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PARMA SANGUINARIA

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Ed ecco che si apre un nuovo scenario mediatico sul "Caval Pist" anche su www.parma.repubblica.it lo continueremo a monitorare come abbiamo fatto con il forum di www.gazzettadiparma.it.  Abbiamo aperto anche un dossier "Caval Pist" che raccoglierà tutti i contributi che ci perverranno o che troveremo in rete.
Luigi Boschi


Divieto cavallo pesto, la rabbia dei macellai

Dopo il dibattito sul progetto di legge che vieterebbe la macellazione dei cavalli il presidente del Gruppo Macellerie Equine di Parma, Giorgio Benassi, scrive una lettera ai Parlamentari di Parma e alla stampa.

"Con la presente mi rivolgo a Voi a nome delle numerose  aziende che operano nel settore della vendita al dettaglio di carne equina nella provincia di Parma per sollecitare un vostro intervento in merito alla proposta di legge dell’On. Paola Frassinetti avente ad oggetto "Norme per la Tutela degli equini e loro riconoscimento come animali d’affezione ".

Pur non avendo ancora avuta la possibilità di visionare dettagliatamente il testo di questa proposta di legge, i suoi contenuti, così come anticipato dagli organi di informazione sia locali sia nazionali, preoccupano fortemente la nostra categoria per il collegato rischio chiusura dell’intera filiera legata alla preparazione e vendita della carne equina.

Stiamo parlando di centina di famiglie del nostro territorio fra imprenditori e lavoratori dipendenti che trovano il loro sostentamento in questa attività secolare, che riconosce la nostra provincia come uno dei luoghi in Italia in cui la cultura alimentare legata alla carne equina è più radicata, detenendo il primato di consumo pro-capite di carne equina, seguita da Bari e Cagliari.

E’ per noi fonte di grande soddisfazione il sostegno che registriamo quotidianamente nelle nostre botteghe da parte della clientela  e le prese di posizione pubbliche contro questa proposta di legge evidenziate sugli organi locali di stampa e sui forum in Internet.

Riteniamo impensabile che si possano cancellare con un singolo provvedimento centinaia di anni di cultura alimentare e un intero settore produttivo e commerciale per motivazioni che non trovano fondamento né nell’ambito dell’etica né in quello  sanitario.

Confido, a nome delle aziende che rappresento, in un Vostro impegno in sede parlamentare al fine di bloccare la proposta di legge e salvare in questo modo un intero mondo imprenditoriale profondamente  legato alla nostra cultura parmense".


c’ha ragione

Mary
scrive: 9 gennaio 2010 alle 09:07


Perché fare dello stomaco un cimitero?

Si chiudono botteghe sanguinarie, gli allevamenti di ogni genere d’animale, i macelli. E’ l’economia al servizio dell’uomo, non il contrario. Perché non si pensa al costo in sanità che produce la carne? Ai contributi pubblici diretti e indiretti?
L’uomo non può rimanere lo stesso dalla nascita alla morte… dalle caverne ad oggi… un tentativo di elevarsi dovrà pur farlo… non dico da asceta, ma almeno da saggio.
Si è mai chiesto come mai tutti questi lavori della filiera delle carni: dagli allevamenti, ai macelli, agli stabilimenti produttivi, sono lavori in gran parte riservati a extracomunitari?
I paladini delle tradizioni ci ritornino veramente, non nella attuale finzione mistificatoria.
Ma quale tradizione!! Quella dei cavalli bastonati? Dei trasporti dall’Ungheria? Degli allevamenti con ormoni e antibiotici? Da tempo l’uomo non è più guidato né dalle tradizioni, né dal rito.
Il cavallo prima della rivoluzione industriale era compagno inseparabile dell’uomo nelle guerre, per i trasporti, nei campi… e ora carne da macello!!
E’ tempo di cambiamento!! Potrebbero esserci delle ricadute negative, nell’immediato, sull’economia locale appiattita, purtroppo, su questa insostenibile e sorpassata industria della carne e degli allevamenti. Sappiamo tutti cosa ha comportato continuare a investire in settori non più strategici anche in altri settori. E questo non vuol dire abbandonare chi vi ha lavorato!!… ma sostenerne il mutamento. O continuiamo a esportare cervelli, dopo averli formati, per sostenere la filiera sanguinaria?
Ecco perché bisogna investire nel cambiamento e nella conversione, non continuare a puntellare, come si sta facendo, l’obsolescenza. Entro i prossimi 20 anni, forse meno, il settore delle carni sarà insignificante. E’ bene che si sappia!
Per ora questa legge non passerà, ma il buon senso non ha bisogno di leggi. La proposta ha però avuto il merito di far discutere su un tema che era tabù, in particolare in una città con una radicata economia di derivazione animale e dalla forte tradizione del "caval pist".
I costumi e le scelte quando afferiscono l’ambito delle tradizioni, del piacere sono difficili da estirpare, sappiamo tutti l’educazione che abbiamo avuto e l’ambiente che ci circonda, nessuno chiede di farlo dall’oggi al domani (magari!), ma nemmeno di usare l’ipocrisia e l’ignoranza per legittimarsi… o addirittura agire sui bambini inconsapevoli inoculando loro il virus di un passato da evitare… e che non c’è più se non il simulacro.
L’economia della morte non dà luce e infatti viviamo nella violenza. Occorrono nuove strade con altra base etica. Una presa di coscienza è dovuta.
Scriveva Terzani: "… quella che chiamiamo eufemisticamente carne sono in verità pezzi di cadaveri di animali morti, morti ammazzati. Perché fare del proprio stomaco un cimitero?" (09/01/2010) Luigi Boschi

