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Landini non menta!

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Landini perché non dice la verità nel suo congresso? Perché arringa la folla senza dire nulla sulla usura delle Banche Centrali che emettono moneta dal nulla senza averne titolo, prestandola al valore nominale gravata da interessi?  Provi a dire ai suoi congressisti che i loro soldi sono un debito da restituire e che lavorano per un debito. Lei dovrebbe sapere che il valore della moneta è convenzionale. Siamo noi che diamo valore alla moneta non le banche, né i banchieri. Con la moneta a debito stanno impoverendo tutti. Lei le tasse non le paga all’Italia, ma alle Banche Centrali, con la moneta a debito e la truffa del debito pubblico. Lei su questo paradigma monetario non ha mai, dico mai detto nulla! L’unico che scrisse un interessante libretto “La truffa del Debito pubblico”, senza però citarne la causa,  fu Paolo Ferrero. Landini, lei dice: “vogliamo essere protagonisti e non spettatori” e allora combatta questo paradigma monetario, perché finché questo esisterà nessuno potrà essere protagonista della sua vita.
Dovrebbe smetterla, Landini, di prendere in giro tutti i lavoratori iscritti alla CGIL raggruppati nel congresso a Rimini, pomiciando sul nulla con i suoi compari: Conte e Schlein che non possono non sapere. Se tutti i lavoratori sapessero quello che lei nasconde loro, la verrebbero a cercare sotto casa, come ebbe a dire Henry Ford: “È un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.”
Eppure lei tace, tace, e arringa la sua folla tacendo loro la verità. Parafrasando il vostro slogan: “Il lavoro crea il futuro” è vero, se, aggiungo, non venisse rubato dalle Banche Centrali.
Perché non dice che se la moneta all’atto della emissione fosse accreditata anziché addebitata tutta la moneta circolante sarebbe dello Stato e quindi dei cittadini che avrebbero il reddito di esistenza, perché l’uomo è un essere economico fin dalla nascita e necessita della moneta per realizzare la sua vita. Ma ciò non significa divenirne schiavi. 
Perché non dice di chi è la moneta all’atto dell’emissione? E che  il valore nominale della moneta viene addebitato gravato da interessi e non accreditato? Una vera truffa!
Se non si toglie la proprietà indebita della moneta all’atto dell’ emissione alle Banche Centrali e commerciali non può esserci nessuna forma di giustizia, ricchezza e futuro, ma solo debito e usura. L’usura è incompatibile con qualsiasi forma di democrazia e giustizia. È questo il paradigma economico monetario che produce povertà, ma tutti voi state zitti, nessuno lo denuncia. Dai suoi predecessori ai nuovi premier o Segretari Sindacali o di partito.
Landini con le sole tasse non riuscirà mai a far uscire dalla povertà gli italiani, potrà solo aumentarne il numero; li dovrebbe arringare contro la truffa della moneta a debito e del debito pubblico. Questa è la vera battaglia che dovrebbero fare i Sindacati per tutelare la vita dei lavoratori e delle loro famiglie, se non si fossero venduti anch’essi ai grandi usurai.
Apra gli occhi Landini, si tolga il paraocchi ideologico. Voglio credere che lei sia in buona fede. Mentre a Rimini va in scena l’ipocrisia, a Roma il CDM delibera la farsa, ormai incubo, del Ponte sullo Stretto di Messina di cui Salvini omette di dire la verità: un’opera inesistente che è già costata 1,3 miliardi di euro agli italiani. (Parma, 17/03/2023)

Luigi Boschi