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NEW TARDINI, DIALOGO TRA SORDI: lo stadio non si farà in piazzale Risorgimento!

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Lo stadio non si farà, come ho sempre sostenuto, e come avrebbe voluto invece KK, ma si deve rassegnare all’ area mercati. Se vuole costruire il nuovo stadio per la città lo deve fare nell’ area mercati in cui sarebbe meglio collegato con le infrastrutture viarie e avere spazi adeguati per eventuali ampliamenti successivi, non creerebbe problemi alla viabilità e disturbo per i residenti e a tutta la città. Il quartiere Cittadella deve essere preservato da un progetto che creerebbe solo grandi problemi a tutti. In un’area già fortemente urbanizzata e in difficoltà viaria. Inutile perdere ancora tempo. Si proceda a una riprogettazione in altra area. Se Krause avesse capito fin dalla raccolta firme (oltre 8000) contro la realizzazione dello stadio demolendo il vecchio Ennio Tardini, ora il nuovo stadio sarebbe in fase avanzata dei lavori almeno sotto l’aspetto delle approvazioni burocratiche. Invece è ancora fermo alla Conferenza dei servizi. La procedura della Conferenza di Servizi non si è ancora chiusa e deve essere approvata una variante urbanistica, ma soprattutto è stata aperta una procedura di valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale che si chiama Valsat che prevede che il proponente del progetto debba presentare non solo delle alternative progettuali, ma anche delle alternative localizzative. Di questo passo si metterebbe a rischio anche per il campionato 24/25. LB 

(Gmajo) – La Conferenza di Servizi prescrive (tra l’altro) “alternative progettuali e localizzative” per lo Stadio Tardini (Dall’Olio dixit), il Parma Calcio risponde col solito faldone all’Amici miei, dove, però di alternativo non c’è proprio nulla. Il consesso continua a ravvisare criticità (anche se pubblicamente non c’è uno straccio di carta canta a sancirlo e così il mainstream, in realtà ultimamente piuttosto silente, ha buon gioco, assieme ai politici, a predicare che va tutto bene madama la marchesa), le ultime della serie sarebbero relative alle acque (reflue e potabili, insufficienti per la bisogna) e all’annosa questione delle scuole limitrofe (che sarebbe stato geniale, come modestamente suggerito dal sottoscritto, inglobarle nella grande opera, azione che avrebbe potuto se non azzerare, ma abbassare al minimo il rumore di fondo delle critiche strumentali ed ideologiche): insomma, un dialogo tra sordi.

LA scuola Puccini può rimanere dov’è, collegandola semplicemente con il parco Ferrari e utilizzando la palestra dello stadio.LB