Home Argomenti Ambiente e Ecologia L’affaire Galbani a Langhirano

L’affaire Galbani a Langhirano

239
1
area Galbani di Langhirano
area Galbani di Langhirano
Implosione della Galbani

Langhirano dove soffia il  Marino gli affari profumano le società del mattone: un bel gruppo di amici tra loro uniti dal demiurgo Carlo Bucci e la manager Rosanna Cattini con il consenso del Sindaco e di parte dell’Amministrazione in carica.   

“Galbani vuol dire fiducia”
 recitava un famoso slogan degli anni 70/80.
Conad: “persone oltre le cose” infatti ci sono molte persone fisiche e giuridiche coinvolte nell’area ex Galbani che si ritrovano in via del Fanti d’Italia nella sede Conad. Nell’area ex Galbani  si dice, visto il duo “Bucci-Cattini” senza ancora alcun progetto definitivo e certezze, dovrebbe aprire un altro punto Conad. L’attuale è gestito sempre dalla signora Cattini Rosanna con la sua Gandalf srl e Amministratore unico di BI&DI srl.( operante nel settore dell’edilizia), società con socio unico (La Parma srl sempre in via Fanti d’Italia 9 a Langhirano con diversi soci che si spartiscono gli utili delle speculazioni immobiliari. E’ di fatto la cassaforte, tutti protetti dal nome della società di cui vi rivelo l’identità dei soci: Conad centro nord coop; Gandalf srl; Rosanna Cattini; Pietro Pessini; Luca Monica; Marco Cattini). Tutte società nello stesso edificio della Conad dove si decidono gli affari. Di fatto nelle mani del demiurgo Carlo Bucci  che in qualità di Amministratore unico della BI&DI srl  il 28 luglio 2021 in forza di contratto di opzione della Egidio Galbani spa proprietaria dei terreni, presenta la richiesta di proposta di variante al PSC per l’area Galbani. Nel frattempo la società Di&BI srl cambia però sede legale da via Fanti D’Italia 9/f  a Langhirano, in via Cocconcelli n 4 a Parma (sede dello studio commercialista Broglia associati (di cui lo stesso Gianluca Broglia fu Assessore al bilancio dell’Amministrazione Vignali a Parma con deriva etica amministrativa; indagato come tutta la Giunta: SPIP,  STT sono alcune perle di amministrazione pubblica di quel periodo di Broglia). Certamente a Bucci potrà fornire ottimi consigli per la gestione amministrativa degli affari con la pubblica amministrazione. Un bell’intreccio e concentrazione di società e sedi di comodo, con il benestare del notaio Sabina Rubertelli di Reggio Emilia (città emiliana resa ancor più famosa dal libro di Sabrina Pignedoli“Operazione Aemilia come una cosca di ’ndrangheta si è insediata al nord”) e dall’esito del Processo: 700 anni di carcere nel processo Aemilia.

Il Consiglio Comunale di Langhirano (ad esclusione dei Consiglieri Di Martino e Piovani ) approvava la sesta variante al PSC in data 20/12/2021 che consentiva a Bucci e ai suoi soci  via libera per realizzare un ampio guadagno in pochi mesi (dal 28 luglio 2021 ) del valore dell’area che passa da area di riqualificazione urbana ad area produttiva, cambiando sensibilmente l’indice di edificabilità. Ma il Paese ancora non sa di preciso cosa verrà costruito. Un rischio calcolato se hai la copertura degli Amministratori! Tutto è possibile. Finita la strategia operativa dell’affare Galbani, condotte dalla BI&DI srl, di questa venivano cedute le quote con sovrapprezzo. Ma prima si affidava all’impresa Bucci spa l’appalto dall’abbattimento alla futura costruzione.  

Implosione della Galbani

L’implosione della ex Galbani con le polveri per tutto il paese [LINK videoè un manifesto rappresentativo dei dieci anni di Giordano Bricoli Sindaco.

