Home Produzioni LB Articoli LB Parmigiani e Parmigianino

Parmigiani e Parmigianino

389
0

Parmigianino, un altro artista sofferente, perseguito dai fabbriceri, costretto ad abbandonare Parma, tanto da voler essere sepolto al di là del Po a Casalmaggiore. Qualche secolo dopo Verdi; simile trattamento, analogo epilgo. Oggi questa città ne propone la celebrazione dell’artista, usufruisce dei finanziamenti pubblici e dei positivi ritorni territoriali, probabilmente senza riconoscerne collettivamente il vero valore. Forse lo stesso Parmigianino ha voluto vendicarsi e da esperto alchimista ha usato una sua magia per far sì che le cose nel giorno della celebrazione del suo cinquecentenario, non andassero come i promotori avrebbero sperato.

Ma Parma è in grado di gestire queste iniziative, e assumere un ruolo di città d’arte, della musica? Non basta avere per grazia storica ricevuta artisti e monumenti. L’organizzazione dell’apertura della mostra, infatti, dall’incontro con la stampa, all’inaugurazione ufficiale, alla comunicazione, ha manifestato gravi lacune, non sorvolabili, con riflessi negativi sulla città. Così  sulla cartella distribuita col materiale informativo campeggia l’errata corrige applicata in copertina sulla data di chiusura della mostra, errore invece che permane sui manifesti. Se poi si  verificano gli incarichi distribuiti si scopre che: l’ufficio stampa è di Padova, produzione documentazione e grafica di Milano. Catalogo edito da Silvana Editoriale di Milano. Anche la cultura Bodoniana dimenticata in questa città! Gli allestimenti di Reggio Emilia. Fortunatamente sono rimasti il parmigiano architetto Canali per la progettazione del percorso espositivo, e i registi fratelli Mazzieri, storpiati nel cognome sul documento illustrativo, per la realizzazione di un contributo filmico. Si scopre solo ora, in queste occasioni particolari, la mancanza di un evoluto terziario professionale che avrebbe vivacizzato e arricchito socialmente il territorio, dotandolo anche di organizzazioni in grado di far dialogare la nostra città col mondo; ma non lo si è voluto. Qui si è preferito e si preferisce pensare all’allevamento animale, al maiale autoctono, alla speculazione edilizia, al processo produttivo…tutto il resto è complemento, decorativismo! E così si perde in qualità e competizione. Lo sforzo ideativo dell’evento e la capacità di ottenere il finanziamento pubblico necessario non vengono adeguatamente valorizzati da una città "disattenta" e passa in secondo piano una iniziativa internazionale perché accolta da una cultura provinciale incapace di sostenere il ruolo e di valorizzare un patrimonio artistico apprezzato nel mondo.

Si investe in iniziative culturali (Verdi, Parmigianino, Auditorium, Casa della musica) e non si pensa a costituire un gruppo di lavoro strategico permanente al servizio degli Enti, in grado di gestire e coordinare le numerose attività necessarie per la loro riuscita, capitalizzare le esperienze, acquisire uno specifico know how territoriale, ottimizzare i costi migliorandone l’efficienza e l’efficacia. Sarebbe come pensare di produrre un film senza una casa di produzione e di distribuzione. Un’ultima breve nota: non sarebbe opportuno costituire un gruppo di lavoro permanente capace di adeguare e rielaborare il complesso storico della Pilotta all’evolversi culturale della città e al ruolo che deve assumere nel futuro? La Pilotta ha un nuovo volto nella città, e deve essere ripensata nelle sue "modalità abitative", aperta a una dimensione polifunzionale che oggi ancora non ha, dopo esser stata per troppi anni abbandonata e resa inabitabile, per decenni oppressa da un desolante, polveroso spiazzo automobilistico. Parma 12 Febbraio 2003

Luigi Boschi