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5️⃣ La truffa della moneta a debito non riconosciuta dal professor Augusto Schianchi

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Banca Centrale
Banca Centrale

Caro Augusto,
non è per spirito polemico che replico, ma solo per desiderio di verità.
Dalle tue repliche prendo atto che i contenuti delle tue risposte sono canonici di ego e non mirati alla confutazione di merito.
Il problema è serio, molto serio; diversi statisti per essersi occupati di questi problemi e per aver tentato di affrancare i loro popoli dalla grande usura monetaria, sono stati eliminati fisicamente dalla vita e dalla scena pubblica. Personalità di grandissimo valore come Aldo Moro (emise 400 miliardi di moneta costituzionale; emessa dal Tesoro, quindi non gravata di debito e non dalla Banca d’Italia); il Presidente John Fitzgerald Kennedy deliberò moneta sovrana, in sostituzione di quella emessa dalla Federal Reserve (Banca Centrale privata); Lincoln, Ezra Pound e tanti altri.

 In modo molto argomentato e chiaro ti ho posto i seguenti problemi:
1) il paradigma monetario della moneta a debito e la conseguente truffa della moneta;
2) l’illegalità e l’anticostituzionalità di questo paradigma;
3) il problema e la natura del debito pubblico;
4) gli indebiti interessi pagati sullo stesso (4.000 miliardi di euro negli ultimi 30 anni);
5) Che gli interessi sul debito sono inestinguibili in quanto materialmente non viene stampato il denaro per pagarli (mancano materialmente);
6) il passaggio storico del cambiamento della natura giuridica del valore nominale della moneta (dalla proprietà del portatore, alle Banche Centrali);
7) L’ anomalia che nelle nostre Università la moneta viene insegnata in modo univoco, quando la moneta è di due tipi, sovrana e a debito;
8) la natura privata delle Banche Centrali;
9) il problema del denaro creato dal nulla;
10) la truffa del sistema monetario Gold Standard;
11) Che gli Stati Costituzionali sono stati dotati dei tre classici poteri: legislativo, giudiziario ed esecutivo ma non del potere di emissione posto in capo invece alle Banche Centrali di proprietà privata;
12) Che lo Stato ha rinunciato ad esercitare una funzione Sovrana di emissione a favore dei privati banchieri, per poi, da questi prendere la moneta in prestito al pieno valore nominale gravato da interessi;
13) Che i Banchieri all’atto dell’emissione si increditano indebitamente il valore nominale della moneta rubandolo alla Collettività;


Rispetto a questi problemi, tu mi hai risposto:
a)
con la teoria quantitativa della moneta che non c’entra nulla;
b) con il sistema monetario Gold standard  non più in vigore dal 1971 (accordi di Bretton Woods);
c) con l’inflazione che non ha nulla a che fare con questi problemi;
d) con il corso legale della moneta che non è pertinente;
e) con la partita doppia contabile;
f) che le Banche Centrali non sono obbligate a far credito agli Stati;
g) che la moneta è un debito della Banca;
h) che la moneta emessa non è di proprietà delle Banche Centrali.

Caro Augusto, tu affermi macroscopiche inesattezze. Ciò è molto grave perché a chi non ha conoscenza propini narrative di sistema, prive di fondamento. La realtà è altra cosa ed è con essa che dobbiamo rapportarci. Nella tua controreplica [LINK] confondi il valore del corso legale che è un potere liberatorio per estinguere le obbligazioni per legge, con il valore nominale della moneta.
La moneta prima ancora di essere uno strumento economico, è uno strumento giuridico con tutto ciò che questo comporta e implica in termini di diritto e proprietà. Le componenti costitutive della moneta sono il simbolo e il potere di acquisto: il simbolo è la manifestazione formale del valore e può essere qualsiasi cosa. Oggi è la banconota, ma in passato è stato altro, conchiglie, tavolette di creta, di legno, leghe metalliche, ecc.,  mentre il potere di acquisto è il valore indotto, un’ astrazione mentale, creata dalla nostra mente e ratificata dall’accordo sociale. Un valore convenzionale di costo nullo. Quindi ti ripeto che il denaro ha valore perché noi ci siamo messi d’accordo che lo abbia. I banchieri nell’emissione della moneta producono il simbolo, ma non il valore indotto della stessa. Il valore indotto (potere d’acquisto) è prodotto da tutti i cittadini che con l’accordo della convenzione sociale (fattispecie giuridica) di cui il corso legale, ne garantisce l’accettazione. Questa è la ragione per cui noi siamo indotti ad accettare moneta contro merce perché a nostra volta prevediamo di dare moneta contro merce (il comportamento altrui come condizione del nostro).
Tu affermi che “la moneta è un debito della Banca Centrale e che le Banche Centrali emettono moneta sulla base della legge[…]. La moneta emessa non è di proprietà della Banca Centrale, ma rappresenta un suo debito”.

