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Furto del mio cellulare a Parma sull’autobus n4

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Furto del mio cellulare a Parma sull’autobus

Per me il 2020 è iniziato nel peggiore dei modi, con il furto del mio cellulare Samsung S8 (circa 700 euro rateizzate all’acquisto nel 2018) sull’autobus della linea 4 a Parma ad opera di un giovane di colore che saprei riconoscere (perché seduto di fronte a me, e non era la prima volta che lo incontravo sugli autobus), in malafede mi ha rapinato con un classico borseggio preceduto da volute spinte, venendomi addosso. Giunto alla fermata di piazzale santa Croce, mi alzavo per prepararmi a scendere. Lui, senza alcuna ragione, mi impediva quasi di uscire con la sua sacca di plastica bianca ricolma di cose. Tant’è che gli ho detto: “Che fai? lasciami scendere”. Mi ero insospettito da quel comportamento, ma non ho voluto dar retta al mio istinto (che ha sempre ragione). Giunto a casa, infatti, la brutta notizia: il cellulare era sparito, non c’era più nella valigetta che porto sempre con me.  Mi attivo subito con tutta la trafila successiva di denunce; blocco della SIM subito alle 14,44. Con il codice IMEI spero di geolocalizzarlo e attraverso le telecamere dell’autobus individuare il ladro. Ciò che mi dà fastidio sono tutti i dati sensibili presenti sul mio cellulare. Ma se le forze dell’ordine vorranno trovarlo ci sono i mezzi per farlo. Da questa esperienza mi sono reso conto che manca totalmente la “cultura della sicurezza preventiva contro i furti”, che dovrebbe basarsi su di un sistema organizzativo di urgenza codificato e non lasciato nella quotidiana burocrazia che non consente interventi immediati e di pronto intervento. In caso di furti, la rapidità è fondamentale. Occorrerebbe la costituzione di un ufficio apposito in centro città per la raccolta delle denunce di furto con collegamento diretto con il Magistrato di turno. 
Se poi ti capita un furto a cavallo del weekend il pronto intervento resta solo una utopia. Possibile che in carenza di personale presso la Polizia di Stato, tanto da lasciare una sola persona a ricevere le querele con coda di ore in sala di attesa per numerose persone, vi sia però, anche a Parma, il personale delle Forze dell’Ordine in soprannumero a scortare Salvini e i banchetti della Lega? Li paga lui l’ex Ministro o sono sottratti per il servizio alla città e ai cittadini? Così facendo Matteo Salvini toglie di fatto la sicurezza ai cittadini per farne un uso personale. Come per i 49 milioni! 

Visto che non era possibile sporgere denuncia in Questura e fino a martedì non avrei potuto effettuarla, questa mattina, domenica 5 gennaio 2020 verso le 8,30 mi sono recato alla stazione dei Carabinieri di Parma in via delle Fonderie (sempre in servizio) e ho sporto la denuncia. Mi sono recato quindi a un negozio della “TRE” aperto presso il Centro Torri e ho riattivato il mio numero, bloccato sabato, con un’altra Sim che mi è stata fornita a fronte di un pagamento di 15 euro. L’ho inserita nel mio cellulare Huawei P9 su cui avevo una scheda Fastweb per uso personale privato e dopo circa 15 minuti era già funzionante il mio vecchio numero della “TRE”: 3337363604. Provato e testato.
Rimane il danno incalcolabile per la perdita di tutti i miei dati sensibili presenti solo sul mio Samsung S8 rubato. Cosa non da poco. Sarebbe utile che i media store al momento della vendita di un cellulare informassero della utilità di effettuare il backup dei contenuti attraverso Google, consigliando il cliente di attivarlo fin da subito.  (Parma, 04/01/2020; aggiornato il 05/01/2020; 06/01/2020)

Luigi Boschi