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Parma, referendum 17 Aprile 2016, Michele Brambilla: Trivellar m’è dolce in questo mar

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Referendum Trivelle 17 aprile 2016

REFERENDUM del 17 Aprile 2016
Michele Brambilla: Trivellar m’è dolce in questo mar

Brambilla il direttore della trivella e dell’Escherichia Coli dop, in occasione del referendum, rivela la sua cultura ambientale

In Emilia oltre ai buchi di bilancio si passerà dal parmigiano, al groviera al metano.

Come avevo capito nell’andare al voto questa mattina,  a Parma, non si sarebbe raggiunto il quorum, e mi sono ripromesso che se ciò si fosse avverato avrei fatto della mia scheda elettorale un aeroplanino da lanciare e con cui giocare con le mie nipoti.
Andare a votare per questo referendum (massima espressione della democrazia diretta) era una responsabilità civile che avrebbe dovuto mobilitare tutti perché di mezzo non ci sono fazioni partitiche o politici, come si vorrebbe far credere, ma è in gioco tutto l’ambiente del nostro Paese in cui viviamo. E le scelte politiche, in democrazia, si legittimano con il voto. Il tema era quasi banale, far sì che le multinazionali petrolifere non avessero a vita il diritto di estrarre pressoché gratis senza nemmeno l’onere di dover smantellare gli impianti esauriti dichiarandoli invece ancora attivi. In sintesi:  Vota Sì chi vuole abolire la norma che permette alle compagnie petrolifere di prorogare le concessioni per estrarre gas e petrolio in mare entro le 12 miglia dalla costa finché il giacimento si sarà esaurito. Vota No o si astiene, chi vuole che i petrolieri possano fare i loro comodi in eterno, estraendo un po’ meno della soglia minima per non pagare le royalty. 

Non entro qui nel merito delle trivelle, ampiamente discusso e dibattuto, non potrei aggiungere nulla alla discussione, se non chiedere che vengano chiuse e smontate le esistenti piattaforme. L’Italia non è da trivellare né ora, né in futuro. Leonardo Maugeri (ex direttore strategie ENI): “L’Italia ha riserve modeste. Non ci sono grandi prospettive, mentre vi è un alto rischio di danneggiare aree sotto diversi punti di vista: economico, turistico, ambientale… L’attività petrolifera o del gas è ad alta intensità di capitale e a bassa intensità di lavoro. Basta poca gente iper specializzata. E’ un gioco a somma zero. Non si creano nuovi posti di lavoro”.

Gli impianti esistenti sono vecchi e poco sicuri. Le cozze attaccate alle piattaforme sono perlopiù imbottite di veleni chimici.

Chiudere, smantellare e bonificare le piattaforme in mare darebbe più lavoro di quanto ne dia tenerle aperte. E si scongiurerebbe il rischio ambientale, oggi altissimo. Se gli impegni presi alla conferenza sul clima di Parigi verranno rispettati, l’uso del petrolio dovrà infatti essere ridotto in maniera drastica. Il Comitato per il sì, sottolineava la necessità di spostare l’asse energetico del paese in direzione delle indicazioni che suggeriscono i climatologi e che sono sempre più apertamente sostenute dalle maggiori istituzioni internazionali.

Di danno le multinazionali del petrolio ne hanno già fatto abbastanza in tutti i Paesi compresa l’Italia. Se dovessero ripristinare e risanare da un punto di vista ambientale i luoghi in cui hanno operato e lavorato, fallirebbero tutte. Lasciando, però, paperoni loschi individui e politici conniventi.
Voglio invece soffermarmi sul progetto SNAM per la realizzazione dell’Hub europeo per lo stoccaggio di gas in Emilia Romagna e la bassa Lombardia, che dovrebbe divenire il serbatoio del gas che circola in Italia. Ed è anche su questo progetto che gli emiliani insieme a tutti gli italiani, dovrebbero riflettere. In Abruzzo, grazie alla legge regionale 28 del 18 giugno 2012, è stata bloccata la centrale di Sulmona proprio perché area sismica.(LINK
La Pianura padana oltre ad essere area a forte presenza sismica, è uno dei territori al mondo tra i più inquinati insieme a Cina, USA, SUD Africa. Nonostante tutto questo è tra i più importanti distretti alimentari (la cosiddetta food valley italiana). Proprio qui la Snam vorrebbe realizzare il suo progetto di stoccaggio gas, distruttivo per l’Emilia Romagna, in quanto può essere generatore, oltre ad ulteriore inquinamentoe pericolosi incidenti ambientali, anche di terremoti indotti. Vi è ampia letteratura scientifica in merito.