Questo è ciò che risulta dal bilancio. Attraverso questa scrittura contabile di bilancio la Banca Centrale ci dice che la proprietà della moneta non è sua. Però la Banca Centrale emette il denaro in forma proprietaria perché lo presta e tu stesso, affermi ” lo Stato riceve moneta dalla Banca Centrale contro il rilascio dei titoli di debito.” Ciò è totalmente contraddittorio perché se le cose fossero come sostieni tu, non ci sarebbe alcun bisogno da parte dello Stato di rilasciare titoli di debito alla Banca Centrale per avere moneta, se fosse così, il debito pubblico non esisterebbe, se non nella misura equivalente ai titoli sottoscritti dai cittadini che sono una quota esigua.

Se la moneta non è di proprietà delle Banca Centrale, come tu affermi, allora è di proprietà dello Stato e dei cittadini, (da qui non si scappa) Se tu fossi stato coerente avresti dovuto dire di chi è la proprietà della moneta all’atto dell’emissione e spiegare anche perché le Banche Centrali la prestano. Questo è un dato di fatto inconfutabile (all’atto dell’emissione il valore nominale della moneta viene addebitato e non accreditato).
Ti ricordo che il prestare, giuridicamente, è una facoltà in capo solo al proprietario. Quindi le banche Centrali commettono un grave reato di appropriazione indebita e di truffa.
La verità, caro Augusto, è che le Banche Centrali e commerciali, creano il denaro dal nulla senza costi e limiti e per mascherare questa attività iscrivono i prestiti direttamente al passivo senza aver prima iscritto il valore della creazione del denaro dal nulla nell’attivo del flusso di cassa.

Le obbligazioni formali nei confronti di terzi derivanti dall’iscrizione del denaro al passivo di bilancio in capo alle banche, sono solo dei falsi debiti, ma dei veri crediti. La realtà è che tutto il denaro nasce gravato di debito nei confronti delle Banche Centrali le quali, emettono la moneta solo prestandola.

Le banche commerciali per ovviare al principio cardine del diritto di proprietà (per non avere problemi) si sono fatte legiferare l’articolo 1834, grazie al quale, possono prestare legittimamente. “Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla, nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi”.

Quanto all’esempio del Governatore sull’isola deserta, si intendeva dimostrare che la ricchezza non può esistere in assenza di Collettività; dove manca la Collettività non può nascere il valore. Quindi, è la Collettività che crea il valore della moneta e non i banchieri. L’esempio del Governatore sull’isola non come una “delocalizzazione” della Banca Centrale come tu erroneamente l’hai inteso!
Queste, caro Professore, non sono visioni “extra-economiche” ma realtà.
Questa truffa caro Augusto, è strutturale agli Stati Costituzionali e non contingente, dove tutti i poteri reali dello Stato sono coinvolti e complici.
Tu, non vuoi riconoscere questa verità. Il tuo pensiero e le tue argomentazioni sono frutto di plagio accademico prodotto dai grandi usurai dalla cui parte sei schierato.
Da parte mia non serve più aggiungere altro. (Parma, 12 marzo 2023)
Luigi Boschi