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Nuovo Tardini, lo stadio della propaganda

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Lo stadio della propaganda
Nessuna verità viene trasmessa dai vertici della società Parma calcio nell’articolo di Giuseppe Milano.
Dalla Gazzetta di Parma vengono riesumati articoli di novembre (24 Novembre 2023) per fare pressione sulla Conferenza dei Servizi che deve deliberare entro febbraio il progetto del nuovo Tardini (bisogna fare presto! prima che la gente scopra la verità). Ma il plenipotenziario violento e iroso (opinione raccolta dai dipendenti) Segretario e Direttore Generale del Comune, e pure presidente dell’OIV (Organismo Indipendente di Valutazione; praticamente non si muove foglia che Criscuolo non voglia),  dottor avvocato Pasquale Criscuolo non dice nulla? Eppure è a conoscenza che il Comune è già stato condannato a rifondere  le spese del ricorso per pura colpa dei funzionari comunali — il RUP ing. Michele Gadaleta, con l’avallo del Segretario Generale e del Direttore Generale[LINK].
Un progetto che i cittadini non vogliono (firmatari anche di una petizione popolare). Si rivolgono, infatti, ai tifosi, non ai cittadini e cercano di farli sognare con l’adulazione attraverso i simboli, la storia dello stadio.. ecc. La propaganda infatti se ne frega della verità: bisogna ripetere all’infinito i concetti di questa operazione in modo che la gente assimili solo ciò che fa comodo alla speculazione immobiliare, perché di questo si tratta, fino a farla sparire, e dimenticare i danni per sempre, che questo progetto, irreversibile, causerebbe a tutta la città. La propaganda, infatti, è studiata per colpire emotivamente, non per informare o per comunicare contenuti scientificamente dimostrabili, si cerca l’adulazione del pubblico con la ripetizione del messaggio. Una sporca falsità, ripetuta insistentemente al popolo, nell’immaginario collettivo, diventa vera. Ben lo sapeva Goebbels che su questo ci ha costruito la guerra nazista.  E così si presta il quotidiano cittadino di Parma. Si tace sulle condizioni richieste dal Consiglio Comunale, sullo scavo di circa mc. 60.000 di terreno sempre con l’approvazione della soprintendenza!! (secondo Martines).
Non vengono citati i danni a un intero quartiere, ma i benefici di pannelli solari, riciclo delle acque, (si usa strumentalmente la tecnologia green per non far riflettere sui danni di un cantiere enorme che durerà 28 mesi (dichiarato dal progettista Studio Architetto Zoppini). Ma il progettista è informato che esistono sentenze del Tar, del Consiglio di Stato, della Cassazione che chiedono la dislocazione dell’attuale stadio per motivi di sicurezza, ambientali, viabilità,… I problemi di viabilità delle aree adiacenti all’impianto si ripercuotono a un vasto quadrante della città, fino alle tangenziali. Il carico urbanistico del nuovo impianto sportivo grava pesantemente sulla qualità della vita dell’intera cittadinanza.  Forse non si rendono conto che se aprono il cantiere potrebbe essere messo sotto sequestro, e allora i tempi diventerebbero di anni fino alla soluzione di dislocare in altra area un nuovo stadio e lasciare il Tardini come stadio storico ad uso dilettantistico,o per manifestazioni ristrette, adiacente al Parco Ferrari senza nuove edificazioni. La scuola Pezzani-Puccini non sarebbe intaccata.  Come correttamente si sarebbe dovuto fare senza perder tempo. La Conferenza dei Servizi, se composta da persone oneste, non potrà mai avallare questo progetto. Il rup (Responsabile Unico del Procedimento), ing. Gadaleta, deve smetterla di fare carte false in Conferenza servizi, (alcuni nomi dei componenti della prima originaria Conferenza: Paola Azzoni, Marco Cassi, Nicola Ferioli, Tiziano Di Bernardo, Costanza Barbieri, Simona Colombo, Andrea Minari, Giovanni De Leo, Alessandro Angella, Dante Bertolini, Albino Carpi[LINK]) per “imporre” la  realizzazione di questa nefasta opera che i cittadini non vogliono e che costituirebbe solo un grave danno a tutto il quartiere della città.  
Ecco le  risposte vere ai quesiti posti a Luca Martines nell’articolo di Giuseppe Milano [LINK].
 In ordine :

  • Sulla sostenibilità economica
    La sostenibilità economica dell’intervento è pura fantasia. I ricavi esposti sono totalmente inventati con cifre fuori da ogni benchmark di riferimento;[LINK]
  • Sulla Soprintendenza

 Il “lavoro in accordo con la Soprintendenza” è stato di fare ricorso al Ministero della Cultura contro il vincolo emesso dalla Soprintendenza. Quindi un lavoro contro la Soprintendenza.

  • Sul portale storico del Tardini

Il portale non si tocca ma il filare dei tigli centenari simbolo dell’ingresso storico e vincolato, vengono abbattuti e viene realizzato parte del parcheggio sotterraneo sotto l’area vincolata mentre sopra la stessa area vincolata vengono realizzati negozi. L’attuale architettura storica che comprende anche gli spazi vuoti è stravolta irrimediabilmente.

Perché l’investimento di 138 milioni per il progetto attuale dello stadio non viene collocato nell’area mercati? Con disponibilità di aree per realizzare un impianto sportivo moderno con tutti i servizi necessari, con un ottimale mobilità, senza consumo di suolo, senza generare danni al quartiere Cittadella durante i lavori, e i continui disagi durante le partite di calcio a tutta la città. Anche i tifosi dovrebbero capire i disagi dei loro concittadini e accettare positivamente la proposta di un nuovo stadio nell’ area mercati.  


Perché Giuseppe Milano nell’intervista in ginocchio a Luca Martines, managing director corporate del club crociato, non pone questioni vere, ma di convenienza e conformiste, non approfondisce e scava sulle risposte? Quando la stampa non svolge il suo lavoro di corretta informazione, di ricercare la verità, di pungolo al potere anche con richieste “scomode”, decadono i presupposti della democrazia. Per la pubblicità o gli articoli publiredazionali si acquistano spazi e la testata si adopera perché siano individuati correttamente come tali e non siano confusi con l’informazione.

Siamo di fronte a cittadini che vedono calpestare i propri diritti di vita per una speculazione immobiliare;  
un intero quartiere della città costretto a subire un progetto che non vuole, ma pure tutti i parmigiani sono privati della propria libertà, soccombenti per sempre (la concessione è di 90 anni e l’intervento immobiliare non è reversibile) di una modifica urbanistica radicale che penalizza la vita di tutti; al diritto calpestato di una città d’arte e già capitale della cultura, nel mantenere intatto il proprio patrimonio storico che deve essere difeso. Già troppi stupri abbiamo subito. Non sono più accettabili altre situazioni come il nuovo Tardini. Parma merita di meglio e c’è la possibilità di farlo. Martines, di Titanic ne è bastato uno! Riferisca alla società che questo progetto non s’ha da fare in centro storico, ma nell’area mercati. (Parma, 8/12/2023; aggiornato il 13 e 15/12/2023)

Luigi Boschi

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