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Parma Amministrative 2012: dai Gangster allo Sciamano

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I voti passano dal centrodestra a Grillo. Ubaldi una figura ormai imbarazzante e inquietante!… che ha impedito il ballottaggio a Ghiretti vissuto forse come continuità di Vignali.
Bernazzoli (PD) 39% al ballottaggio con Pizzarotti (M5S) 19%

Chi si ricorda tra i parmigiani quando Beppe Grillo si scagliò contro Pietro Barilla offendendolo personalmente in eurovisione a Sanremo nel 1989?
Eppure è opinione comune sia stata persona illuminata, generosa per Parma, tra i principali artefici, con meriti storici, dell’Italia industriale ed economica del dopoguerra. Il comico genovese proseguì poi, anche negli anni successivi contro il gruppo di Pedrignano (tra le aziende con la più alta reputazione a livello mondiale).

Chi non ricorda Grillo contro Internet (video) o Grillo che rompe disperato il computer nel suo spettacolo (video)

Qualcuno poi vorrà ricordare che Grillo è un prodotto della rete creato dalla Casaleggio associati ex soci Telecom, attraverso la Webegg, contro cui Grillo svolse una iniziativa finita in niente… così come con il signoraggio?

Grillo ha declamato il suo mangiare carnivoro: Sono carnivoro, mi piace la carne, il prosciutto crudo, il salame, il lardo, la pancetta, l’osso buco, la carne cruda, lo zampone e il cotechino con le lenticchie. Mi piace la bistecca alla fiorentina, quella da sette etti netti più l’osso. Forse deluderò i vegetariani, ma non mi sento per niente in colpa.
Mangiare carne fa parte della mia natura”
per poi dichiararsi, anni dopo, contro la caccia.

Questi ricordi solo per rammentare la coerenza di Grillo. Io dell’ideologo del Movimento 5 stelle non mi fido e non ho stima. Lo show business di Parma me lo ha confermato. Non ero mai stato prima né a un suo spettacolo a pagamento, né a un suo comizio. E se quel gruppo di ragazzi di M5S che avevo conosciuto potevano destarmi simpatia personale, non credibilità politica, la stupidità volgare di quello spettacolo e il gestire di Grillo quel gruppo di persone che aspirano ad amministrare la città, come fa un domatore con gli animali da circo, pronti a ritornare in gabbia a un solo batter di frusta immaginaria, mi ha fatto pena. E quel loro servilismo consenziente… in scena senza reticenza.
L’uomo di spettacolo usa tutto per la sua audience, calpesta ogni cosa funzionale del momento, usa ogni essere perché il suo spettacolo continui per sempre. E’ il delirio dell’uomo di spettacolo… che rovina anche nella volgarità, perché è ciò che la gente vuole e vi si immedesima, come il sangue al circo romano.
Lui, animale scafato, addestrato sui media, sa, con il linguaggio comico, con i gesti a effetto, con la recitazione da copione, che ripete uguale in tutta Italia, sa parlare alla pancia della gente, infiammarla. Ma Grillo è l’incarnazione della società dello spettacolo di Debord. Dopo il comico e chansonnier da crociera di Arcore, dopo il vichingo padano, ora il comico stregone di Genova? Capisco Verdi: l’Italia Paese dei cortigiani… vil razza dannata. E il desiderio atavico dell’uomo qualunque di esser sottomesso e dominato… pure sodomizzato se possibile. Con la voglia di rivedersi poi sullo schermo per la condivisione. “Mi piace” dicono in fratellanza su Facebook.

Attraverso la Casaleggio associati, Grillo si è rigenerato e il Movimento 5 stelle è stata una trovata intelligente per non far morire il suo spettacolo, inevitabilmente in declino. Come ogni prodotto di consumo.
Certo che la politica, attraverso i suoi leader, si presta al delirio del comico genovese. E di cose in cui ci si può ritrovare ve ne sono pure. Discorsi di tutti i giorni nei bar proclamati però da un uomo media… che acquista valore e fa scattare l’immedesimazione di valorizzazione autoreferenziale.
Il problema è come uscirne da questa prigione di cui Grillo propone un’altra versione (il ricordo storico di come si arrivò alla Repubblica di Weimar).
Ma sulla corruzione, chi non ha deriso il potere politico? Da Govi, a Totò, a Benigni… il teatro Greco… Ci han fatto dei film, chi non ricorda Sordi, Gasman, Tognazzi.

E’ palese a tutti che i nostri politici, locali e nazionali, non hanno saputo interpretare la rivoluzione digitale, l’economia delle conoscenze, il cambio paradigmatico di convivenza. Non hanno saputo interpretare l’avvento della tecnodemocrazia che si coniuga con la democrazia rappresentativa. Non hanno saputo governare l’impronta ambientale. Tutti illusi nella crescita economica industriale infinita. Filiere oggi in decadenza o mature che non hanno saputo rigenerarsi o reinventarsi, nelle mani peraltro della finanza. (E Pizzarotti, guarda caso, è un impiegato di banca). Così come Berlusconi è stato l’effetto dell’incapacità della sinistra (vedi le considerazioni di Nanni Moretti); ora Grillo è l’effetto dei ladri della politica.

