagno di partito, certo ex sindaco Tanzi di Felino, che voleva sopprimere, e si è poi limitato a boicottare, una tradizione culturale del paese “La Settimana Felinese”, in quell’anno da me proposta su invito pubblico e poi editata, che durava da 38 anni e tu ti prestasti a sostenerlo!! Entrando anche in conflitto con l’allora Presidente del Consiglio Provinciale Gianni Riccò.

Ora hai agito senza alcuna attenzione per emarginare il progetto “Parmavideosapere” volto alla memoria storica del territorio attraverso la tecnologia video digitale. Come dire: cambiano i progetti, non cambiano i modi, le persone, ma soprattutto la grettezza politica. Non capisco perché nell’incontro prima delle tue elezioni mi dicesti: “mi interessa la tua testa, le tue idee”. Non penso tu abbia preso da Al-Zarkawi, quindi potrai capire le perplessità che mi pongo ora, vista la mancanza di dialogo post elettorale e questa uscita che mi sembra più vicina a far fuori le persone e i loro progetti piuttosto che valorizzarli. Se ritenevi il mio apporto culturale di interesse prima, cos’è oggi che lo preclude? Per il bene che voglio a questa città, e lo ho sempre dimostrato senza certo esserne contraccambiato da coloro che avrebbero dovuto farlo (per la verità si sono adoperati per ostacolare lo sviluppo dei miei progetti), ti auguro comunque buon lavoro.

Vedi, la differenza che c’è tra te e me è che io sono libero, tu no! Una condizione che viene ormai vista con fastidio, considerata un lusso dalle oligarchie, dalla partitocrazia imperante e che anche tu interpreti. Voglia la politica comprendere la franchezza culturale e liberare invece le persone perseguitate dal delirio dei funzionari della finzione democratica, del disastro sociale, economico, culturale, politico del Paese. Possibile che la tenuta etica dei politici sia da…rotoloni? Non vi rendete conto che la partitocrazia è divenuta un inceneritore di idee? Non vi accorgete che siete ormai incapaci di valorizzare le potenzialità individuali e collettive? Costringete le persone a una vita supina, schiacciate dai vostri macigni, verso una meta indesiderata, senza scampo; addirittura incapaci di garantire loro la prima casa come diritto di civiltà! Avete ridotto la speranza alla vincita al gioco, l’obiettivo alla pensione. Siete divenuti i promotori della decadenza etica! Vorrei che questa franchezza di pensiero potesse farti riflettere, smuovere la sclerotizzazione politico-culturale che impedisce alle potenzialità creative, anche del nostro territorio, di poter avere ascolto e il dovuto spazio.

La città dell’Authority senza assessorato alla cultura né in Provincia, né nel Comune capoluogo! Vorrei che potessero essere rimossi gli impedimenti per un vero progetto culturale territoriale che sappia interpretare l’economia delle conoscenze e il pensiero artistico. Scriveva qualche giorno fa sul Corriere della Sera Emanuele Severino: “Mi sembra che non ci si interessi a sufficienza dei giovani artisti che vengono, un po’ lasciati da parte, e ce ne sono di grande valore. Trovo che in generale ci sia poca attenzione per chi lavora oggi nel campo dell’arte”.
Presidente, guarda con attenzione la recente dichiarazione del Rettore dell’Università di Bologna, osserva il fare di Guglielmi, anzi, invitalo a Parma, magari con Severino, per un incontro con la città, con i gruppi creativi, con l’impresa culturale. Proponiamo a Parma un meeting con i gruppi artistici, le imprese culturali, le Università, dell’Emilia Romagna; potrebbe nascere qualcosa di nuovo forse con altre dimensioni anche più ampie: è una nuova proposta che ti lancio. Coraggio Vincenzo c’è un orizzonte da scoprire che non ti deluderà. Saluti. (Parma, 24 ottobre 2004)

Luigi Boschi