Luigi Boschi scrive: 9 gennaio 2010 alle 11:07


APPELLO

Sette su 72: è questo il numero di Parlamentari Europei Italiani che hanno sottoscritto la Dichiarazione Scritta 54/09 presentata da tre colleghi insieme all’associazione internazionale Horse Welfare. La Dichiarazione è il primo passo per rivedere la legislazione in materia di trasporto e macellazione di questi magnifici animali, condannati ogni anno a viaggi estenuanti per raggiungere i mattatoi dell’Europa del Sud (Italia in testa). Se entro il 21 gennaio la dichiarazione non raggiungerà il quorum delle firme (più del 50% dei Parlamentari Europei), si sarà persa una straordinaria occasione per intraprendere l’iter di revisione della legge. Vi preghiamo di dedicare qualche minuto ad un gesto che (in momenti come questi) può fare la differenza: inviate al gruppo di indirizzi e-mail che trovate allegati o ai Parlamentari Europei del vostro partito/vostra zona questa lettera standard. La Dichiarazione Scritta ha bisogno anche delle firme dei nostri Parlamentari.

Luigi Boschi scrive: 9 gennaio 2010 alle 11:34


1.fare della filosofia mentre si parla di animali mi sembra totalmente inappropriato, segnala una mancanza di argomentazioni pertinenti.

2.se questo discorso vale per i cavalli dovrebbe valere per tutti gli altri animali, e un mondo vegetariano non avrebbe né possibilità né ragione di esistere per una lunga serie di motivi, non solo economici.

3.durante un periodo non felicissimo per il nostro paese come questo, con tutti i problemi reali che esistono e che quotidianamente leggiamo sui giornali, il pensiero che i nostri parlamentari non trovino di meglio da fare che occupare risorse, tempo e disegni legge per i cavalli mi indigna profondamente.

Giacomo scrive: 9 gennaio 2010 alle 12:05


L’economia animale è finita!!

La filosofia e le scienze, fino a prova contraria, hanno indicato da sempre le strade del futuro, non certo la sua demagogia!!
Mi sembra che lei non abbia ragioni sufficienti. E’ l’esatto contrario. L’economia delle carni è finita!! Può solo avere il suo ineluttabile declino.
E’ l’economia delle carni insostenibile e tra i primi fattori di disastro ambientale, economico, sociale, salutistico… generatrice di una povertà etica impressionante. La vita animale non vale più nulla e si schernisce pubblicamente il suo sacrificio. Questa è una vergogna!
Un mondo vegetale sarebbe molto migliore e di gran lunga più sostenibile. Numerose sono le testimonianze scientifiche che lo attestano. Numerosi sono gli uomini di eccellenza che l’hanno sostenuto. Questo se si vuole mettere in campo l’onesta intellettuale, altrimenti si vive ripiegati nella cultura dello sterminio.
Il futuro è nelle nuove economie delle conoscenze, non in quelle animali.