Grillo si scaglia contro i professionisti della politica. Lui non ne è forse parte? Da 30 anni fa satira politica e la politica è divenuta il suo mestiere, sapendosi gestire molto bene, anche attraverso i suoi soci nella Casaleggio tra cui Enrico Sassoon, giornalista, dal 1977 al 2003 nel gruppo Il Sole-24 Ore.
Ma se c’è una cosa carente forse in questo Paese è la pochezza di statisti e amministratori onesti e competenti. E la colpa non è della visione professionale, ma della disonestà, della deriva etica presente nella varie componenti della società. Forse sarebbe meglio accusare il degrado culturale di un contesto, le difficoltà di cambiamento della classe dirigente, delle incrostazioni di consorterie, della lottizzazione burocratica, delle organizzazioni dei partiti, di come sono strutturati.

Curzio Maltese: “Beppe Grillo ha addirittura perfezionato lo schema di Berlusconi. Se il Cavaliere ha trasformato l’azienda in partito, Grillo ha fondato un partito e ci ha costruito sopra una impresa …. Non a tutti i grillini il sistema piace, ma i dissidenti vengono espulsi al volo dal capo, senza neppure convocare una finta riunione. Basta proibire l’uso del simbolo, che è registrato come proprietà personale, ed è tutelato da stormi di avvocati”.
Quanto vale il M5S senza Grillo? Una domanda inquietante non tanto per il movimento, ma per l’Italia. E pure per Parma. Se è sufficiente la fronda di un comico (seppur contornato da una attiva cricca) per seppellire gli statisti italiani, gli amministratori locali, vuol dire che il Paese è morto! Una risata ci seppellirà tutti?
E d’altra parte che cosa è, visto con gli occhi di oggi, l’amministrazione Ubaldi o il disastro Vignali con le loro fontane spente, se non una comica parmigiana? Ricordate Mon oncle di Jack Tatì?

Quella della non professionalità politica non è una prerogativa del M5S. Conosco molte persone che svolgono altre attività: medici, insegnanti, impiegati, avvocati, ecc, il cui impegno politico è rilevante, ma non ne fanno una esclusiva.
Ricordo Renata Lottici, medico internista, fondatrice di “Insieme per Parma” elezioni comunali 1998; mi permetto, per esempio, di citare Maurizio Vescovi, medico di valore, iscritto al PD, eletto in Consiglio Comunale nella passata legislatura e pure in questa, che pur non essendo un melomane, né un politico di professione, ha portato in Consiglio Comunale il problema della remunerazione di Mauro Meli, il Sovrintendente del Teatro Regio (voluto da Ubaldi e riconfermato da Vignali), unitamente ai preoccupanti dati di bilancio dello stesso. Se in qualche modo le rilevazioni mosse da questo blog sul tema Regio di Parma sono approdate in Consiglio Comunale e hanno avuto dimensione pubblica, lo si deve a lui… non certo al Movimento 5 Stelle già attivo a Parma, che avrebbe potuto in qualche modo farsi sentire (vista la loro presenza anche in Regione), ma non l’hanno fatto. Hanno usato la cinica convemienza. Si piccano però di disquisire sull’orchestra stabile Toscanini e quella del Regio (come ho potuto constatare nell’incontro sulla cultura a Teatro Due), senza conoscerne le problematiche e le diverse storie, dimenticando che la prima è stabile, l’altra a chiamata. E su STT, SPIP dove erano? Dal 2010 denunciavo la malversazione delle risorse pubbliche con scritti circostanziati che ricevevano. Su Banca Monte? Eppure l’impiegato di banca Pizzarotti doveva essere di casa visto il suo lavoro in analogo Istituto di credito? Dove erano questi non professionisti della politica nel sostenere il dissenso cittadino? Nel denunciare l’operato degli Amministratori? Io non li ho mai letti, né sentiti! Supini al loro megafono nazionale? Inesistenti, fino alle elezioni, quando forse qualcuno gli ha consentito di prender parola? Ma avete mai sentito Pizzarotti prima in una sua riflessione ante candidatura sugli accadimenti a Parma?

Detto questo su Grillo, di cui non mi fido e non mi convince, verso cui, anzi, nutro molte diffidenze, da sempre, credo che il M5S in Consiglio Comunale in opposizione, come ho già avuto modo di scrivere, possa svolgere un buon lavoro. Vediamo cosa sapranno fare, esercitino un po’ di esperienza e fra 5 anni vediamo. Cerchiamo di capire prima, così come loro rivelino le loro competenze amministrative pubbliche stando all’opposizione. Un ottimo banco di prova.

