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Il leader dei No green pass Stefano Puzzer resta senza lavoro: il Tribunale di Trieste boccia il reintegro

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Stefano Puzzer
Stefano Puzzer

Questa è malagiustizia che calpesta i cittadini ed è prona al potere di turno. Si chiama dittatura! Dopo aver subito gli idranti a Trieste, la daspo a Roma, ora anche questa vergognosa sentenza anticostituzionale che calpesta i diritti dell’uomo e della sua libertà di scelta e al lavoro. Un’altra vergogna dello Stato Italiano. Come le leggi razziali! Senza diritto prevale poi la violenza. Una sentenza che istiga alla violenza. E i giudici consenzienti a questa ingiustizia lo sanno. Il trattamento a Puzzer è peggiore di quello subito dalla Salis in Ungheria.  LB 
L’ex portuale triestino si era autosospeso per diversi mesi, rifiutandosi di mostrare il green pass obbligatorio

Era legittimo il licenziamento di Stefano Puzzer, l’ex portuale triestino leader del movimento No green pass, che non verrà, quindi, reintegrato al suo posto. Lo ha stabilito il Tribunale del Lavoro di Trieste con una sentenza che, in appello, ha confermato la decisione della magistratura di primo grado, non accogliendo il ricorso presentato dal triestino.

Il licenziamento di Puzzer da parte dell’Agenzia Lavoro Portuale di Trieste risale al 16 aprile 2022, dopo alcuni mesi di autosospensione in cui l’ex portuale si era rifiutato di ottenere il Green pass necessario per entrare al lavoro.

Contro il provvedimento l’uomo aveva già presentato un primo ricorso al Tribunale del lavoro di Trieste, respinto nell’ottobre 2023, ed era in attesa della seconda sentenza. Da giorni si trovava a Roma, dove aveva manifestato con un cartello con su scritto: “licenziato per non aver usato il ricatto del green pass”.

Puzzer si era fatto portavoce, prima a livello locale e poi nazionale, delle proteste contro le misure adottate durante il periodo pandemico, in particolare contro l’obbligo di green pass. “Non mi fermo qui – ha annunciato – andrò in Cassazione, mi aspetto che prima o poi giustizia venga fatta”. 08 FEBBRAIO 2024
Fonte Link: repubblica.it