Luigi Boschi

Luigi Boschi scrive: 9 gennaio 2010 alle 12:36 


La proposta di abolizione della macellazione di carne equina ha suscitato innumerevoli reazioni; alcuni si stracciano le vesti sconvolti dalla paura di non potere piu’ scannare il cavallo ed ingoiarne la sanguinolenta carne,senza tenere in alcun conto la sua dignita’ di Animale senziente e soggetto di una Vita. Ma quello che sconcerta non solo gli animalisti, ma credo ogni persona di buon senso e sensibilita’, e’ la motivazione che giustificherebbe il consumo della carne di cavallo; alla base ci sarebbe il rispetto e l’osservanza delle tradizioni locali,quasi fosse un’onta mettere in discussione le ataviche usanze. Faccio notare che un Paese autonomista e territoriale come la Catalogna e’ in procinto di decretare l’abolizione della corrida, nonostante fosse considerata un’antica consuetudine. Non sono le tradizioni che fanno la differenza, e che possono essere buone o cattive,ma sono i diritti di ogni individuo e la liberta’, e questo vale per tutte le specie Animali. Ho letto che anche alcuni esponenti del Movimento a cui aderisco, la Lega Nord, probabilmente per la paura di perdere una manciata di voti, hanno reagito in maniera scomposta ad un proposta di legge legittima e che coinvolge in modo trasversale tutti gli schieramenti, dichiarando con estrema superficialita’ che per un leghista non sarebbe accettabile schierarsi contro la macellazione del cavallo, perche’ cio’ fa parte della realta’ territoriale, per la difesa della quale la Lega si batte. A costoro ribatto e ricordo, qualora non l’avessero letto, che lo Statuto del nostro Movimento ha come obiettivo l’Autonomia e l’Indipendenza dei Popoli Padani, ma non prescrive i menu’ da rispettare a tavola e non da’ consigli per cucinare.Se qualcuno,invece,confondesse la Lega Nord con la sua bottega privata o con un’ associazione di categoria, credo si dovra’ ricredere al prossimo Congresso Federale, se mai ce lo faranno celebrare.

Leghista animalista scrive: 9 gennaio 2010 alle 18:03


Caro Sig. Boschi,
innanzitutto vorrei farle notare che non c’e` solo il mondo vegetale, ma soprattutto che di norma gli esseri umani non rientrano tra i "vegetali" (o almeno non tutti…).

Lei parla di costi sanitari legati al commercio della carne, come se il "prezzo" fosse da attribuire esclusivamente al fatto che mangiamo carne. L’uomo e` onnivoro e non mi pare che questo sia mai stato un problema: perche` farlo diventare ora?

Ognuno e` ovviamente libero di decidere cosa mangiare, ma allo stesso tempo decidere di vietare un alimento solo perche` ultimamente e` divenuto di moda fare i buonisti e cercare di salvare tutto mi sembra decisamente esagerato. Per non parlare poi di ormoni e affini: forse si dimentica che la maggior parte delle coltivazioni che producono "vegetali" da consumo su larga scala sono concimate con i ritrovati chimici piu` strani per poter soddisfare le esigenze di tutti. E non credo proprio che la cosa possa migliorare.

Probabilmente, come recita un commento sopra, non avendo di meglio da fare chi governa cerca sempre di "tenersi occupato" con nuovi interessi: oppure questo viene fatto di proposito per sviare l’attenzione da quelli che sono i problemi reali.

Saluti

P.S.: la morte e` – volente o nolente – l’unica costante della vita. Di ognuno.

Marco scrive: 10 gennaio 2010 alle 12:32


Marco,

che spesso i politici abbiano comportamenti "strani" mi trova pienamente d’accordo.
Sugli altri punti invece mi trova completamente in disaccordo.
Che l’uomo non sia un vegetale è ovvio, ma che la sua alimentazione sia vegetale lo dimostrano l’insieme dei suoi organi. Guardi questo filmato: http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=05zhL1YUd8Q
L’uomo nasce come essere "frugivoro", che poi sia divenuto nel tempo, per vari motivi di sopravvivenza "onnivoro" questo è altresì vero. Ma per sopravvivenza!!… non per gola!!
Ora l’uomo ha tutto quel che gli serve per poter vivere in ottima salute senza carni provenienti come lei sa da allevamenti in cui si pratica la "tortura animale", si riducono esseri senzienti a bestie, vivono in ambienti insalubri riempiti di ormoni e antibiotici, e infine folli e malati (pensi alle vacche a terra, i vitelli che non si muovono, i cavalli che subiscono trasporti inenarrabili, i polli in gabbie tortura, i maiali castrati vivi,…) vengono uccisi. Senza tralasciare l’aspetto etico nei confronti di esseri che hanno diritto alla vita come noi (non sono nati per vivere in gabbie), lei pensa sia cibo salubre? Ma lei ha idea che cosa è la filiera industriale delle carni?