Ho avuto modo di conoscere, all’inizio della loro candidatura, alcuni di loro (quando in pochi li degnavano di attenzione -oggi fanno la fila- e si lamentavano del poco spazio concesso), compreso Federico Pizzarotti, ragazzi impegnati, motivati, che avevano voglia di far politica fuori dai classici partiti… “sui campi arati da Grillo”, loro dicono.
Ma un conto è svolgere un’azione di controllo e stimolo, altro è governare una realtà complessa e ora con gravi difficoltà economiche da risolvere, come Parma.
Non è certo con l’improvvisazione, pur corroborata da buona volontà e idee, che si gestisce una macchina comunale complessa e strategica.
In molti possono guidare l’auto con la patente, ma per guidare una formula uno e vincere i gran premi occorre ben altro di una patente: abilità, esperienza, conoscenza… e molto talento. La fascia degli aspiranti piloti si assottiglia. Il qualunquismo dell’Italia d’oggi si ritrova in Charles Giardiniere interpretato da Peter Sellers nel film “Oltre il Giardino”.
Mi consenta poi Pizzarotti una battuta, del tutto occasionale vista la coincidenza: ho saputo dei suoi 39 anni. Purtroppo una età che desta perplessità in questa terra parmigiana: 39 anni aveva Vignali (Sindaco); 39 anni aveva Guareschi (Presidente Banca Monte)…. Veda lei di far ricredere, magari anche dall’opposizione, questo numero non certo fortunato per Parma.

Una considerazione sui numeri elettorali deve poi essere fatta:
se Peri (PD) nelle amministrative del 2007 ha preso il 37,5%, e Vignali con la lista (Per Parma con Ubaldi) aveva collezionato il 45%, visto ora che Bernazzoli (PD) ha ricevuto il 40% dei voti, il 45% di Vignali e il 3% di Moine dove è andato? Ubaldi 16%, Buzzi 5%… Non resta che M5S con il 19%. Quindi dire che il centro destra di Parma, deluso dai suoi rappresentanti in parte non ha votato e in parte per protesta ha votato M5S non è una ipotesi peregrina (la vendetta di Vignali?) Il M5S si appresta a divenire il sostituto di Ubaldi e del PDL all’opposizione?… a meno che… come indica la desiderata in sottotraccia di Ubaldi, divenuta una figura sempre più imbarazzante e inquietante che ha impedito di fatto il ballottaggio a Ghiretti (vissuto dall’ex Sindaco come la continuità di Vignali?): “Pizzarotti? Perché no!” Non costituisce certo una credenziale la visione di chi aveva allestito in Comune il gangsterismo professionale e il nepotismo dilagante.

Parma in questo momento, dopo la razzia ubaldiana e vignalesca non ha certo bisogno di tentativi o prove, ma di certezze, competenze, onestà, austera creatività. Deve ricostruire le relazioni istituzionali regionali e nazionali. Un fare sistema virtuoso e non del malaffare che per anni ha imperversato nel Palazzo del Grano. Sarebbero forse da evitare le improvvisazioni. E se deve essere rottura di sistema, rottura sia ma senza gerarchi travestiti da sciamani dello spettacolo.
Non bastano idee, ma occorre saper gestire la complessità amministrativa e la transizione, calarle nella dimensione locale… che non è così semplice con oltre 600 milioni di debiti. E se il problema è l’inceneritore, penso che se la città si mostrerà decisa e risoluta, anche con Bernazzoli, l’inceneritore non si farà.

E’ certo comunque che la città ha dato un segnale forte a chi ha prodotto il danno. Seppur rinviata al ballottaggio l’elezione del Sindaco con una forbice del 20% tra i candidati (Bernazzoli 39% – Pizzarotti 19%), vi è stata una protesta costruttiva sia per la nuova maggioranza che per la nuova opposizione. Un governo amministrativo non facile per la situazione lasciata in eredità e che non dovrà più essere come prima senza trasparenza e nella dissolutezza… anche se qualcuno ha avuto la spudoratezza di presentarsi “A testa alta”… o in un suo “Ritorno al futuro”. (Parma, 08/05/2012)

Luigi Boschi

La Toscanini

8 COMMENTS

  1. Ci aiuti a non dimenticare il passato con i tuoi articoli … noi che amiamo il presente e il nuovo. Non appiamo fare tesoro degli insegnamenti della storia solo perchè vogliamo essere alla moda o vogliamo essere in prima fila, o sempre tra I POSSIBILI VINCENTI.

    complimenti umberto

  2. Gentilissimo signor BOSCHI,
    ho letto con molta attenzione il suo “pezzo”. L’ho letto TUTTO. Non ho fatto fatica, perchè mi ha affascinato. Mi hanno molto colpito le < riprese > storiche ( i parmigiani hanno poca memoria ) Bravo ad essere ben documentato. Semplice e chiara la radiografia dei voti di Parma.
    Complimenti e grazie. Un cordiale saluto.
    Guido