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Democrazia e demografia nella morsa della moneta a debito

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Democrazia e demografia nella morsa della moneta a debito

Siamo arrivati al punto di massima caduta delle democrazie occidentali basato sulla truffa della moneta a debito che ha arricchito i grandi banchieri internazionali che detengono tutte le banche commerciali e indirettamente quelle centrali. Tutta la moneta circolante è loro.  Un paradigma monetario a cui la politica non ha voluto o potuto metter mano. Spesso si è posta al loro fianco. Non può esserci democrazia senza una sovranità monetaria in quanto subordinato e asservito ai voleri e alle politiche di chi detiene questo potere. Senza sovranità monetaria lo Stato non può attuare i principi e le tutele sociali previste dalla Costituzione. Eppure non ho mai sentito un politico affrontare questo argomento. Lo raggirano essendo loro stessi succubi e raggirati. Oggi 3 ottobre 2023 invitato dalla giornalista Tiziana Panella su la7, l’onorevole Giulio Tremonti l’ex Ministro delle Finanze e del Tesoro con Berlusconi, ha fatto la storia del debito pubblico italiano, tacendo colpevolmente, con la sua supponenza, la truffa della moneta a debito.    
Finché la Grande finanza deterrà la primazia e determinerà la politica, non vi può essere un cambio qualitativo della vita. Per anni si sono spolpati e spogliati Stati e popolazioni privandoli dell’emissione della moneta, gravandoli di un debito pubblico inesigibile (il debito pubblico mondiale è superiore al suo Pil; che condiziona ogni vero sviluppo nazionale e della stessa Unione). Moneta a debito che viene creata dal nulla e prestata (senza averne la proprietà), addebitandola al valore nominale gravata da interessi. Tale paradigma monetario perseguito per decenni, non può che generare povertà assoluta. Ebbene, nessun Governo nazionale e Europeo, ha osato intervenire, pur consapevoli del disastro a cui si sarebbe andati a sbattere. L’Unione Europea ha gravi responsabilità con il suo Euro che doveva essere accreditato e non addebitato (già l’Italia subì nel cambio Lira/Euro, una svalutazione del 50%, dopo la spoliazione dei principali assets pubblici industriali ed economici).
Dovrebbe essere questo il principale impegno elettorale, nei progetti dei vari partiti, alla base delle prossime elezioni Europee di giugno 2024 per il cambiamento del paradigma monetario ora vigente in UE.
Creando povertà in un paese civilizzato è ovvia ed è indubbia la denatalità. Perpetrata per anni, oggi non è più recuperabile a breve, ma occorreranno almeno 50 anni, semmai il Governo italiano e la UE decidessero di adottare provvedimenti per la famiglia. Il nostro sistema assistenziale basato “dalla culla alla tomba” si perderà, se non sarà sostenuto da una moneta sovrana che non incida sul debito pubblico. Cosa contraria, tutto questo che viene proposto come mancanza di forza lavoro, di fatto è soprattutto la perdita del nostro sistema sociale, sanitario, previdenziale. E non ci sarà immigrazione che potrà correggere la tendenza. Federico Rampini nel suo libro “La speranza africana” sostiene che un processo di denatalità si sta diffondendo anche in molti Paesi africani. E non si può pensare di sottrarre le migliori risorse a un continente già provato che deve rigenerarsi. Bisogna aiutarli a casa loro concordando con gli Stati africani un piano di sviluppo e progresso industriale e sociale in un sistema democratico. Occorre un piano mondiale per l’Africa, che non può essere considerato solo un continente da sfruttare, ma deve essere aiutato e non depredato. Solo così si riuscirà a sconfiggere il traffico di vite umane; La Francia con il suo Franco francese africano ne è ancora un esempio dello sfruttamento.[video]
Immigrazione e paradigma monetario dovrebbero essere i temi principali presenti nel programma dei partiti alle prossime elezioni Europee 2024. Questa Europa di plutocrati deve essere cambiata.
Presidente del Consiglio Meloni, segretaria PD Schlein, la vera causa degli sbarchi è da imputare al paradigma monetario della moneta a debito gestita dai grandi banchieri su cui non siete mai intervenute.
“Sono trascorsi 386 giorni dall’alluvione delle Marche, dal 15 settembre 2022 in cui vennero inghiottite da fango e pietre le vite di 13 vittime. Giorni e ore di sostanziale immobilità da parte di chi doveva e poteva subito agire. Ci sono ponti ancora crollati o instabili, strade cancellate o poco sicure, fiumi pieni di detriti. Sembra che nulla sia cambiato o, comunque, se è mutato lo è di poco. Le Marche sono abbandonate a se stesse, in attesa della prossima catastrofe naturale”.
Anche questo è dovuto alla moneta a debito, con l’emissione di una moneta parallela, invece, si potrebbe intervenire per ripristinare tutto il territorio, senza incidere sul debito pubblico.  

Sulla miopia decennale dell’immigrazione, occorre un piano europeo di gestione preventiva andando a prendere con navi sicure chi vuole espatriare dai loro Paesi natii, sconfiggendo così una volta per sempre gli scafisti e i flussi di clandestini. Si devono organizzare luoghi di soggiorno, apprendimento linguistico, civico, salutistico, lavorativo, per essere quindi integrati nelle diverse nazioni ospitanti richiesti, fin da subito, dai diversi migranti. Per fare questo occorrono fondi strutturali Europei. L’Africa è una risorsa mondiale da aiutare. Se non lo faranno i paesi occidentali, lo faranno quelli asiatici, come già stanno facendo Cina e Russia. (Parma, 30/09/2023; aggiornato il 04/10/2023 e il 06/10/2023)
Luigi Boschi

democrazia e denatalità sono le due facce della stessa medaglia