Lei sa che solo dopo la metà dello scorso secolo in Italia, in Europa l’alimentazione è divenuta con questa dominanza carnea quotidiana. Solo negli anni 50/60 le famiglie consumavano la carne una volta al mese o alla settimana, dipendeva dalla capacità di spesa. E lo stile di vita era completamente diverso. Agli inizi del ‘900 i campi erano coltivati a mano… non c’era cibo, ma miseria.
Il processo produttivo delle stesse imprese era dei salumi, in inverno, mentre in estate si raccoglieva il pomodoro e si facevano le conserve.

Se può essere vero che il cibo vegetale può essere coltivato in condizioni non ideali (la disonestà è una piaga dilagante), è altresì vero che vegetali, frutta, cereali, legumi, semi costituiscono l’alimentazione ottimale per la salute dell’uomo.
Visto che mi parla di concimi, lei sa cosa viene sparso nei campi? Lei pensa che sia il vecchio letame? No di certo!! Liquame derivante dagli allevamenti intensivi, pieno di ormoni, antibiotici e tutte le porcherie che vengono date agli animali!! Le è chiaro? E questo liquame per le enormi quantità di animali in allevamenti concentrati distrugge i terreni e inquina le falde acquifere. E noi ci mangiamo poi i prodotti. La dannosità però maggiore è nella metabolizzazione degli animali, che finiscono direttamente nelle carni e nel latte, piuttosto che nelle coltivazioni.
Lei sa che nel mondo vengono uccisi ogni anno 170 miliardi di animali e in Italia 2 miliardi e mezzo? Ma lei ha idea delle cifre?

Sempre sulle malattie certamente il fattore genetico non è certo da sottovalutare. Anzi! Ma la letteratura scientifica è propensa ormai ad affermare che le carni, in particolari quelle rosse e i salumi, sono cancerogeni.
Veronesi: "Una dieta dettagliata per prevenire il tumore in generale, ma anche quello al seno in particolare, è molto semplice: non mangiare mai troppo ed equilibrare la propria dieta riducendo al minimo la quantità di carni rosse, gli insaccati, i cibi cotti alla griglia, i latticini. Abbondare invece in verdure, frutta e legumi; inoltre privilegiare il consumo di pesce, gli oli vegetali (di semi e d’oliva) e cibi integrali. Evitare inoltre superalcolici e limitare il consumo di vino a due bicchieri al giorno da consumare durante i pasti."
Non solo ma colesterolo, infarti, ictus, malattie renali, diabete sono da correlare con una alimentazione di carni e prodotti di derivazione animale.
L’opzione vegana è una scelta etica di vita, di responsabilità ambientale, sociale, economica, salutistica. Non è una moda! Poi ci saranno pure quelli. Essere vegani porta dei benefici a tutti, cosa che non la si può dire per i carnivori. Ma lei, ha mai guardato negli occhi un maiale e poi preso e sgozzato? Se vuol continuare a mangiar carne, lo faccia… almeno una volta e pensi a coloro che quotidianamente fanno quel lavoro per campare. E capirà!!
Io non vieto a nessuno proprio nulla, ma porto le mie motivazioni. Ma la libertà di ognuno deve fermarsi quando incide sulla qualità di vita degli altri. E quando si dibatte in sede legislativa, beh mi permetterà che ci si deve confrontare su ragioni, motivazioni e non su tradizioni (che non sono più tali) o piacere?
La vita terrena è un dono a termine. Per tutti. Sta a noi scoprirne però l’opera che è diversa in ognuno di noi, cercando di essere giusti, coltivando la felicità negli altri, non certo suicidandoci o piantando i nostri coltelli nelle gole degli animali.
La gioia ha ben altre caratteristiche. Luigi Boschi

Luigi Boschi scrive: 11 gennaio 2010 alle 00:10


Ablondi lotta dura per il "caval pist"

