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Nuovo Stadio Tardini: Mani sulla città

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Stadio Tardini: o si fa lo stadio o il club fallisce. Dilemma shakespeariano: fare calcio o costruire immobili? [E se non si fa, i soldi per dislocare il Tardini secondo le sentenze del TAR, chi li mette? Il Comune non li ha].

Questo è in estrema sintesi quanto ha dichiarato, senza ombra di equivoci, Valerio Casagrande, da giugno 2018 responsabile finanziario della società Parma Calcio 1913 S.r.l., al convegno organizzato dal club crociato a Milano, con il supporto dello studio legale Advant Nctm, specializzato in diritto amministrativo e appalti pubblici. Ecco le sue esatte parole:
“Il tema degli stadi è fondamentale per la sostenibilità finanziaria. È un mezzo per garantire anche la regolarità delle competizioni e per proteggere il valore del prodotto calcio. L’obiettivo è di scongiurare eventuali criticità che coinvolgano la stagione sportiva e il fallimento di un club.
Valerio Casagrande, Milano, 14/3/2023

In sostanza Valerio Casagrande sostiene a chiare lettere che, senza l’affare immobiliare degli stadi di proprietà e di altri insediamenti edilizi commerciali collegati, le società di calcio rischiano il fallimento.

Ma è ancora lo sport del calcio e i suoi risultati economici e sportivi sul campo di gioco l’attività principale delle proprietà dei club? O tutte si dovranno trasformare in società immobiliari che, con il placet di amministratori locali distratti quando non conniventi, col pretesto di ristrutturare uno stadio potranno mettere mano alla città intorno per fare i profitti che non riescono a fare con il calcio?

Alle parole di Valerio Casagrande si aggiungono quelle dell’avv. Marco Monaco, patrocinatore del Parma Calcio e coordinatore del dipartimento di diritto amministrativo e appalti dello studio Advant Nctm.

“Perché la Figc non interviene a favore dei club davanti al Governo? Sono sempre soli contro un geometra comunale.
Marco Monaco, Milano, 14/3/2023

Quindi, secondo l’avv. Marco Monaco, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, che rappresenta gli interessi del calcio professionistico, dovrebbe indire una crociata o una jihād contro i “geometri” comunali (e perché non anche gli architetti e gli ingegneri?) preposti a garantire il rispetto delle norme in materia urbanistica e ambientale, del Codice degli appalti e del corretto svolgimento delle procedure della pubblica Amministrazione?

Per l’avv. Marco Monaco, quindi, la FIGC conta più delle norme e delle procedure di legge concepite con il preciso scopo di tutelare il bene e gli interessi della collettività da spregiudicate e dannose operazioni di edilizia speculativa privata?

E sembra che all’avv. Marco Monaco e ai suoi clienti stia già stretta la controversa (per gli svariati profili di incostituzionalità) “Legge stadi” che, col pretesto di costruire o ristrutturare uno stadio di calcio, apre alla possibilità di aggirare vincoli e tutele in materia urbanistica, paesaggistica e ambientale, consegnando nelle mani di investitori spregiudicati un potente grimaldello per costruire cubature direzionali, turistico-ricettive e commerciali in aree non edificabili e fare profitti con speculazioni edilizie selvagge. [Ndr: l’area mercati a Parma è la sola da prendere in considerazione. Eviterebbe un disagio perenne alla città]. 

Quindi, alla luce del convengo organizzato dal Parma Calcio a Milano, i “geometri” comunali e, perché no, le amministrazioni e i sindaci di Parma e Collecchio, sono avvertiti! Fare gli stadi per non far fallire i club! O si fanno gli stadi o si muore! La pressione sarà altissima!

Inoltre il ridicolo “assioma ideologico”, che la stampa e gli amministratori locali parmensi ci ripetono come un mantra da oltre 2 anni, che Krause sia talmente ricco da potersi permettere di bruciare centinaia di milioni senza avere il minimo “sussulto”, viene smentito dal principale e più letto organo di stampa dello stato dell’Iowa (paragonabile al Corriere della Sera per l’Italia), il Des Moines Register, che è il quotidiano della città dove Krause ha il suo quartier generale, con un particolareggiato articolo che mette in risalto gli evidenti problemi economici dell’investimento di Krause nel Parma Calcio 1913 S.r.l. ponendo l’attenzione sulla mancanza di logicità non solo della attuale gestione, ma anche di quelle precedenti.

A dir poco singolare che le informazioni sulla preoccupante situazione economica del club di calcio del Parma i cittadini non le possano leggere nelle pagine dei quotidiani della loro città, ma solo su un giornale che si trova a oltre 7000 chilometri di distanza, nel profondo Midwest degli USA, dove Krause ha la sede principale dei propri affari.
Si consiglia a tutti di leggere attentamente l’articolo in questione
[Link] per comprendere la ingiustificabile superficialità delle nostre Amministrazioni locali nel non considerare gli evidenti problemi economici del Parma Calcio 1913 S.r.l. — nei soli primi 16 mesi di gestione Krause il club ha perso € 110 milioni e la stima più attendibile è che a fine 2022 le perdite complessive si attesteranno oltre € 200 milioni, con la necessità di effettuare cospicui conferimenti di capitale per “garantire la continuità aziendale” (in altre parole: evitare il fallimento) — e anche per farsi un’idea della differenza di libertà di stampa tra l’Italia e gli Stati Uniti. Fonte Link: osservatoriostadioparma.it

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