Dopo questi dieci anni di corsa senza meta alla Forest Gump, i langhiranesi sembra siano un po’ “stanchini” e vorrebbero ritornare a uno splendore del passato quando Langhirano era il centro del distretto agroalimentare della Food Valley. Il Castello di Torrechiara luogo di visite e incontri.  Cosa se n’è fatto di questa dispersa ricchezza collettiva?
L’area ex Galbani si presta per un intervento urbanistico di alta qualità architettonica e nuova visione urbanistica, chiamando a Langhirano architetti di valore internazionale. Un’area così importante merita un progetto che resti nel tempo e lasci il segno e sia l’imprinting di un nuovo futuro per il Paese. (esempio: Renzo Piano nell’area ex Barilla e Eridania a Parma e il palazzo ex cinema roma) E il Comune sarebbe dovuto intervenire non genuflettersi ai desiderata di Bucci con i suoi soci, che invece si è preoccupato solo di chiamare l’impresa Coppe per la demolizione e di avere dal Comune la massima edificabilità sulla superficie totale di 11.130 mq; di 14.281mq di Superficie Utile esistente; 7.790 mq di Superficie utile di progetto, quindi con oltre il 50% di edificabilità.  L’ipotesi sarebbe un centro commerciale, parcheggi pubblici in superficie, abitazioni residenziali. Quali sono ora le assicurazioni di una vera riqualificazione reale di tutta l’area? Pensiamo che un nuovo centro commerciale, qualche residenza, qualche ciclovia, risolvano la deriva sociale ed economica del paese? Dov’è il gesto ambizioso creativo per ripensare l’area? Questa era l’occasione. La partecipazione del privato nell’investimento infrastrutturale deve essere incanalata nell’interesse pubblico.
Mi sembrerebbe invece che Bricoli con tutta la sua Amministrazione non abbiano un piano ambizioso, ma un’operazione di basso livello immobiliare per l’ennesima speculazione, nulla di interessante per il paese. Questa è un’area strategica per il futuro che il Comune non può lasciarla nelle mani dei soli e soliti immobiliaristi locali. 
  
Una breve storia:

Il gruppo Galbani sarebbe dovuto entrare nella galassia Parmalat, sembrava ormai prossima l’acquisizione di Galbani da parte del colosso Parmalat. Secondo indiscrezioni di stampa, di allora, il gruppo guidato da Calisto Tanzi sarebbe stato pronto a sborsare 1,55 miliardi di euro da versare nelle casse della francese Danone, detentrice della totalità del capitale. Ma l’operazione di acquisizione di quel fatturato non riuscì ai dirigenti di Tanzi, che si infuriò per non aver chiuso l’operazione. Galbani fu acquistata poi nel 2006 dal Group Lactalis, il Gruppo Francese primo produttore al mondo nel settore lattiero-caseario, con un fatturato di 17,3 miliardi di euro e oltre 75.000 collaboratori nel mondo, Lactalis acquistò la multinazionale parmense con una importante liquidità di cassa (1,5 miliardi) che Bondi era riuscito a recuperare, dalle cause vinte contro le banche.  
Bricoli cosa ne ha fatto a Langhirano della fiducia dell’ex Galbani? Qual è il progetto in quell’area ora rasa al suolo? Non se ne sa nulla. Non le sembra che i cittadini dovrebbero sapere? Il parcheggio pubblico realizzato in una parte dell’area tra rottami e macerie da bonificare concessa in comodato d’uso gratuito per un breve periodo è solo una facile illusione di un servizio. Vogliamo rendere i cittadini consapevoli di cosa ne sarà di tutta quell’area? Lì risiede un’operazione per il futuro del paese.
Aperto il cantiere nell’ottobre 2022 dopo il festival del prosciutto. Abbattuto, senza aver completato la bonifica dell’area, fatto implodere il 25 febbraio 2023, con una implosione che ha prodotto una invasione di polveri in tutto il paese, soprattutto la scuola ne è stata investita essendo dirimpetto nel fronte strada. Per mesi i bambini hanno respirato polveri tossiche. Bricoli come sindaco lei è responsabile della salute dei cittadini e avrebbe dovuto presentare un preciso piano di smaltimento amianto e sostanze tossiche come il cromo rilevato dalle analisi dai campioni del cantiere dopo la demolizione.
Cosa ha fatto Sindaco Bricoli per tutelare la salute dei langhiranesi? Pare assolutamente nulla! Dove sono i certificati della società responsabile della bonifica? Come e dove sono stati smaltiti? E’ tutto ancora lì. Un’area così strategica per tutto il paese non può essere affidata ai soli interessi economici di un gruppo di  speculatori immobiliare di professione che difficilmente sosterranno costi per la bonifica.

