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Da gennaio fumo vietato a Milano su marciapiedi e piazze, sarà permesso solo a 10 metri di distanza dai passanti

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Già adesso è vietato fumare alle fermate di bus e tram (fotogramma)
Già adesso è vietato fumare alle fermate di bus e tram (fotogramma)
Miriam Romano
Lo stop riguarda solo i prodotti del tabacco, le sigarette elettroniche saranno ammesse. I trasgressori rischieranno una multa da 40 a 240 euro. Una buona cosa , ma è solo un timido divieto che non inciderà molto e consente molte contestazioni o raggiri o a contestazioni burocratiche. Meglio sarebbe stato “divieto di fumo all’aperto”. Cosa teme il sindaco Sala a emanare questa ordinanza netta e chiara? Però la tendenza è ormai chiara, la sigaretta ognuno se la fuma a casa sua senza arrecare fastidi e danni agli altri e all’ambiente. LB 
Il Comune pensa però di alleggerire lo stop alle moto

La sigaretta in solitaria all’aperto diventerà un obbligo da gennaio del prossimo anno. Mentre, sempre in tema di inquinamento, i blocchi alla circolazione delle moto in partenza a ottobre potrebbero slittare. Le misure antismog, a Milano, seguono un cronoprogramma ben definito, dai divieti per le auto alle altre manovre per limitare le emissioni.

Il Piano Aria Clima, approvato in via definitiva da Palazzo Marino alla fine del 2022, punta al 2050 per ridurre della metà la Co2. Il prossimo step in ordine cronologico scatterà il primo gennaio del 2025 e riguarda i fumatori, che non potranno più lasciare andare nell’aria gli sbuffi di fumo in tutte le aree pubbliche all’aperto. Ma come ogni regola, anche questa avrà la sua eccezione: le sigarette non saranno messe al bando nei luoghi isolati, «nei quali sia possibile rispettare la distanza di almeno 10 metri da altre persone». Il divieto di fumo riguarda solo i prodotti del tabacco. Le sigarette elettroniche, dunque, saranno ammesse anche all’aperto. I trasgressori rischieranno una multa da 40 a 240 euro.

La manovra è un’estensione di quanto già prescritto. Ad oggi, infatti, il divieto di fumo è già in vigore per le aree destinate al verde pubblico (salvo per chi rispetta la distanza dei dieci metri), quelle per il gioco, lo sport, le attività ricreative dei bambini e per le aree cani. Il veto esiste già anche alle fermate dei mezzi pubblici, nelle strutture sportive e nei cimiteri. Si contano, però, poche decine di multe inflitte finora a chi non ha rispettato le regole. Dall’anno prossimo, invece, per i tabagisti l’unica scappatoia nei luoghi pubblici all’aperto sarà quella di isolarsi. Niente fumo sui marciapiedi e nelle piazze se c’è gente entro i dieci metri. L’unico dubbio è su chi controllerà che il provvedimento sia rispettato.

La misura servirà a limitare l’inquinamento più che la libertà dei fumatori. La linea di Palazzo Marino, infatti, impone una norma diversa da quella appena tracciata dal Regno Unito, che ha approvato una legge che proibisce l’acquisto di sigarette ai nati dal 2009 in poi, alzando in seguito di anno in anno il limite d’età per creare «una generazione che di non fumatori».

In discussione in queste settimane, tra i tavoli di lavoro di Palazzo Marino e riunioni tecniche, ci sono invece i divieti per le motociclette. Da ottobre in Area B, infatti, dovrebbe scattare il blocco per tutti gli scooter a due tempi Euro 2, quelli a gasolio Euro 2 e quelli benzina a quattro tempi Euro 0 e 1. Secondo lo studio MobilitAria 2023, che le associazioni dei biker stanno diffondendo, il parco circolante di moto Euro 0 ed Euro 1 (immatricolazioni) nel Comune di Milano ammonta al 29,5 per cento del totale delle moto circolanti, ovvero a circa 55.337 motoveicoli su un totale di 187.549.

Già diverse sono state le manifestazioni e le proteste dei motociclisti nelle scorse settimane contro i nuovi divieti. La prossima sarà il 18 maggio. Gli stessi biker hanno raccolto oltre 17 mila firme con la petizione su change.org per chiedere al Comune di posticipare le norme e il sindaco Beppe Sala, ieri, ha precisato che sull’ipotesi del rinvio delle misure è in corso un ragionamento.

Le emissioni prodotte dalle moto, infatti, sono molto inferiori rispetto a quelle delle auto. «Ci stiamo ragionando — ha detto il primo cittadino — abbiamo un programma di lungo termine fatto di vari step. Riguardano moto e macchine, è chiaro che come sempre bisogna trovare la soluzione tra la tutela degli interessi dei possessori dei veicoli e la salute di tutti i cittadini. È qualcosa su cui stiamo riflettendo».

Il programma di cui parla Beppe Sala è infatti molto fitto: nel 2025, prevede il divieto per i motocicli a due tempi Euro 3, quelli a gasolio Euro 3 e anche i benzina a 4 tempi Euro 2. Infine, dal 2 ottobre 2028 sarà il turno dei benzina a quattro tempi Euro 3. All’orizzonte, inoltre, ci sono anche gli stop per le automobili diesel Euro 6 e benzina Euro 3, che secondo il calendario non potranno più circolare in Area C dall’autunno. Una riflessione sul posticipo dei divieti per le auto non è stata ancora inaugurata, ma se ne potrebbe parlare nei prossimi mesi. 17 APRILE 2024

Fonte Link: repubblica.it