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Ecco il Teatro Regio di Parma che vorrei

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Non ho alcun titolo per farlo, se non come critica giornalistica e rappresentante di unionedemocraticidiparma.it (un gruppo di pensiero politico non interessato alle elezioni, ma di elaborazione idee e proposte), rendo noto la mia riflessione e il mio pensiero su un possibile progetto per il nostro Teatro Regio, di cui mi sono ampiamente occupato ai tempi di Mauro Meli, della OTR, fino all’arrivo di Carlo Fontana e Luigi Ferrari:
Vorrei che fosse riportato al teatro Regio la sede dell’Assessorato alla cultura come era nella migliore tradizione storica parmigiana con Giuseppe Negri (dal ’61 al ’76); Enzo Bioli (dal ’76 al ’85) e Francesco Quintavalla (dal ’85 al ’94). Furono in questi anni che il Regio di Parma assunse una notorietà internazionale che esprimeva tutto il generoso cuore di Parma e di un riconosciuto unico e vero suono verdiano. 
Fondazione Teatro Regio:
vorrei fosse allargata l’entrata a nuovi soci dagli attuali 3. Comune Parma e le due Fondazioni Cariparma e Bancamonte; la fondazione del noto teatro di tradizione come il nostro Regio meriterebbe una partecipazione più numerosa tra i soci fondatori come era prima della situazione di quasi default con le dimissioni per le note vicende di Vignali in cui vi fu un fuggi fuggi. Ritornarono le due fondazioni bancarie parmigiane con l’arrivo di Carlo Fontana.   
Il nuovo CDA sarà eletto dall’assemblea soci; possibilmente con maggiori competenze rispetto all’attuale che dichiarò sulla Gazzetta di Parma di non saper nulla sugli incarichi alle masse artistiche di Bologna per il Festival Verdi 2022.   
Nomina del nuovo Direttore generale e artistico a chiamata diretta visto che la manifestazione di interesse pubblico è ormai una farsa e solo una fastidiosa e inutile proforma. Di fatto è divenuta una chiamata diretta. Ho già avuto contatti con nomi di valore che hanno dato la loro disponibilità e che mi adopererò perché possano presentarsi al nuovo CDA appena eletto e al nuovo Presidente. 
E’ necessario il sostegno istituzionale a tutte le nostre masse artistiche e tecniche che nulla hanno da invidiare alle altre;
-Orchestra Arturo Toscanini che è l’unica orchestra stabile di Parma, finanziata dalla Regione Emilia Romagna, con soci anche lo stesso Comune di Parma unitamente ad altri Comuni dell’Emilia. E’ divenuta un bene culturale comune, con sede nel nostro parco musicale e come tale deve essere presente nel progetto culturale del nuovo sindaco di Parma;
-il Coro di Parma diretto da Martino Faggiani, ritenuto da tutta la critica tra i migliori a livello nazionale; inoltre gode di uno storico conosciuto in tutto il mondo.
-i direttori d’orchestra, i professori d’orchestra e gruppi musicali; i nostri cantanti locali noti in tutto il mondo.
-Sarebbe utile realizzare un museo dei costumi in teche distribuite nelle diverse sale del teatro.
– Sempre con sede al Regio, vorrei si desse vita alla costituenda Agenzia artistica la cui operatività sarà rivolta soprattutto ai giovani, ma anche ai professionisti delle diverse forme artistiche (compresa la loro residenza); mi riservo un maggior approfondimento su questa importante idea da sviluppare successivamente. 
Rimetterei all’opera tutti i tecnici e i laboratori presenti e, a mio parere, male utilizzati. Parma deve tornare ad essere luogo di produzione (anche per altri teatri di tradizione), non solo di celebrazioni; in questa logica è necessario pensare a una specie di scuola come è stata creata quella dell’ALMA di Colorno per la cucina.  