Macerie dopo l’implosione

Sembra invece che il Sindaco si sia impegnato di consentire di radere tutto al suolo senza preoccuparsi dell’amianto e delle polveri tossiche che hanno invaso il paese con l’implosione affidata alla Coppe che è intervenuta senza aspettare lo smaltimento completo meccanico, con cui si sarebbero dovute separare e smaltire tutte le parti nocive e ambientalmente pericolose presenti nell’edificio e che ne costituivano molte parti, tipiche delle costruzione di quell’epoca e della tipologia delle lavorazioni. 
Questa situazione ha fatto sì che alcuni cittadini nel giugno 2023 abbiano presentato esposti circostanziati e documentali in Procura. Il 24 giugno 2023 il cantiere è stato posto sotto sequestro e bloccato fino al febbraio 2024.

Praticamente Carlo Bucci proprietario con la BI&DI srl dell’area, prima della cessione quote, affida alla sua impresa Bucci spa l’appalto di tutto, con la certificazione CILA (Comunicazione Inizio lavori) dell’ing. Emiliano Prevoli che nell’agosto del 2022 asseverava l’assenza di amianto e di altri inquinanti. Ma la CILA è un titolo abilitativo necessario per ristrutturare un edificio con interventi di manutenzione straordinaria. Questi ultimi però non devono trasformarne la struttura (altrimenti sarebbe necessario richiedere la SCIA Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
Si procedeva in accordo con il Sindaco a organizzare le macerie nel piazzale e a recintarlo riservando un’area a parcheggio pubblico temporaneo. Così ora ci sono le macerie inquinanti in bellavista all’ingresso del paese. Una specie di installazione artistica post moderna alla Pistoletto. Firmata però Bricoli Bucci in attesa di essere smantellata per passare al mattone.       
Sindaco Bricoli, non mi pare che la sua “acutezza” di amministratore pubblico pluridecennale sia stata ottimale in questo fine secondo mandato a Langhirano. Dieci anni sono tanti, troppi. In cosa è migliorato significativamente Langhirano durante la sua amministrazione? Eppure ha il coraggio di ricandidarsi.
Il Consiglio Comunale di Langhirano che ha approvato la variante è composto da:
7 consiglieri di “Langhirano civica” (Bricoli Sindaco)
2 consiglieri della Lega (Enrico Sicuri, Luca Furlotti);
1 consigliere PD (Daniele Bonati).

Bricoli dopo 10 anni di sua Amministrazione, il paese sembra impoverito e in dissesto. Isolato per la mancanza di una adeguata mobilità pubblica con la città capoluogo di Provincia. Insufficienti pure per il trasporto lavoratori nei prosciuttifici. Un paese con un PIL importante senza adeguate infrastrutture e servizi, muore, non ha futuro. 
Per la sicurezza di Langhirano sembra che il piano di videosorveglianza con un investimento di circa 500 mila euro non funzioni; le telecamere non sono collegate in rete. Nel caso, poi di necessità per la visione dei video, se ci sono, le Forze dell’ordine o il privato si devono rivolgere alla società Bieffedue elettronica srl.
Ci sono stati furti costanti e ripetuti, ad esempio nei parcheggi sotto il Castello, anche abbastanza prevedibili in quanto avvengono nei giorni di massima frequentazione del maniero, nei fine settimana o nei festivi infrasettimanali. Ma pare non vi sia traccia dei video. (Parma, 17 maggio 2024)
Luigi Boschi

DOCUMENTO PDF FORMATO A3

1 COMMENT

  1. Essendo un edificio e un’area da tempo non utilizzata per uso industriale, il Comune doveva intervenire mettendo un vincolo di prelazione. La ex Galbani è un’area strategica e il Comune di Langhirano doveva intervenire per realizzare un’opera di interesse pubblico e non lasciarla alla speculazione immobiliare. LB