Una corrente trasversale del Parlamento sta portando avanti una proposta di legge per vietare la macellazione degli equini e questo significherebbe la scomparsa di antiche tradizioni culinarie del nostro Paese, in particolare della nostra provincia, piatti tipici che dovrebbero essere invece valorizzati a scapito dellinvasione di alimenti esotici ( kebab in primis) serviti spesso senza il rispetto di norme igieniche adeguate. Gli uomini si cibano del cavallo sin dalletà paleolitica. La carne di cavallo presenta valori nutritivi eccezionali che la rendono un alimento ideale per ogni fascia di età. Considerata un alimento nobile, viene spesso consigliata agli sportivi, ai bambini in crescita, in gravidanza e alle persone anemiche. In ogni 100 grammi di carne di cavallo troviamo, infatti, 4mg di Ferro ( più del doppio rispetto ai tagli bovini). Al contrario di quello presente nei vegetali (primi tra tutti gli spinaci), il ferro contenuto nella carne di cavallo risulta altamente biodisponibile e può essere assorbito in proporzione tre volte maggiore.
E giusto mantenere ferma la nostra condanna e ci batteremo per ostacolare ancor di più pratiche violente fini a se stesse come: il trasporto degli animali per lunghe tratte in condizioni igienico-sanitarie precarie, la mutilazione e, in generale, ogni sorta di maltrattamento, ma non mi sembra giusto penalizzare il settore e i suoi lavoratori, e tantomeno cancellare piatti che hanno fatto la storia della nostra terra.

Il consigliere Ablondi precisa: «Il cavallo, è un animale che sicuramente merita grande rispetto, come d’altronde lo meritano tutti i bovini e i suini. È pacifico ammettere che la pratica della macellazione non legittima alcuna atrocità e accanimento sugli animali vivi. In tal senso mi pare più opportuno lavorare per una sempre maggiore tutela e salvaguardia del cavallo, intensificare i controlli, incrementare le sanzioni per le pratiche barbare di allevamento. Paradossalmente il blocco delle macellazioni potrebbe avere leffetto contrario a quello desiderato: alimentare un mercato clandestino di carne, senza regole a discapito della sicurezza alimentare. Come in ogni cosa il giusto sta nel mezzo: né intransigenza assoluta, né catene di montaggio della morte che rispondono a logiche puramente commerciali. Il giusto mezzo è quello da sempre espresso in pianura padana: allevamenti nostrani, piatti tipici, degustazione responsabile, secondo linsegnamento dei nostri padri».

Pier Angelo Ablondi
Consigliere Provinciale Lega Nord- Padania

inviato da redazioneparma il 05 gennaio 2010 alle 09:26


Caval pist

Ma sei sicuro è davvero quello che mi hai detto?; già era così "caval pist".
Comè buono; lo straniero a casa mia non aveva mai avuto il piacere di assaggiare e gustare una pietanza così prelibata. Semplice e ricca allo stesso tempo.
Mi dai la ricetta?, lo straniero era lì pronto con carta e penna.
On. Frassinetti simmagina la preoccupazione di chi come me, nipote del defunto Bruno Puglia detto il Cavalén, grazie al suo intervento potrebbe rimanere senza il cavallo pesto. Ho avuto amici che sono venuti da lontano e hanno potuto gustare questa pietanza divina rimanendone estasiati;un simbolo per la città di Parma, quanto una bandiera. Onorevole dalle nostre parti la pietanza in questione è più di unallegoria o sfizio culinario. Per mio nonno fu la possibilità di riscatto dopo una vita di guerra e sofferenze, ripartire da zero e portare avanti un progetto di vita nel bene e nel male. Sfamare una famiglia e aiutare gli amici in difficoltà. Eh si è più di un cibo il cavallo, un vero animale daffezione nasce, cresce e poi si mangia, quando la sua strada è arrivata alla fine rimane dentro di noi e ci fa crescere, correre insieme con lui perché questo è il suo lavoro correre e sfrecciare, nelle piste nei maneggi, insomma sfruttato e per cosa, per essere al fine macellato, morire per noi. Come noi uomini abbiamo lavorato e come mio nonno al fine morto anche per loro, cavalli. Animali che ci aiutano a vivere meglio e noi li alleviamo, per questo sono bestie, servono a renderci una vita migliore di quello che è. Non sanno a cosa pensano, li consideriamo liberi eppure sono teneri animali da macello. Figlio della notte e del mistero, significatore di morte e di vita insieme; bestie o animale? Onorevole non ho capito cosa vuole salvaguardare, il cavallo ha tutte le caratteristiche per poter essere mangiato e non capisco quali siano quelle perché possa essere il contrario. Il mio amico straniero intanto scrive la ricetta, semplicemente così Caval Pist.

inviato da aramoneil 04 gennaio 2010 alle 14:34


 

La Toscanini