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Elezioni in Abruzzo, chi è Luciano D’Amico l’ex rettore di Teramo che fa sognare il centrosinistra

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Luciano D'Amico
Luciano D’Amico

Come avevo già scritto, per meritocrazia e non per schieramento politico, vincerà D’Amico. E sarebbe un giusto riconoscimento al ricordo di Federico Caffè. LB

SAVERIO OCCHIUTO

Ordinario di Economia aziendale, Rettore emerito dell’Università di Teramo che ha guidato dal 2013 al 2018, il professore prestato alla politica è stato anche preside di Scienze della comunicazione

PESCARA. La laurea con lode alla Facoltà di Economia e commercio della d’Annunzio se l’e’ guadagnata tra gli stessi banchi dove teneva le sue lezioni un certo Federico Caffè, l’economista scomparso poi nel nulla che Mario Draghi ha sempre considerato il suo maestro. Ora Luciano D’Amico, 64 anni, originario di Torricella Peligna, in provincia di Chieti, è atteso a ben altro impegno da quello accademico: trascinare il centrosinistra alla vittoria nella sfida del 10 marzo, quando gli abruzzesi torneranno alle urne per il voto delle regionali. Ordinario di Economia aziendale, Rettore emerito dell’Università di Teramo che ha guidato dal 2013 al 2018, il professore prestato alla politica è stato anche preside di Scienze della comunicazione, sempre a Teramo, e ha portato il suo nome fuori dai confini regionali con incarichi accademici e di formazione in altri importanti atenei: da Bari a Roma, a Venezia e Verona. Figlio di contadini dediti al piccolo commercio, si è sempre detto “fiero” delle sue umili origini, in un Abruzzo dove il mondo agricolo è una scuola di vita, oltre a rappresentare un tratto distintivo della regione verde. Sino a oggi la politica lo aveva avvicinato solo per incarichi tecnici. Come la guida della società del trasporto pubblico regionale, Tua, una delle più grandi d’Italia con i suoi oltre 1.600 dipendenti. Poi, in estate, è arrivata la chiamata più importante: la corsa a governatore per vedersela con il presidente uscente Marco Marsilio, il pupillo di Giorgia Meloni lanciatissimo per il bis. D’Amico non ha tessere di partito in tasca. Si definisce un indipendente di sinistra. Crede nell’impegno civico e inizia a lavorare a una coalizione extralarge di prodiana memoria per rispondere alla “compattezza” di un centrodestra fortissimo in Abruzzo. A fine agosto, tra tintarelle sotto gli ombrelloni e fumi di arrosticini, il miracolo è messo nero su bianco. La coalizione cucita attorno a D’Amico è formata da 6 liste che vanno dal Pd alla sinistra ambientalista, al M5s, ai partiti di Renzi e Calenda, ai socialisti: il primo esperimento di campo largo realizzato in Italia dal centrosinistra dopo la sconfitta alle politiche del 2022. D’Amico affronta la campagna elettorale battendo l’Abruzzo in lungo e in largo senza mai alzare i toni verso gli avversari, che nella regione scelta da Giorgia Meloni come collegio elettorale per il suo ritorno in Parlamento, sanno di avere il vantaggio di giocare casa. D’Amico presenta il suo programma di governo corredando ogni progetto con i numeri. Perché è questo che fanno gli economisti. Lo fa anche quando una sua promessa: “Se sarò io il presidente di Regione, gli abruzzesi viaggeranno gratis su tutti i mezzi pubblici”, appare come una boutade elettorale, un grosso amo gettato in riva all’Adriatico per pescare consensi. Ma subito dopo il professore spiega: per i trasporti l’Abruzzo riceve dal fondo nazionale 189milioni l’anno: 2,5 euro a km per i mezzi urbani, 2 euro per quelli extraurbani, 11 euro a km per i treni regionali. Aggiungendo a queste risorse nazionali – spiega – 29 milioni dal proprio bilancio regionale. che ammonta a circa 4,8miliardi, si potrebbe garantire a tutti di viaggiare gratis. D’Amico ricorda che dove è stato attivata questa iniziativa, come in alcune località del Nord Europa e ora anche del Nord Italia, il trasporto pubblico è cresciuto tra l’80 e il 100%, conribuendo a ridurre notevolmente la circolazione dei mezzi privati, agevolando le zone periferiferiche e i pendolari, favorendo l’avvicinamento alla transizione verde. Eccolo il professore: numeri, non pubblicità ingannevole, Intervallati da qualche sogno. Come quello di trattenere nella propria regione i giovani abruzzesi in fuga, migliorare l’offerta turistica, abbattere i numeri monstre della mobilità passiva in sanità e lo scandalo dei pronto soccorsi e delle interminabili liste di attesa ; garantire occasioni di lavoro e di formazione a tutti, al di là delle condizioni di partenza. E poi, sui grandi temi nazionali: “L’autonomia differenziata, sottoscritta da Marsilio, costerà all’Abruzzo 400milioni l’anno”, Un’altra affermazione che il professore accompagna con le cifrei: la scuola di Federico Caffè rimasta addosso come un’impronta. Il pragmatismo contro il chiasso della propaganda. Ma basterà per mandare a casa la destra in Abruzzo, dopo la vittoria conquistata nella terra dei 4 morì? 29 Febbraio 2024

Fonte Link: lastampa.it