Progetto Snam dell'hub di stoccaggio gas in Emilia Romagna
Certo che anche l’oca Martina intervenuta al convegno CNA si è guardato bene di informare gli associati di quel che hanno in programma di fare, ma ha preferito dir loro quel che volevano sentirsi dire: “Agroalimentare frenato dalla Burocrazia”. (LINK) Ovviamente nulla sui problemi ambientali, etici e salutistici generati dalla zootecnia e da tutta la filiera alimentare di derivazione animale.
Il convegno era blindato e monopolizzato dal direttore Rai Emilia, Fabrizio Binacchi, e non è stato possibile fare domande dal pubblico. Ho aspettato quindi il Ministro e lungo le scale gli ho chiesto se: “Poteva smentire la realizzazione in Emilia Romagna del progetto SNAM sull’HUB europeo di stoccaggio sotterraneo di gas metano”.
Non ha risposto, ha cercato di bluffare con una battuta, continuando a scendere più velocemente le scale dal Ridotto del Regio. Ho lasciato il mio biglietto al suo ufficio stampa che ci seguiva cercando di non perdere contatto.

E’ una domenica da dimenticare per l’inciviltà e insensibilità rivelata. Sarà pure la domenica della vittoria e promozione del Parma in Lega Pro, ma è una promozione funestata da questa vergognosa incoscienza ambientale e civile (ma come, nel calcio biologico di Nevio Scala & C non è contemplata la responsabilità ambientale?). Allo stadio hanno forse invitato ad andare a votare? Io non c’ero, ma non penso lo abbiano fatto. Eppure sarebbe stato un messaggio di civiltà di coerenza con i propositi indicati nelle dichiarazioni costitutive, non di fazione partitica. Solo il 32% dei parmigiani si è recato alle urne. (LINK
Quando arriverà un nuovo terremoto, perché con quel che faranno nel sottosuolo dell’Emilia non potrà non esserci, andremo allo stadio con le tende, si lanceranno appelli e sottoscrizioni…. Magari a raccogliere contributi per ciò che si è prodotto. Conosciamo bene purtroppo il rituale. E si ricorderà di questa infausta domenica 17 aprile 2016. Come la penseranno oggi, dopo il disastro del petrolio nel Polcevera, quelli di Genova? (LINK
La città di Parma, che si riversa alla stadio, ma non va a votare non è una polis. E’ un branco bestiame che lo porti ovunque a suicidarsi. Dalla festa della birra irlandese, allo street food, al Gola Gola, al november porc… alla movida nei locali in mano all’’ndrangheta; gli puoi far credere che la marchetta di Michelangelo Pistoletto con l’occupazione di un’area monumentale (divenuta un campo incolto e di rovine per la negligenza di chi governa e la manutiene) come piazzale della Pace (LINK), sia un progetto artistico. Questa è ormai la cultura del parmigiano dop.  
Il direttore del maggior quotidiano locale, Michele Brambilla, già perfettamente in sintonia con questo humus consumistico distrattivo e distruttivo, ha quindi pensato bene, di non scrivere un rigo, oggi 17 aprile, sull’andare a votare e non ha ancora scritto nulla sull’Hub di stoccaggio Snam in Emilia Romagna (investimento di circa 5 miliardi), ma scrive invece, proprio oggi, un editoriale (chiedendo meschinamente scusa) sulla morte del clochard di Valera Mario Ceccon (LINK), indubbiamente con una tenuta etica superiore alla sua, dottor Brambilla. Che dire se non che l’imbecillità ormai a Parma governa senza pudore e si estende come l’Escherichia Coli in una fogna?
Vedo che  non ha avuto difficoltà ad integrarsi nell’ambiente l’ex vicedirettore de La Stampa di Torino. L’esercizio nella riproduzione del deficiente qui a Parma riesce sempre molto bene… “Ci stanno tutti appassionatamente”… non solo in 100. Proprio l’iniziativa dell’associazione civica Io ci sto recentemente costituitasi  “per contrastare il preoccupante declino di una comunità”, chi li ha visti e sentiti sul recente referendum trivelle per contrastare gli attentati al paesaggio? “Il silenzio è indifferenza. L’indifferenza è complicità”.     
Anche in questa nuova scelta alla direzione del giornale locale, i soliti noti, hanno fatto tutto il possibile per ingaggiare un giornalista, in prossimità di pensione, probabilmente a spasso, sapendo dell’imminente fusione tra la Stampa e La Repubblica, con la schiena dritta come un chiodo ribattuto. Forza Parma!! (Parma, 17/04/2016)

Luigi Boschi

Nota elettorale
Alle ore 23  di  domenica 17 aprile, a fine delle operazioni di spoglio delle schede, nelle 207 sezioni elettorali del Comune di Parma i votanti definitivi sono n. 45.122 elettori, di cui  23.628 femmine e 21.494 maschi,  pari al 32,66%