Logo Festival Verdi

Sul prossimo festival Verdi 2022 suggerirei subito alcune urgenti modifiche:
Spostare le masse artistiche di Bologna al Magnani di Fidenza (per il Trovatore) e al Regio le masse artistiche di Parma (Orchestra La Toscanini diretta da Sebastiano Rolli con Coro del Regio per la Forza del destino). I tempi consentirebbero questi importanti cambiamenti. La presenza tra i partner istituzionali del Comunale di Bologna, causerà solo danni al nostro teatro Regio:  economici (minor incasso del FUS, di immagine e minor lavoro per il nostro Coro del Regio, che non essendo stabile si vedono una continua erosione dei loro compensi).  
Con gli addetti ai lavori sto verificandone la possibilità operativa e la dottoressa Meo farebbe bene ad adoperarsi anche lei prima che avvenga una sonora protesta non appena il maestro Roberto Abbado metterà i piedi nella buca e da lì non riuscirà più ad uscirne dalla vergogna. Dottoressa Meo faccia uno sforzo di umiltà prima di lasciare con una sonora contestazione. Le conviene 

Date spettacoli
 
La Forza del destino
giovedì 22 settembre 2022, ore 20.00
sabato 1ottobre 2022, ore 20.00
domenica 9 ottobre 2022, ore 20.00
domenica 16 ottobre 2022, ore 17.00

Il Trovatore
sabato 24 settembre 2022, ore 20.00
domenica 2 ottobre 2022, ore 20.00
sabato 8 ottobre 2022, ore 20.00
giovedì 13 ottobre 2022, ore 20.00

per le altre Opere rimarrebbe tutto invariato.  

Simone Boccanegra
(invariato)
Parsifal e i Quattro pezzi Sacri (invariato)

Il  Verdi off
prenderei in considerazione una nuova soluzione, diversa dal Verdi transgend o “personaggio queer” proposto dalla Meo nel ballo in maschera. Il dibattito sulla fluidità di genere nel 1857 non era nell’anticamera del cervello di nessuno. Men che meno nel carattere contadino ruvido e severo del maestro Verdi.
Potrebbe diventare l’incontro musicale con esecuzioni di compositori che hanno fatto ampio uso delle musiche di Giuseppe Verdi come nell’ampia produzione di Franz Liszt (ottobre 1811 – Bayreuth, 31 luglio 1886), di Sigismund Thalberg (Ginevra, 8 gennaio 1812 – Napoli, 27 aprile 1871), famoso per le sue trascrizioni brillanti di temi d’opera (soprattutto rossiniani e verdiani), spesso caricate di effetti strabilianti, di grande effetto e tra i più teatrali e meglio riusciti della storia del loro genere.
Tutta la musicaJazz in particolare Duke Ellington con le fantasie jazzistiche;
infine si potrebbe richiedere a compositori contemporanei una loro interpretazione del lascito verdiano e vedere quanto ancora influenzi il grande Maestro.

Valorizzazione e incremento del sostegno economico per il Festival Verdi come marchio di Parma, un unicum da portare nel mondo con una propria identità drammaturgica, con una nostra precisa identità, con le nostre masse artistiche e di produzione, affidato al comitato scientifico dell’INSV, cambiando anche le date in cui si realizza: Settembre e Ottobre sono mesi freddi a Parma, forse varrebbe la pena considerare Maggio e Giugno.
Roberto Abbado non è proponibile come direttore musicale nel consiglio scientifico del Festival Verdi, finché sarà direttore principale della Orchestra Filarmonica del Comunale di Bologna. Il Festival Verdi meriterebbe una figura di ben altro spessore internazionale. 
Maggiore valorizzazione di Busseto che deve rientrare maggiormente nel programma del Festival Verdi. Ora quasi dimenticato.

La cultura musicale, in particolare Verdi e Toscanini, alimentare, dei beni storici e artistici sul territorio, unitamente a Brand internazionali sono la nostra identità parmigiana nel mondo.

Luigi Boschi
per Unionedemocraticidiparma.it
  

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